Cosa fareste se vi reincarnaste in una formica?

L’orribile Karma di una formica. Questo il titolo del libro che un mio amico mi ha regalato qualche settimana fa. Per la precisione non è un mio amico, è una persona che conosco appena ma che, chissà il perché, mi ispira fiducia come se lo conoscessi da sempre. E’ strano. Una volta pensavo che gli amici veri fossero quelli che ti conoscono da sempre, con cui sei cresciuto e che all’età di 12 anni ti eri ripromesso sarebbero stati i testimoni del tuo matrimonio. Ed invece l’amicizia vera può sbocciare in tempi e forme che non ti saresti aspettato. E’ questione di chimica? destino? stessa lunghezza d’onda? Non lo so, fatto sta che negli ultimi anni ho avuto la fortuna di conoscere persone fantastiche. Con alcune non ci si sente sempre, i contatti sono sporadici, ma il tempo non sbiadisce il rapporto di fiducia e verità che si è creato. Perché la cosa importante è quello che si è condiviso. Il rapporto diventa importante perché si è condiviso qualcosa di importante. Il tempo non c’entra nulla.

L’orribile Karma di una formica è la classica commedia che leggi in un pomeriggio d’estate. Leggero e divertente, è anche un libro che, dietro alle ironiche peripezie di una defunta donna in carriera alle prese con diverse reincarnazioni, che lotta per avere una seconda chance di vivere la sua vita facendo del bene, nasconde un messaggio profondo. Il karma ci riporta al buddismo, alle filosofia delle reincarnazioni, alla scelta fra il bene e il male, al perpetuo cerchio della vita. A me riporta alla mente film come Sliding Doors: ad ogni azione che compi la vita può prendere una direzione inaspettata, ma quello che sei non puoi cambiarlo e alla fine la vita ti conduce nel posto in cui saresti comunque andata.

C’è chi dice che quello che semini ti ritorna indietro, magari non subito ma prima o poi. E’ un concetto molto insidioso questo. Pensate alla storia, a quando nel XVI secolo la Chiesa per finanziare la costruzione della Basilica di San Pietro, non avendo i mezzi necessari, aveva bandito in tutto il mondo una speciale indulgenza per coloro che avessero fatto un’offerta in denaro. L’indulgenza diventò così una sorta di condono delle pene per i benefattori e per i loro cari defunti , affinché venisse ridotto il periodo di permanenza nel Purgatorio. Per arrivare poi ai giorni nostri con le interminabili catene di messaggi, che promettono, a chi non le spezzerà, fortuna, amore e salute. Tutti dicono che non ci credono, ma poi, chissà come mai, questi messaggi ti arrivano sempre!

E allora, ammettendo che esista, quando è che si produce karma positivo? Il libro è molto chiaro: solo quando agirà facendo del bene disinteressato, la protagonista farà un passo in avanti verso la rinascita. Questo vuol dire che i nostri pensieri e le nostre azioni devono essere scevri da finalità utilitaristiche. E’ il fare senza pensare troppo, senza meditarci a lungo, senza considerare gli interessi e i guadagni. E’ l’inconsapevolezza lo status che ci permette di far girare la ruota nel senso positivo. Se siamo coscienti che quello che stiamo facendo per quanto buono sia è finalizzato a qualcosa, allora non servirà per farci guadagnare del karma in più.

Quindi rassegnamoci, non siamo fatti per sapere se stiamo generando karma positivo. Ma nel frattempo, piuttosto che restare con le braccia incrociate, riflettete sulla vostra vita e pensate…cosa fareste se vi reincarnaste in una formica?

Giada B.

Giada B.

Ho lavorato nella più autorevole azienda in Italia di recruiting on line e successivamente all’interno della divisione Human Resources di due importanti aziende leader di settore. Oggi vivo a Milano e mi occupo di progetti di consulenza su temi di e-recruiting, selezione, formazione ed orientamento. Selezione del personale, lavoro & web, risorse umane, web reputation, job blogging, social recruiting e personal branding sono la mia passione!

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