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Tutto quello che devi sapere per scrivere un curriculum vitae efficace

La stesura di un buon curriculum vitae resta sempre un argomento hot, nonostante le centinaia di articoli e consigli  che invadono la rete.

Partiamo dicendo tre verità: la prima è che il cv rappresenta solo un mezzo e che, quindi, un curriculum vitae fatto bene, senza però un percorso professionale con contenuti e di spessore (neo o senior che sia), ha poco valore; la seconda è che inviare un buon cv per posizioni che non rispecchiano il proprio profilo non porta nessun risultato; la terza è che è utile avere un cv scritto bene, ma è altrettanto proficuo farsi conoscere e creare un ottimo network e rete di contatti. Se pensiamo infatti che scrivere il cv, inviarlo con un semplice clic e metterci comodi a casa in attesa di una risposta risolva tutti i problemi, ci sbagliamo alla grande, perché il mercato del lavoro attuale premia le persone proattive, relazionali ed intraprendenti. Possiamo non essere d’accordo e passare i giorni a contestare questo sistema, oppure darci da fare e rimboccare le maniche per assicurarci un futuro.

Fatte queste premesse, ecco  tutti i miei consigli per creare un buon curriculum vitae!

TEMPLATE: se non richiesto, evitiamo il formato europeo o europass, scarsamente personalizzabili, e diamo spazio alla nostra creatività (dai un’occhiata a esempi di modelli creativi di curriculum vitae 😉 ). Impostiamo un foglio word scegliendo una grafica che sia facilmente leggibile e comprensibile da chi legge (ricordatevi sempre che il selezionatore impiega al massimo 10 secondi per leggere il cv!). Per un risultato più professional e creativo, possiamo ricorrere a vari tool gratuiti che ci aiutano a creare il curriculum vitae da zero, come CanvaVisualCV, CVBuilder, EnHancv, CVmkr.

FOTOGRAFIA: non obbligatoria se non richiesta, è pur sempre un buon biglietto da visita se scelta bene. Inserite una sola fotografia, in cui siete immortalati a mezzo busto o in primo piano, possibilmente con uno sfondo chiaro e un abbigliamento dai colori vivaci per risaltare di più. Al bando: foto al mare, a matrimoni, in compagnia, con abiti succinti o tute da ginnastica, con trucco marcato.

ORDINE: anche il cv ha una sua etiquette, seguite quindi questo ordine per i paragrafi: informazioni generali, esperienze professionali, esperienze formative, competenze linguistiche, competenze informatiche, altre competenze/interessi.

INFORMAZIONI GENERALI: nome, cognome, data di nascita, via/cap/città/provincia di residenza, cittadinanza, cellulare, email, link al proprio profilo Linkedin (e anche al vostro blog o sito, per fare personal branding 😉 ). Non serve altro. Info importante: se vi state candidando per una posizione in una città diversa dalla vostra, aggiungete come domicilio la città relativa. Avrete il 90% delle possibilità in più di essere contattati.

ESPERIENZE PROFESSIONALI: da riportare dalla più recente alla meno recente. Per ogni esperienza bisogna scrivere il job title, il nome dell’azienda con una breve descrizione del core business, una breve introduzione di quello che facciamo, un elenco puntato con le attività principali e speciali di cui ci occupiamo (dai un’occhiata anche a questi consigli 😉 ).

FORMAZIONE: da riportare dalla più recente alla meno recente. Inserite dunque la data, il titolo conseguito, presso quale ente, con quale votazione. Mettete ben in evidenza eventuali esperienze formative all’estero.

COMPETENZE LINGUISTICHE: citate solo le lingue di cui avete una buona conoscenza di partenza (è inutile inserire lingue di cui si ha una conoscenza base o sufficiente!)

COMPETENZE INFORMATICHE: non solo pacchetto office e internet ma tutti i software e applicativi che conoscete, anche per motivi personali. Le competenze digitali rappresentano il futuro!

STILE: scegliete come font Garamond, Helvetica o Proxima Nova e date movimento allo stile del testo, enfatizzando le parole chiave legate alla vostra professione, il job title, il nome dell’azienda, i titoli conseguiti. Mettete in evidenza in grassetto, corsivo, sottolineato, maiuscolo o con un colore diverso tutto quello pensate sia utile che colpisca  ad un primo sguardo l’attenzione del selezionatore. Ricordatevi di giustificare i paragrafi.

JOB TITLE: ossia il ruolo che ricoprite in un’azienda. Il job title deve essere semplice e comprensibile, al bando quindi job title troppo sofisticati o di difficile interpretazione.

INFO VARIE: specificate se possedete la patente e se siete automuniti, se siete disponibili a trasferte, se valutate un lavoro part time o a un tipo di inquadramento specifico.

BIO: tra le informazioni generali e le esperienze professionali potete aggiungere una breve introduzione di voi stessi, mettendo in evidenza possibili punti di contatto tra il vostro profilo e quello che l’azienda sta cercando.

PAROLE CHIAVE: nel carattere più piccolo di word aggiungete alla fine del curriculum vitae, dopo la firma e l’autorizzazione al trattamento dei dati, tutte le parole chiave che sono sinonimi del vostro job title o del lavoro che svolgete. In questa maniera avrete più chance che il vostro curriculum sia individuato all’interno della banca dati di un’azienda o di una società di selezione.

LE 3 REGOLE D’ORO: il cv deve essere intuitivo, leggibile ed esaustivo. Una volta terminato, mettetevi nei panni di un selezionatore, che non conosce nulla di voi, e fatevi queste domande: questo cv mi fa capire subito che profilo ho davanti? questo cv mi permette di individuare subito le informazioni di cui ho bisogno? questo cv mi restituisce tutte le informazioni importanti per capire questa persona cosa ha fatto in passato e cosa sa fare?

Buona ricerca!

Giada

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Consigli di carriera

Per la sezione Consigli di lavoro di Monster.it, dedicata ai candidati e ai lavoratori, tratto temi legati alle strategie di ricerca attiva di lavoro, curriculum, colloqui di lavoro, vita in azienda e sviluppi di carriera.
Qui di seguito la lista intera dei mie articoli suddivisa per argomenti:

STRATEGIE DI RICERCA LAVORO

Cercare lavoro all’estero – Le 10 domande

10 cose utili da sapere dei profili aziendali prima di candidarsi

Le parole chiave per cercare un’opportunità in ambito Commerciale

Cercare lavoro all’estero – Cosa mettere in valigia

Strategie e consigli per cercare un’offerta di lavoro sul web

Il lavoro ideale? Dipende dalla tua personalità!

Cercare lavoro all’estero – Le 10 domande

Cercare lavoro all’estero – Gli stati piu’ attrattivi

Cercare lavoro all’estero – Dal CV al feedback

Cercare lavoro all’estero – I settori piu’ ricercati

“Le referenze” nella ricerca di lavoro

CURRICULUM

Consigli per ottimizzare il cv online

Il CV per neolaureati in ambito Commerciale – Cosa scrivere

Esempio di CV per Neodiplomato

Lettera di presentazione neolaureato Marketing

CV e Personal Branding: il connubio vincente per trovare lavoro

Il lato oscuro del CV? Che la forza del curriculum sia con te!

Lettera di presentazione Manager Commerciale

Lettera di presentazione Neolaureato Commerciale

Lettera di presentazione Marketing Manager

L’alternanza scuola-lavoro e il Curriculum delle competenze

COLLOQUIO

Decalogo del buon colloquio di lavoro

“Mi parli di lei”: cosa rispondere?

Colloquio conoscitivo: fai una buona impressione!

Quiz: sei capace di dare le giuste risposte ad un colloquio di lavoro?

VITA IN AZIENDA

Rebus busta paga: come leggere dati e numeri

CCNL: contratti collettivi e livelli

Le tutele per gli apprendisti

Come combattere l’ansia da prestazione lavorativa

Asili nido aziendali: un esempio di circolo virtuoso

Maternità e lavoro: i diritti delle mamme lavoratrici

Come combattere l’ansia da prestazione lavorativa

L’apprendistato dopo il Jobs Act

L’apprendistato e la formazione interna

Smartworking: 8 app per lavorare in modo flessibile

Idee regalo dal mondo del lavoro

CARRIERA

Strategie per iniziare un nuovo lavoro senza stress – 2° parte

Strategie per iniziare un nuovo lavoro senza stress – 1° parte

Le professioni in ambito Commerciale – Quali sono e di cosa si occupano

Le professioni del Digital Marketing – Quali sono e di cosa si occupano

Babbo Natale porta un pacco pieno di lavoro

Professione Orientatore: una bussola per il lavoro

Vuoi lavorare nell’editoria? Be digital! – Intervista a Chiara Levi – 2° parte

Vuoi lavorare nell’editoria? Be digital! – Intervista a Chiara Levi – 1° parte

Tecnologia e professioni del futuro

Il buon manager e i desideri motivanti

Cambiare lavoro a 40 anni: una sfida stimolante

Il presente e il futuro dell’HR in Italia

Trasforma la tua passione per lo shopping in un lavoro nel retail

 

Il lato oscuro del CV? Che la forza del curriculum sia con te!

A poche settimane dall’uscita del nuovo capitolo della saga di Star Wars, vi propongo un mio articolo pubblicato su Monster.it, in cui spiego come combattere i “lati oscuri” del CV. Che la forza del curriculum sia con voi! 😉

Chi ha già acquisito un po’ di dimestichezza con la creazione di un curriculum sa che errori grammaticali, cv eccessivamente lunghi ed informazioni di contatto mancanti o inesatte possono compromettere la candidatura. Sono gli errori più frequentemente commessi da chi è per la prima volta alla ricerca di un lavoro e non ha ancora esperienza nella stesura di un buon cv. Ma spesso, anche chi non è un job seeker alle prime armi inserisce le informazioni nella modalità sbagliata, riducendo la carica di attrattività e di forza del proprio curriculum. Sono errori più “sottili” dei primi che abbiamo citato, ma che possono ugualmente giocare un ruolo determinante nella ricerca di un lavoro. Scopriamo e illuminiamo alcuni “lati oscuri” del cv:

  • Data di nascita

Nelle informazioni generali, dopo il nostro nome e cognome, scriviamo la data di nascita. Più volte di quanto si possa credere, i recruiter ricevono cv in cui è riportata l’età anagrafica e non il giorno, mese e anno di nascita del candidato. In questa maniera il selezionatore difficilmente può calcolare gli anni della risorsa, non sapendo quando quel cv è stato scritto. Non è un dettaglio da poco, perché alcune aziende aprono delle posizioni che prevedono dei contratti proponibili per legge o per policy interna solo a persone che rientrano in un determinato range di età. Scrivere l’età anziché la data di nascita può quindi farci perdere preziose occasioni!

  • Job title

Non è altro che il titolo che definisce il ruolo che ricopriamo in un’azienda. Un titolo spesso ostico da decifrare, che impedisce al recruiter di identificare la funzione che il candidato ricopre o ricopriva nelle precedenti esperienze. Le cause sono due e possono essere attribuite o a una restituzione fedele del linguaggio legato al contesto aziendale nel quale si è lavorato o…alla vanità umana! Nel primo caso, il candidato scrive nel cv esattamente il job title che l’azienda gli ha attribuito e che spesso è legato a quella specifica realtà. Tuttavia, non per tutti è scontato che ROM stia per Retail Operation Manager o che First Impression Manager identifichi il portiere d’albergo. Nel secondo caso, siamo noi stessi ad attribuirci dei job title sofisticati, perché crediamo possano essere più appealing. Dobbiamo pensare invece chel’obiettivo è far comprendere qual è il nostro ruolo a chi legge. Traduciamo i titoli in forme comprensibili che identifichino con immediatezza il ruolo. Al bando quindi job title astrusi e la parola d’ordine è semplificare!

  • Scrivere, scrivere, scrivere

E’ possibile ridurre quello che facciamo 8 ore al giorno 365 giorni l’anno in una frase o poche parole? Certo che no! Eppure è quello che succede spesso: cv scarni, poveri, dove la sintesi è stata sostituita dall’assenza di contenuti. Potremmo definirlo il cv-parodox: si pensa che il problema sia sintetizzare in poco spazio quello che si è fatto, tante attività, progetti, ruoli ricoperti; in realtà, spesso il problema è riuscire a riempire quel poco spazio a disposizione che si ha. Non bisogna aver paura di scrivere e spiegare. Il cv deve raccontarci e deve essere scritto affinché il selezionatore capisca cosa sappiamo fare. Entriamo nel dettaglio delle attività di nostra competenza, spieghiamo a chi riportiamo e com’è organizzato il nostro team, citiamo progetti speciali ai quali abbiamo partecipato, programmi e software utilizzati. Mettiamo in poche parole in evidenza i nostri punti di forza.

  • Stile del testo

Anche l’occhio vuole la sua parte, soprattutto lì dove la forma può valorizzare o, al contrario, penalizzare il contenuto. Una strategia per far risaltare il nostro curriculum fra tante candidature è dare movimento allo stile del testo.Un testo che ha uno stile tutto uguale risulterà piatto o addirittura irritante e richiederà più tempo a chi legge per individuare le informazioni chiave. Un curriculum scritto tutto con uno stile normale sarà impersonale; uno scritto interamente in grassetto, in corsivo o sottolineato sarà poco piacevole da leggere. Invece, un curriculum che alterna diversi stili agevolerà la lettura, facendo risaltare le parti salienti. Fate una prova: ponete il vostro curriculum a una distanza di 50 cm, cosa cattura subito la vostra attenzione? Sicuramente le parole in grassetto, in corsivo, sottolineate o di colore diverso. Questi escamotage stilistici devono essere utilizzati con criterio, per enfatizzare ad esempio parole chiave che identificano la nostra professionalità, job title, le aziende per le quali abbiamo lavorato, le competenza nelle quali eccelliamo, esperienze all’estero, titoli di studio conseguiti, certificazioni ed applicativi conosciuti.

Non esiste una ricetta magica per scrivere il curriculum perfetto, ma una regola che vale sempre è provare a mettersi nei panni di chi legge il nostro cv: quali sono le informazioni importanti che il recruiter deve sapere di me? Cos’è scontato per me ma non lo è per chi non mi conosce? Qual è la forma migliore per facilitare la lettura del mio curriculum? Come posso attirare l’attenzione del recruiter sui miei punti di forza? Come faccio a destare la curiosità di chi legge, restituendo un’immagine professionale?

 Giada B.

CV & Personal Branding: il connubio vincente per trovare lavoro

Hai letto decine di annunci di lavoro e speso buona parte del tuo tempo a scrivere il cv perfetto. Finalmente hai trovato l’occasione giusta per candidarti: la posizione descritta rispecchia appieno il tuo profilo. In un solo click, invii la tua candidatura, fiducioso di essere chiamato presto per un colloquio. Pensi che sia finita qui  e credi di aver già tentato il tutto possibile per farti notare? E invece no, perché da una recente indagine è emerso che più del 70% dei selezionatori in Italia, una volta letto il curriculum, apre una pagina di Google digitando il nome e cognome del candidato, per cercare altre informazioni. E’ il cosiddetto ego surfing,navigare nei meandri del web per trovare qualcosa che parli di noi. E cosa succede se quello che c’è di noi sul web è negativo o poco professionale o inesistente?

Scopri come creare una buona reputazione on line con il personal branding, leggendo il mio articolo pubblicato su Monster.it!

Consulenza lavoro

AFFRONTA CON SERENITÀ LA RICERCA DI LAVORO, PERFEZIONANDO GLI STRUMENTI INDISPENSABILI PER TROVARE UN'OPPORTUNITÀ PROFESSIONALE

IL CURRICULUM: IL TUO BIGLIETTO DA VISITA

Sembra semplice ma non lo è! Condensare la propria biografia in due pagine e trovare espedienti per catturare l’attenzione di chi legge richiede esperienza. Eppure un buon curriculum è fondamentale per riuscire a vincere la concorrenza ed avere una chance per sostenere il colloquio nell’azienda dei tuoi sogni. Ho visionato e valutato migliaia di curricula e potrò fornirti un’ottima consulenza per scrivere o provvedere a una revisione del tuo CV!

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Non hai mai fatto colloqui e vorresti fare un po’ di pratica prima di sostenerne uno in azienda? Devi presentarti per un colloquio ma non ti senti sicuro? Allenati con me a migliorare la tua performance attraverso “mock interviews”, simulazioni di colloqui conoscitivi o strutturati in base alla posizione alla quale ti sei candidato. Alla fine del colloquio ti fornirò un feedback su eventuali aspetti da valorizzare ed errori da correggere.

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Critiche, segreti, e cliché da sfatare. Riflessioni sulla professione di Recruiter

Il commento di una lettrice del blog all’articolo Quello che dici, come lo dici, come ti presenti: quello che gli intervistatori valutano nel colloquio di lavoro mi ha innescato una serie di riflessioni. Se non lo avete già fatto vi invito a leggerlo. Come mai il ruolo di Recruiter è messo così sotto accusa? Partiamo dal presupposto che la mia esperienza mi ha insegnato che in azienda ci sono tantissime persone poco competenti ma che si sanno vendere, molte persone di grande competenza che non si sanno vendere, poche persone di grande competenza che si vendono bene. E ciò vale anche per chi lavora nella selezione del personale. Questo è un ruolo molto insidioso perché si ha che fare con la vita professionale delle persone e, se non ci si responsabilizza e non si ha la giusta intelligenza emotiva, si rischia di fare dei grossi danni. Diffidate da chi pensa che l’etica nel lavoro non esista e che tutto risponde a un ideale più alto chiamato business. Esiste l’etica, la morale e il rispetto. Questo non vuol dire essere buoni o deboli. Spesso non c’e altra soluzione che il licenziamento. Si sa che per diverse ragioni è la strada giusta o l’unica percorribile. Ma lo si deve fare quando non ci sono altre soluzioni e lo si può fare anche continuando a trattare l’altro con rispetto. Purtroppo non è sempre così, purtroppo molti professionisti delle Risorse Umane sono rapiti da una sorta di delirio di onnipotenza che li porta ad esercitare forme e modalità poco rigorose.

Ora, dopo una critica alla mia categoria, vorrei anche smontare alcuni cliché ricorrenti che ingiustamente offuscano questa bellissima professione. Le accuse che spesso arrivano dai candidati sono queste:

1) “Ho inviato decine di curricula senza ricevere risposta!”

Sapete quanti curricula arrivavano per le posizioni pubblicate da l’Oreal quando lavoravo nella consulenza? Più di 5.000 per annuncio! E’ improbabile che un consulente riesca a visionare tutto questo materiale. E quindi forse, se non ricevete risposta, non è perché il vostro profilo non risponde ai requisiti, ma perché forse non è stato mai letto. Vi svelo un segreto: affannarsi a rispondere per primi ad un annuncio può essere controproducente, perché i software utilizzati dai Recruiters per la scrematura dei curricula mostrano in prima pagina gli ultimi cv’s arrivati. Immaginate di avere un contenitore che si riempie: i sassolini alla base saranno i primi che si depositeranno e gli ultimi ad essere pescati! E purtroppo qui si tratta di fortuna, non ci sono molte strategie che si possono applicare. L’unica cosa che il Recruiter potrebbe fare è associare un questionario di screening all’annuncio per ridurre il numero di profili idonei, ma non tutti lo fanno, purtroppo.

2) “Pensavo di essere perfetto per quel profilo ma mi hanno scartato”

Non tutti i requisiti sono esplicitati nell’annuncio. Alcuni per questioni discriminatorie, altri per ragioni strategiche. E’ inutile nasconderlo, l’età o il genere sono dei deterrenti, non lo si dice, ma alcune ricerche sono aperte a profili junior e altre a senior, per alcune sono preferite le donne per altre gli uomini. Oppure l’azienda per la quale si lavora o si è lavorato in passato non è considerata una realtà “che fa scuola” e quindi si è scartati. O ancora sono presi in considerazione solo neolaureati che hanno ottenuto un voto di laurea superiore ad un dato punteggio.

3) “Ho sostenuto un primo colloquio e poi mi è stato detto che cercano un profilo più senior Ma non lo sapevano anche quando mi hanno contattato?”

Il Recruiter non ha a che fare solo con il cliente esterno, il candidato, ma anche con il cliente interno, il Management. Non potete immaginare quante volte in corso d’opera sono rivisti i requisiti del ruolo. Perché magari nel frattempo qualche collega è stato spostato di funzione, perché qualcuno è andato via, per una nuova visione strategica, perché è mutato il budget o semplicemente perché il Manager ha cambiato idea. Purtroppo in azienda ci si chiarisce le idee strada facendo. Vi state domandando se questo non sia controproducente. Certo che lo è, si sprecano energie, tempo e denaro, si rallentano i processi, restano scoperte posizioni per mesi, si creano false aspettative nei candidati. Risorse Umane e Business dovrebbero lavorare in modo più sinergico per limitare questi inconvenienti.

4) “Ho sostenuto un colloquio ma poi non mi hanno fatto sapere nulla”

Credetemi, un bravo Recruiter sa perfettamente quanto sia importante restituire un feedback, positivo o negativo che sia. Spesso però, quando le ricerche sono tante, si protraggono per mesi e si incontrano tanti candidati, è difficile mantenere fede alla promessa. In questi casi inviate voi una mail al Recruiter chiedendo se ci sono novità, sono sicura che vi risponderà.

Pensate ancora che i Recruiters siano dei “cecchini pronti a sparare”? 🙂

Fatemi sapere quali sono state le vostre esperienze e qual è la vostra percezione di questa professione!

Giada B.

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