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Curriculum creativo? Crea il tuo InstaCV su Instagram!

C’era una volta il caro curriculum in formato europeo, criticato da molti per la sua incapacità di far affiorire tratti di personalità. L’esigenza di raccontarsi e fare personal branding ha gettato i presupposti per pensare a nuovi strumenti che, insieme o in sostituzione del vecchio cv in bianco e nero, potessero aiutare il candidato a emergere, distinguersi e valorizzarsi. Di qui il profilo personale su Linkedin, il TwitterResume in 140 caratteri e il Videocv.

Perchè dunque non utilizzare anche il social network più amato del momento per raccontarsi professionalmente? Instagram, il social network visivo, offre infatti la possibilità di fare storytelling attraverso un uso creativo e originale di immagini e contenuto. Le funzionalità intrinseche del social, unite a quelle delle varie applicazioni integrabili, fanno di Instagram un potente strumento per creare un unconventional InstaCV!

PERCHE’ CREARE UN CURRICULUM SU INSTAGRAM

La domanda da farsi è: perchè creare un InstaCV? Quando un InstaCV può avere senso?

Innanzitutto se si sta cercando uno strumento per dimostrare e mettere in campo doti di creatività/originalità/comunicazione/abilità digitali. Poi perchè è il social network con il più alto tasso di crescita, utilizzato, seppur ancora timidamente, dalle Risorse Umane aziendali per fare employer branding e social recruiting. Può rappresentare inoltre anche una soluzione alternativa al videocv: se la webcam intimorisce, si possono comunque far emergere capacità comunicative attraverso uno storytelling visivo. Infine il potere evocativo delle immagini rispetto alla sola parola può davvero destare l’interesse del fruitore a un primo sguardo.

Il mio consiglio è di vederlo come uno strumento aggiuntivo: oltre al classico curriculum e/o al profilo Linkedin, posso avvalermi anche di uno strumento facilmente accessibile e gratuito, che mi permette di raccontare qualcosa in più o di diverso di me.

SUGGERIMENTI PER CREARE UN CURRICULUM SU INSTAGRAM

  • Crea un tuo account Instagram dedicato esclusivamente al tuo InstaCV. Non inserire il tuo InstagramCV all’interno della tua pagina personale già esistente, che probabilmente sarà ricca di immagini e post informali e riservati. Questo ti consentirà sia di continuare a tenere eventualmente il tuo account personale chiuso, sia di non mescolare contenuti professionali con immagini personali.
  • Scegli bene il nome dell’account che ospiterà il tuo InstaCV. Deve contenere, già in fase di preapertura della pagina social, delle indicazioni utili. Per esempio: nome+cognome+cv // nome+cognome+job // nome+cerco_un_lavoro
  • Costruisci una Bio accattivante ed efficace, comprensiva di geolocalizzazione + link al tuo profilo Linkedin + indirizzo mail di contatto
  • Ragiona sugli hashtag, le “etichette” che permetteranno al tuo InstaCV di essere trovato tra le migliaia di post. Per categorizzare correttamente il tuo InstaCV, puoi usare questi hashtag, aggiungendo poi quelli legati alla tua funzione specifica:
  1. InstaCV
  2. Instaresume
  3. CVinsolite
  4. Mycvoninstagram
  5. Instacurriculum
  6. Instagramresume
  7. Instagramcurriculum
  8. Cercolavoro
  9. Resume
  10. Curriculumvitae
  11. InstagramCV
  12. Instavitae

ESEMPI DI CURRICULUM CREATIVO SU INSTAGRAM

Ma che forma dare al proprio InstaCV? Le possibilità sono tante, essendo Instagram un social network visivo. Chi ha una formazione artistica può partire avvantaggiato, anche se non servono delle grandi abilità grafiche, quanto una buona dose di creatività e originalità. Ecco alcuni esempi da cui trarre ispirazione 😉

INSTACV A MOSAICO

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E’ il caso di Ilaria di Pastena che ha diviso il suo curriculum in blocchi, dandogli la forma di un mosaico. Bello, colorato, intuitivo e molto social! Come farlo? Basta scaricare sullo smartphone una delle tante app disponibili, ad esempio InstaGrids, caricare il proprio CV, optare per una griglia (3, 6, 9, 12 riquadri) e tac, il gioco è fatto! L’app suddividerà l’immagine in tanti riquadri, potremo così salvarli sul rullino del telefono e caricarli uno alla volta su Instagram, seguendo chiaramente la numerazione suggerita (l’ultimo riquadro dell’immagine sarà il primo da caricare).

INSTACV CON ILLUSTRAZIONI

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In un social fatto per lo più di immagini reali, uno storytelling di sè attraverso illustrazioni colpisce e cattura l’attenzione. Nella scelta stilistica di Louise, il contenuto di ogni singolo post diventa essenziale per contestualizzare l’illustrazione.

INSTACV CON METAFORA

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Galia ha deciso nel suo racconto di “metterci la faccia“, raccontando chi è e aggiungendo in ogni post un pezzetto del suo percorso formativo. Simpatica la scelta di aprire e chiudere il suo InstagramCV con una cornice, una sorta di call to action per spronare chi legge ad aiutarla a “riempire” il quadro della sua vita lavorativa.

INSTACV COMBO

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Antonella Santamaria ha optato per InstaCV combo, un mix tra immagini e contenuto. Sicuramente una scelta vincente, per capire di cosa si occupa e chi è già ad un primo sguardo del suo account . Come fare? Scegliendo il format collage. Basterà scaricare sul proprio smartphone la app Layout, selezionare il simbolo della composizione immagini, scegliere le foto (una foto immagine e una foto testuale) e creare il proprio collage.

INSTACV A FUMETTO

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Il mio InstaCV preferito? Quello di Fabio De Lazzari. Fabio ha costruito uno storytelling del suo percorso formativo e delle sue aspirazioni professionali utilizzando il format del fumetto, una scelta strategica che rispecchia la sua passione per il digital, per il mondo della produzione video e dei linguaggi media. Fabio non ha fatto altro che dimostrare nella pratica le sue potenzialità e il valore aggiunto che potrebbe portare in azienda.

Facile per uno che è laureato in ingegneria dei linguaggi media, direte voi. Certo, ma quello che colpisce del profilo di Fabio non è il fumetto in sè, per il quale ci vuole sicuramente qualche competenza grafica, quanto l’idea, l’originalità, la creatività dimostrata.

E’ proprio qui il punto: ingegnarsi per trovare un’idea non convenzionale, per distinguersi e farsi notare.

Grazie alle applicazioni e funzionalità aggiuntive Instagram può rivelarsi un buono strumento per creare un curriculum originale, un primo biglietto da visita che reindirizzi successivamente al profilo professionale su Linkedin e/o a un colloquio nelle vita reale.

Get inspired…be digital! 😉

Giada

curriculum vitae

Tutto quello che devi sapere per scrivere un curriculum vitae efficace

Scrivere un buon curriculum vitae resta sempre un argomento hot, nonostante le centinaia di articoli e consigli  che invadono la rete.

Partiamo dicendo tre verità. La prima è che il cv rappresenta solo un mezzo. Questo vuol dire che un curriculum vitae fatto bene, senza però un percorso professionale con contenuti e di spessore (neo o senior che sia), ha poco valore. La seconda è che inviare un cv scritto bene per posizioni che non rispecchiano il proprio profilo non porta nessun risultato. La terza è che è utile avere un cv scritto bene, ma è altrettanto proficuo farsi conoscere e creare un ottimo network e rete di contatti.

Se pensiamo infatti che scrivere il cv, inviarlo con un semplice clic e metterci comodi a casa in attesa di una risposta risolva tutti i problemi, ci sbagliamo alla grande. Il mercato del lavoro attuale premia le persone proattive, relazionali ed intraprendenti. Possiamo non essere d’accordo e passare i giorni a contestare questo sistema Oppure possiamo darci da fare e rimboccare le maniche per assicurarci un futuro.

COME SCRIVERE UN CURRICULUM VITAE EFFICACE

Fatte queste premesse, ecco  tutti i miei consigli per creare un buon curriculum vitae!

ORDINE: anche il cv ha una sua etiquette, seguite quindi questo ordine per i paragrafi: informazioni generali; esperienze professionali; esperienze formative; competenze linguistiche; competenze informatiche, altre competenze/interessi.

INFORMAZIONI GENERALI: inserite nome, cognome, data di nascita, via/cap/città/provincia di residenza, cittadinanza. Aggiungete le info di contatto: cellulare, email, link al proprio profilo Linkedin, ma anche al vostro portfolio o sito, per fare personal branding 😉 Non serve altro. Info importante: se vi state candidando per una posizione in una città diversa dalla vostra, aggiungete come domicilio la città relativa. Avrete il 90% delle possibilità in più di essere contattati.

BIO: tra le informazioni generali e le esperienze professionali potete aggiungere una breve introduzione di voi stessi. Mettete in evidenza possibili punti di contatto tra il vostro profilo e quello che l’azienda sta cercando.

ESPERIENZE PROFESSIONALI: da riportare dalla più recente alla meno recente. Per ogni esperienza bisogna scrivere: il job title; il nome dell’azienda con una breve descrizione del core business; una breve introduzione di quello che facciamo; un elenco puntato con le attività principali e speciali di cui ci occupiamo. Dai un’occhiata anche a questi consigli 😉

FORMAZIONE: da riportare dalla più recente alla meno recente. Inserite dunque la data, il titolo conseguito, presso quale ente, con quale votazione. Mettete ben in evidenza eventuali esperienze formative all’estero.

COMPETENZE LINGUISTICHE: citate solo le lingue di cui avete una buona conoscenza di partenza. E’ inutile inserire lingue di cui si ha una conoscenza base o sufficiente!

COMPETENZE INFORMATICHE: non solo pacchetto office e internet ma tutti i software e applicativi che conoscete, anche per motivi personali. Le competenze digitali rappresentano il futuro!

INFO VARIE: specificate se possedete la patente e se siete automuniti, se siete disponibili a trasferte, se valutate un lavoro part time o a un tipo di inquadramento specifico.

ASPETTI GRAFICI

TEMPLATE: se non richiesto, evitiamo il formato europeo o europass, scarsamente personalizzabili. Diamo spazio alla nostra creatività…dai un’occhiata a questi esempi di modelli creativi di curriculum vitae 😉 Impostiamo un foglio word scegliendo una grafica che sia facilmente leggibile e comprensibile da chi legge. Ricordatevi sempre che il selezionatore impiega al massimo 10 secondi per leggere il cv! Per un risultato più professional e creativo, possiamo ricorrere a vari tool gratuiti che ci aiutano a creare il curriculum vitae da zero. Qualche esempio? CanvaVisualCV, CVBuilder, EnHancv, CVmkr.

FOTOGRAFIA: non obbligatoria se non richiesta, è pur sempre un buon biglietto da visita se scelta bene. Inserite una sola fotografia, in cui siete immortalati a mezzo busto o in primo piano, possibilmente con uno sfondo chiaro e un abbigliamento dai colori vivaci per risaltare di più. Al bando: foto al mare, a matrimoni, in compagnia, con abiti succinti o tute da ginnastica, con trucco marcato.

STILE: scegliete come font Garamond, Helvetica o Proxima Nova; date movimento allo stile del testo, enfatizzando le parole chiave legate alla vostra professione, il job title, il nome dell’azienda, i titoli conseguiti. Mettete in evidenza in grassetto, corsivo, sottolineato, maiuscolo o con un colore diverso tutto quello pensate sia utile che colpisca  ad un primo sguardo l’attenzione del selezionatore. Ricordatevi di giustificare i paragrafi.

KEYWORDS

JOB TITLE: ossia il ruolo che ricoprite in un’azienda. Il job title deve essere semplice e comprensibile, al bando quindi job title troppo sofisticati o di difficile interpretazione.

PAROLE CHIAVE: nel carattere più piccolo di word aggiungete alla fine del curriculum vitae, dopo la firma e l’autorizzazione al trattamento dei dati, tutte le parole chiave che sono sinonimi del vostro job title o del lavoro che svolgete. In questa maniera avrete più chance che il vostro curriculum sia individuato all’interno della banca dati di un’azienda o di una società di selezione.

LE 3 REGOLE D’ORO

Il cv deve essere intuitivo, leggibile ed esaustivo. Una volta terminato, mettetevi nei panni di un selezionatore, che non conosce nulla di voi, e fatevi queste domande: questo cv mi fa capire subito che profilo ho davanti? Questo cv mi permette di individuare subito le informazioni di cui ho bisogno? Questo cv mi restituisce tutte le informazioni importanti per capire questa persona cosa ha fatto in passato e cosa sa fare?

Vuoi scoprire quali sono gli errori più sottili ma altrettanto penalizzanti quando si scrive un cv? Leggi l’articolo “Il lato oscuro del CV? Che la forza del curriculum sia con te!”.

Buona ricerca!

Giada

Cercare lavoro all’estero – Dal CV al feedback

Se hai deciso di andare all’estero per cercare lavoro, ma non sai da che parte iniziare, puoi incominciare concentrandoti su cinque aree. Non avere fretta e prepara al meglio tutti gli strumenti indispensabili per cercare lavoro in un altro paese, dal resume alla scelta dei canali di ricerca. Leggi il mio articolo su Monster!

curriculum

Il lato oscuro del CV? Che la forza del curriculum sia con te!

A poche settimane dall’uscita del nuovo capitolo della saga di Star Wars, vi propongo un mio articolo pubblicato su Monster.it, in cui spiego come combattere il “lato oscuro” del CV. Che la forza del curriculum sia con voi! 😉

Chi ha già acquisito un po’ di dimestichezza con la creazione di un curriculum sa che errori grammaticali, cv eccessivamente lunghi ed informazioni di contatto mancanti o inesatte possono compromettere la candidatura. Sono gli errori più frequentemente commessi da chi è per la prima volta alla ricerca di un lavoro e non ha ancora esperienza nella stesura di un buon cv.

IL LATO OSCURO DEL CURRICULUM

Ma spesso, anche chi non è un job seeker alle prime armi inserisce le informazioni nella modalità sbagliata, riducendo la carica di attrattività e di forza del proprio curriculum. Sono errori più “sottili” dei primi che abbiamo citato, ma che possono ugualmente giocare un ruolo determinante nella ricerca di un lavoro. Scopriamo e illuminiamo alcuni “lati oscuri” del cv:

  • Data di nascita

Nelle informazioni generali, dopo il nostro nome e cognome, scriviamo la data di nascita. Più volte di quanto si possa credere, i recruiter ricevono cv in cui è riportata l’età anagrafica e non il giorno, mese e anno di nascita del candidato. In questa maniera il selezionatore difficilmente può calcolare gli anni della risorsa, non sapendo quando quel cv è stato scritto.

Non è un dettaglio da poco, perché alcune aziende aprono delle posizioni che prevedono dei contratti proponibili per legge o per policy interna solo a persone che rientrano in un determinato range di età. Scrivere l’età anziché la data di nascita può quindi farci perdere preziose occasioni!

  • Job title

Non è altro che il titolo che definisce il ruolo che ricopriamo in un’azienda. Un titolo spesso ostico da decifrare, che impedisce al recruiter di identificare la funzione che il candidato ricopre o ricopriva nelle precedenti esperienze.

Le cause sono due e possono essere attribuite o a una restituzione fedele del linguaggio legato al contesto aziendale nel quale si è lavorato o…alla vanità umana! Nel primo caso, il candidato scrive nel cv esattamente il job title che l’azienda gli ha attribuito e che spesso è legato a quella specifica realtà. Tuttavia, non per tutti è scontato che ROM stia per Retail Operation Manager o che First Impression Manager identifichi il portiere d’albergo.

Nel secondo caso, siamo noi stessi ad attribuirci dei job title sofisticati, perché crediamo possano essere più appealing. Dobbiamo pensare invece chel’obiettivo è far comprendere qual è il nostro ruolo a chi legge. Traduciamo i titoli in forme comprensibili che identifichino con immediatezza il ruolo. Al bando quindi job title astrusi e la parola d’ordine è semplificare!

  • Scrivere, scrivere, scrivere

E’ possibile ridurre quello che facciamo 8 ore al giorno 365 giorni l’anno in una frase o poche parole? Certo che no! Eppure è quello che succede spesso: cv scarni, poveri, dove la sintesi è stata sostituita dall’assenza di contenuti. Potremmo definirlo il cv-parodox: si pensa che il problema sia sintetizzare in poco spazio quello che si è fatto, tante attività, progetti, ruoli ricoperti.

In realtà, spesso il problema è riuscire a riempire quel poco spazio a disposizione che si ha. Non bisogna aver paura di scrivere e spiegare.

Il cv deve raccontarci e deve essere scritto affinché il selezionatore capisca cosa sappiamo fare.

Entriamo nel dettaglio delle attività di nostra competenza, spieghiamo a chi riportiamo e com’è organizzato il nostro team, citiamo progetti speciali ai quali abbiamo partecipato, programmi e software utilizzati. Mettiamo in poche parole in evidenza i nostri punti di forza.

  • Stile del testo

Anche l’occhio vuole la sua parte, soprattutto lì dove la forma può valorizzare o, al contrario, penalizzare il contenuto. Una strategia per far risaltare il nostro curriculum fra tante candidature è dare movimento allo stile del testo.

Un testo che ha uno stile tutto uguale risulterà piatto o addirittura irritante e richiederà più tempo a chi legge per individuare le informazioni chiave. Un curriculum scritto tutto con uno stile normale sarà impersonale. Uno scritto interamente in grassetto, in corsivo o sottolineato sarà poco piacevole da leggere.

Invece, un curriculum che alterna diversi stili agevolerà la lettura, facendo risaltare le parti salienti. Fate una prova: ponete il vostro curriculum a una distanza di 50 cm, cosa cattura subito la vostra attenzione? Sicuramente le parole in grassetto, in corsivo, sottolineate o di colore diverso.

Questi escamotage stilistici devono essere utilizzati con criterio, per enfatizzare ad esempio parole chiave che identificano la nostra professionalità, job title, le aziende per le quali abbiamo lavorato, le competenza nelle quali eccelliamo, esperienze all’estero, titoli di studio conseguiti, certificazioni ed applicativi conosciuti.

CHE LA FORZA DEL CURRICULUM SIA CON TE!

Non esiste una ricetta magica per scrivere il curriculum perfetto, ma una regola che vale sempre è provare a mettersi nei panni di chi legge il nostro cv: quali sono le informazioni importanti che il recruiter deve sapere di me? Cos’è scontato per me ma non lo è per chi non mi conosce? Qual è la forma migliore per facilitare la lettura del mio curriculum? Come posso attirare l’attenzione del recruiter sui miei punti di forza? Come faccio a destare la curiosità di chi legge, restituendo un’immagine professionale?

Vuoi qualche dritta in più? Leggi l’articolo “Tutto quello che devi sapere per scrivere un curriculum vitae efficace”.

Buona scrittura!

 Giada B.

Consulenza lavoro

Affronta con serenità la ricerca di lavoro, perfezionando gli strumenti indispensabili per trovare un’opportunità professionale

Il Curriculum: il tuo biglietto da visita

Sembra semplice ma non lo è! Condensare la propria biografia in due pagine e trovare espedienti per catturare l’attenzione di chi legge richiede esperienza. Eppure un buon curriculum è fondamentale per riuscire a vincere la concorrenza ed avere una chance per sostenere il colloquio nell’azienda dei tuoi sogni. Ho visionato e valutato migliaia di curricula e potrò fornirti un’ottima consulenza per scrivere o provvedere a una revisione del tuo CV!

Potenzia la tua performance nei colloqui

Non hai mai fatto colloqui e vorresti fare un po’ di pratica prima di sostenerne uno in azienda? Devi presentarti per un colloquio ma non ti senti sicuro? Allenati con me a migliorare la tua performance attraverso “mock interviews”, simulazioni di colloqui conoscitivi o strutturati in base alla posizione alla quale ti sei candidato. Alla fine del colloquio ti fornirò un feedback su eventuali aspetti da valorizzare ed errori da correggere.

Orientati tra le offerte di lavoro

Entrare nel mondo del lavoro non è mai facile, soprattutto se non si conoscono le realtà che possono aiutarti a trovare velocemente un’opportunità lavorativa. Ci sono società generaliste, quelle specializzate in determinati profili, quelle dedicate ai neolaureati e quelle per i profili manageriali. Ti aiuto ad orientarti fra i diversi players di mercato per individuare le aziende, società di selezione ed head hunter che cercano un profilo come il tuo.

Valorizza la tua immagine

Devi presentarti a un colloquio ma non sai quale look scegliere? Non sai se l’azienda predilige un abbigliamento formale o casual? Ti aiuto ad analizzare il contesto aziendale per presentarti efficacemente ed evitare quegli errori che potrebbero compromettere la tua candidatura. Ti supporterò nel miglioramento della tua immagine e nella valorizzazione delle tue potenzialità. Se vuoi un supporto per mettere in pratica i consigli ricevuti, ti aiuterò a scegliere i capi più adatti attraverso qualche ora di shopping guidato.

Se sei interessato e vuoi avere maggiori informazioni sulle modalità e i costi dei servizi, non perdere tempo prezioso per il tuo futuro, contattami!
Sarò lieta di mettere la mia esperienza a tua disposizione.

 

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Consapevolezza e sintesi. Quel tanto che fa la differenza quando si cerca lavoro.

Consapevolezza e sintesi sono due caratteristiche che possono fare la differenza quando si cerca lavoro.

CONSAPEVOLEZZA E SINTESI

C’è una prova che contraddistingue tutti gli Assessment Center ed è il giro di presentazioni.

Se vi è mai capitato di partecipare ad un colloquio di gruppo, solitamente, dopo il saluto iniziale e l’introduzione alla giornata, l’assessor o il rappresentante aziendale invita ciascun candidato a presentarsi in pochi minuti al gruppo. Tre minuti per raccontarsi e spigare chi si è, cosa si fa e perché si è lì. Se pensate che sia banale e che tre minuti siano pochi vi sbagliate. Mi è capitato spesso di assistere a scene di silenzio, a presentazioni fuori tema, a racconti che si esauriscono nel giro di 10 secondi.

Il giro di presentazioni in un colloquio di gruppo non è solo una formalità o una tecnica per rompere il ghiaccio. E’ una prova a tutti gli effetti che pesa nella complessità dell’assessment direi un 30%. E’ il biglietto da visita, quella prima impressione che inevitabilmente condiziona il proseguo delle attività.

E’ un processo mentale non da poco, che comporta innanzitutto un’ottima  consapevolezza di sé e di quello che si fa e la capacità di selezionare le informazioni opportune per quel contesto. Consapevolezza e sintesi.

COSA FA LA DIFFERENZA QUANDO SI CERCA LAVORO

Due concetti probabilmente all’antitesi con la velocità alla quale corre il nostro mondo e il turbinio di informazioni, segnali e simboli a cui siamo ogni giorno sottoposti.

Per avere una conferma dell’incapacità o difficoltà di autodeterminarsi facciamo un test e proviamo a guardare i siti online delle principali aziende. Resterete stupiti nel constatare che pochissime spiegano in modo chiaro e sintetico qual è il core business aziendale. Nella sezione “Chi siamo” ci sono lunghe digressioni sulla storia dell’azienda, sulla presenza nel mondo, sui marchi, sui numeri ed investitori. Ma poche spiegano chi sono e cosa fanno. Eccesso di superbia da parte di chi pensa che tutto il mondo conosca il proprio brand? Oppure difficoltà a condensare in poche parole il frutto di ricerca e sviluppo, innovazione e intraprendenza?

A chi non è capitato di avere a scuola un professore bravo ma che “non sapesse insegnare”, che non riuscisse a restituire in modo semplice, completo ed efficace le nozioni della materia? O quale studente che, grazie a una delle tante riforme della scuola, si è trovato di fronte la cosiddetta “risposta breve” e non ha dovuto sforzarsi per capire quale fosse la tecnica giusta per rispondere a un quesito con poche parole, ma in modo esauriente? Lo si può fare solo se si ha una piena padronanza della materia in questione e si tiene bene in mente qual è l’obiettivo da raggiungere.

PROVA A RACCONTARTI IN TRE MINUTI

Nella ricerca del lavoro, nella stesura del CV e nei colloqui di lavoro vale la stessa regola.

Fermiamoci per un secondo a pensare a chi siamo, qual è il nostro background professionale e dove vogliamo andare. Mettiamo tutto insieme, eliminiamo il superfluo e proviamo a raccontarci in tre minuti.

Saremo più sicuri, più convincenti e più determinati. Ora riproviamo a fare lo stesso esercizio ma pensando anche a chi abbiamo di fronte e alla posizione professionale per cui ci stiamo candidando. Mettiamoci nei panni dell’altro, dove l’altro può essere il selezionatore o il ruolo che vorremmo ricoprire. Il nostro racconto non cambierà tanto ma daremo più enfasi a determinati aspetti di noi stessi e delle nostre esperienze passate. Ed è quel poco che spesso fa la differenza e ci fa emergere rispetto agli altri.

Giada B.

cv creativi

Riflessioni e modelli creativi per creare un CV di successo

Sei alla ricerca di modelli creativi per creare un curriculum che faccia colpo? Sei sicuro che siano davvero efficaci?

Il mondo si evolve e anche il caro e vecchio curriculum vitae in bianco e nero deve fare i conti con la modernità per tenere il passo con i tempi. Recentemente si è parlato tanto di una ragazza che, per candidarsi per uno stage estivo presso un’agenzia creativa, ha creato un curriculum fuori dagli schemi. costruendo con i LEGO una propria miniatura con tanto di istruzioni, poster e il risultato reale della sua riproduzione con i mattoncini.

ESEMPI E MODELLI CREATIVI DI CURRICULUM

Colpire, destare l’attenzione, emergere fra le centinaia di candidature è la speranza di tutti coloro che sono alla ricerca di lavoro. Ma come si fa a restituire un’immagine professionale di sé distinguendosi? E qual è il confine fra creatività che stupisce ed eccesso che infastidisce?

Un’idea in merito ce l’ho, ma, prima di condividerla con voi, vi propongo degli esempi di curriculum creativi trovati in rete.

CV A DIAGRAMMA

Al bando i cv prolissi e spazio a curricula di facile intuizione, grazie a chiari diagrammi ad insiemi ed istogrammi per valutare a colpo d’occhio esperienze e competenze.

curriculum vitae creativo

CV VINTAGE

Nero, bianco e tonalità di grigio accostati al rosso consentono una maggiore leggibilità, suddividendo le sezioni in modo ordinato.

3

CV CEREBRALE

Una mente ricca di informazioni per focalizzare l’attenzione sul “peso” della candidatura.

curriculum vitae creativo

CV MILITARE

Ferrea disciplina e rigore per un perfetto stacanovista.

curriculum vitae creativo

CV ALTER EGO

Inviare una propria miniatura come miglior biglietto di presentazione.

7

CV MARKETTARO

Fare marketing di se stessi in una versione briosa da fumetto.

curriculum vitae creativo

CV RITRATTO

Invece di aggiungere la foto tessera perché non disegnare un ritratto di se stessi?

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CV FRECCETTE

Fare “centro” grazie a sezioni ben distinte e divertenti icone colorate.

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CV TROPICALE

Design elegante dai colori tenui e caratteri sinuosi.

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CV SURVIVOR

Restare a galla grazie all’esperienza e alle competenze acquisite. Una bella metafora che vale anche sul lavoro!

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CV DA SOLLEVAMENTO

Un immagine divertente di chi cerca lavoro cercando di tirare su come un cavo del PC le sue passate esperienze formative e professionali.

curriculum vitae creativo

RIFLESSIONI SUL CURRICULUM EFFICACE

Belli, non c’è che dire, anche se ho qualche dubbio sulla loro efficacia. Ecco, dalla mia esperienza, dopo aver letto centinaia di cv, il curriculum perfetto deve soddisfare tre condizioni: deve essere intuitivo, leggibile, esaustivo. Chi lo legge deve trovare subito le info di cui ha bisogno, deve essere scritto con caratteri chiari che agevolino la fruizione e deve restituire tutte le informazioni utili per la candidatura. Ben vengano i cv creativi che soddisfano queste tre condizioni. In caso contrario lasciamoli in mano ai candidati per le agenzie creative e torniamo al caro vecchio rassicurante cv in bianco e nero!

Clicca qui e scopri tutto quello che c’è da sapere per scrivere un curriculum efficace!

E voi cosa ne pensate? Qual è il vostro cv preferito? 🙂

Giada B.

videogiochi lavoro

Trasforma la tua passione per i videogiochi in un lavoro e scopri le aziende che assumono!

I videogiochi sono sempre stati il tuo passatempo preferito? Perché non trasformi questa tua passione in un lavoro? Se confrontato con il mercato americano, quello italiano è ancora all’inizio, ma nel nostro paese il settore dei videogiochi si sta dimostrando molto vivace ed in piena fase di espansione.

I ❤ VIDEOGIOCHI

E’ un mercato in fermento grazie ai continui progressi tecnologici che hanno permesso non solo di abbattere le barriere geografiche, consentendo a giocatori di diverse parti del mondo di sfidarsi virtualmente. Ma, grazie anche alla creatività e allo sviluppo di temi e dinamiche molto vicine alla realtà, è diventato un passatempo non solo per i più piccoli ma anche per un pubblico adulto. Non a caso gli sviluppatori italiani sono molto forti nella produzione e nella progettazione creativa e l’unico ostacolo all’ascesa di molte start up è rappresentato dalla difficoltà di ottenere dei finanziamenti.

Non è difficile trovare un’opportunità di lavoro nelle tante start up o nelle realtà più affermate. I ruoli più ricercati sono ovviamente profili tecnici, anche se non mancano posizioni aperte in ambito commerciale e marketing.

Se sei interessato a trovare lavoro nel mondo dei videogiochi dai un’occhiata a queste aziende:

AZIENDE CHE ASSUMONO

Raylight Studios (S. Angelo a Cupolo – BN)

E’ una società fondata nell’aprile del 2000. Lo scopo dei fondatori è quello di creare una nuova realtà per l’ideazione e lo sviluppo di videogames di alta qualità: un nuovo punto di riferimento nell’industria dei videogiochi. Scopri chi stanno cercando nella sezione Jobs.

Ubisoft Entertainment (Milano)

E’ una multinazionale francese sviluppatrice e distributrice di videogiochi, è la terza maggiore azienda di distribuzione di videogiochi in Europa e la settima negli Stati Uniti. E’ sempre alla ricerca di personale per implementare l’organico della sede Milanese con tecnici, sviluppatori, programmatori e specialisti in animazione. Guarda la pagina Careers.

Milestone (Milano)

Nasce a Milano nel 1996 e ancora oggi rappresenta la più grande realtà italiana impegnata nello sviluppo di videogiochi per console e PC. Un team creativo, esperto e con una grande passione per il mondo dell’automobilismo e del motociclismo, ha creato negli anni passati alcuni giochi di guida che sono realmente entrati nella storia. Sfoglia gli annunci nella pagina Lavora con noi

Artematica (Chiavari -GE)

E’ un’azienda italiana indipendente produttrice e sviluppatrice di software, in particolare videogame e advergame. Invia la tua candidatura spontanea sulla pagina Contatti.

Rainbow Srl Loreto (AN)

Non è precisamente un’azienda legata all’industria dei videogiochi, ma è doveroso citarla perché è una content company che crea e produce property di animazione per bambini. Con più di 300 dipendenti e 11 aziende, Rainbow è il più grande studio Europeo dedicato alla produzione televisiva e cinematografica d’animazione. Oltre alla creazione e produzione di cartoni animati, Rainbow si occupa anche della distribuzione e del licensing dei personaggi. Consulta le posizioni aperte sulla pagina Lavora con noi

TRASFORMA LA PASSIONE IN UN LAVORO

E, se non si possiedono le giuste competenze, è possibile acquisirle iscrivendosi al Corso di Laurea da quest’anno attivo presso Link Campus University  di Roma e Vigamus Academy (il museo del videogioco). I tre anni accademici hanno l’obiettivo di formare figure specializzate dell’industria dell’entertainment elettronico: game developer, editor, specialista marketing, esperti di comunicazione ecc. Gli studenti Milanesi potranno invece iscriversi al nuovo indirizzo Video Game del Corso di Laurea Magistrale in Informatica presso la Statale di Milano. Il piano formativo è articolato in due macro-aree di specializzazione: progettazione (Game Design) e programmazione (Game Programming) per videogiochi.

In bocca al lupo ed…enjoy! 😉

Giada B.

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Le donne sono più diligenti e attente alle regole degli uomini. Quando un plus diventa un minus sul lavoro.

Recentemente un’indagine condotta dalla Hewlett Packard ha messo in luce che gli uomini rispondono a un’offerta di lavoro anche se il loro profilo è in linea solo per il 60% con i requisiti indicati, le donne, invece, inviano la loro candidatura solo se il loro profilo è compatibile al 100% con quanto richiesto. Un articolo pubblicato su Forbes ha interpretato questa statistica sostenendo che gli uomini sono più fiduciosi delle loro capacità, mentre le donne non si sentono sicure fino a quando non hanno spuntato tutte le voci dall’elenco. Il consiglio? Le donne devono avere più fiducia in se stesse.

Ma siamo sicuri che si tratti solo di una questione di sicurezza? Quando decidiamo di non inviare il nostro cv per una posizione interessante, siamo certe che non lo facciamo perché non abbiamo fiducia nelle nostre capacità? La scrittrice Tara Sophia Mohr ha intervistato un migliaio di professionisti di entrambi i sessi e ha scoperto che il problema principale non è una questione di fiducia. O per lo meno, non solo.

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Infatti solo il 10% delle donne e il 12 % degli uomini intervistati ha confessato di non candidarsi per paura di non essere in grado di svolgere bene il lavoro. Più del 40% delle donne e degli uomini, invece, se non è in possesso di tutte le qualifiche necessarie, non si candida per evitare di perdere tempo ed energie. Questo assunto sposta l’attenzione dal fare bene il proprio lavoro alla possibilità di essere assunti: la mancanza delle qualifiche necessarie non è un impedimento a svolgere bene l’attività ma rappresenta un ostacolo per superare con successo l’iter di selezione. Per questi professionisti la capacità di intessere relazioni e di inquadrare e raccontare la propria esperienza con un approccio creativo non è sufficiente per superare la mancanza di competenze e le  qualifiche professionali richieste. Ciò che agisce da freno non è quindi una percezione negativa di se stessi quando una percezione negativa del processo di assunzione.

Un altro 22% di donne ha indicato come ragione principale: “Non pensavo che mi avrebbero assunto dato che non possiedo tutte le qualifiche necessarie e non volevo espormi professionalmente se c’era la possibilità di fallire.” Invece solo il 13% degli uomini ha indicato il fallimento come motivo principale.

Un’altra notevole ed emblematica differenza di genere nelle risposte vede le donne più reticenti a candidarsi perché più rispettose delle linee guida indicate per la candidatura: il 15% delle donne contro l’8% degli uomini dichiara di attenersi scrupolosamente alle indicazioni date dalle aziende in fase di candidatura. Se sommiamo le tre percentuali, più del 70% delle donne non invia la propria candidatura perché crede nelle regole e vede l’iter di selezione più come un processo da manuale con linee guida poco flessibili e duttili che come un percorso di conoscenza dinamico e malleabile.

Il motivo di questa sorta di integrità trova le sue risposte in una dimensione socio-culturale. Un’indagine di McKinsey ha messo in luce che gli uomini sono spesso assunti o promossi in base al loro potenziale, le donne per la loro esperienza e risultati raggiunti. Le donne sono quindi necessariamente portate ad avere una maggiore sensibilità verso i requisiti. Inoltre, durante la carriera scolastica e universitaria, le donne ottengono maggiori risultati perché più ligie al dovere e attente alle regole. Una dedizione che però si paga nel mondo del lavoro e che agisce come un freno. A questo si aggiunge poi la discriminazione di genere. Il XX secolo ha visto irrompere le donne nel mondo del lavoro e degli affari, una dura emancipazione ottenuta grazie alla caparbietà di donne che hanno dovuto dimostrare le loro capacità a fronte di titoli e qualifiche. La formazione, le qualifiche i titoli ci hanno permesso di essere credibili agli occhi di un mondo allora molto maschilista e scettico.

Le cose per fortuna oggi sono in parte cambiate e le donne hanno maggiori possibilità di fare carriera rispetto a ieri. Tuttavia quando facciamo il nostro ingresso nel mondo del lavoro ci accorgiamo presto che le decisioni più importanti sono prese  non sulla base di attente riflessioni o procedure, ma da chi “si sa vendere” perché costruisce relazioni più efficaci ed più intraprendente nel proporre nuovi progetti. Essere diligenti, preparate e attente alla qualità del lavoro non sempre paga e spesso queste doti non rappresentano gli ingredienti principali per acquisire visibilità e successo all’interno dell’azienda.

Dobbiamo ricordarci di tutto questo anche quando cerchiamo lavoro. Certo, non sarebbe male credere di più in noi stesse. Ma in questo caso è più importante osservare meno le regole e avere un po’ più di sana faccia tosta. 😉

Giada B.

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