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PROMO BLACK FRIDAY -20% – Corso Digital & Social Recruiting

Fino al 27 Novembre 2020, grazie alla promo Black Friday, puoi acquistare il Corso online in Digital & Social Recruiting con uno sconto del 20%!

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CORSO ONLINE DIGITAL & SOCIAL RECRUITING

Il Corso online di Digital & Social Recruiting è il corso di formazione ideale per tutti coloro che sono alla ricerca di una formazione pratica e concreta nell’ambito della selezione del personale: poca teoria (quella indispensabile) e tanta pratica! Che cosa vuol dire? Che nella maggior parte delle videolezioni ti farò vedere come impostare le attività di social recruiting e digital recruiting direttamente nei backend dei tool (gli strumenti di lavoro di chi si occupa di selezione del personale).

Qualche esempio? Vedremo insieme come costruire un annuncio SEO-oriented, come utilizzare Instagram per costruire una campagna di reclutamento social, come sfruttare Linkedin per fare ricerca diretta di candidati e per pubblicare un annuncio di lavoro con la logica pay-per-click, come creare delle campagne di recruiting a pagamento online utilizzando le leve del digital marketing (hai mai sentito parlare di sistema aste, CPC, budget, target?), come sfruttare l’intelligenza artificiale e la gamification in ottica di recruiting ed employer branding.

Gli argomenti sono tanti e puoi visionare l’intero programma del corso cliccando qui: PROGRAMMA DEL CORSO

La maggior parte delle videolezioni è arricchita con del materiale di supporto (slide, pdf, mappe, canva, schede) utili per il lavoro di recruiter, che puoi scaricare e utilizzare per te e per il tuo lavoro!

In più hai la possibilità di esercitarti nelle attività pratiche, proprio come si fa in un corso d’aula: dopo aver ascoltato le videolezioni sarai tu a dover, ad esempio, creare un calendario editoriale e programmare la messa online dei post per pubblicizzare un’annuncio di lavoro e tutte le attività di recruiting 😉

Una volta seguite le lezioni puoi mettere alla prova il tuo apprendimento rispondendo alle domande dei test ed ottenere, con il superamento del test finale, l’attestato di conseguimento del Corso di Digital & Social Recruiting.

PROMO BLACK FRIDAY! SCONTO -20%

Sei alla ricerca di un master in risorse umane o di un corso di formazione sulla selezione del personale con un mindset orientato al marketing? Approfitta della Promo Black Friday! Fino al 27 Novembre 2020 hai la possibilità di acquistare il corso con uno sconto del 20%.

Codice sconto: BLACKFRIDAY20

Basterà andare sulla pagina di acquisto del corso, inserire il codice nel campo “aggiungi coupon” e cliccare su conferma.

Una volta acquistato, potrai accedere al corso tutte le volte che vuoi: l’accesso è illimitato e potrai vedere e rivedere le videolezioni dove e quando vorrai, tutte le volte che vuoi!

ANTEPRIMA DEL CORSO DIGITAL & SOCIAL RECRUITING

Non ti piace acquistare a scatola chiusa? Ecco per te un video in cui puoi vedere in anteprima com’è strutturato il corso una volta acquistato!

Sei ancora indeciso/a? Per capire se questo corso è quello che fa per te, hai la possibilità di visionare una videolezione e scaricare il materiale gratuitamente!

Lezione gratuita corso Digital & Social Recruiting

Acquista subito il Corso di Digital & Social Recruiting con lo sconto del 20%

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Buon Black Friday!

Giada

Fiorentemente Academy

Fiorentemente Academy – una piattaforma HR con corsi online

Da oggi è online Fiorentemente Academy, una piattaforma e-learning dal taglio HR, con il primo corso di formazione sul “Digital & Social Recruiting“. E posso dirlo? Sì, sono un pò emozionata.

Fiorentemente Academy
Fiorentemente Academy

E’ passato un anno da quando ho iniziato a pensare alla possibilità di creare una piattaforma e-learning con corsi di formazione online e quattro mesi di incessante lavoro. Nel mezzo ci sono state ricerche, tentativi, notti insonne. Perchè, come sempre, fin quando non metti le mani in pasta, non puoi immaginare tutto quello che la creazione di una piattaforma e-learning e di un corso online comporti: scaletta degli argomenti, script, riprese, editing, montaggio, revisioni; acquisto dell’attrezzatura e scelta degli input visivi; aspetti digitali, tecnici, amministrativi e fiscali; messa on line e promozione.

E’ stato un prova e riprova, un imparare facendo, una sperimentazione continua. Ci sono stati giorni in cui a causa di un errore tecnico ho temuto di aver perso metà del lavoro svolto e giorni in cui mi sono chiesta letteralmente perchè mi fossi impelagata in questo nuovo progetto.

E tutto questo in aggiunta alla mia attività principale da recruiter che doveva andare avanti.

Ma dopo tanto lavoro finalmente l’Academy ha preso forma e questo progetto rispecchia totalmente ciò che ha ispirato la nascita di Fiorentemente 6 anni fa: in un momento di disruption, in cui la formazione in aula ha subito un arresto per il covid, ecco che la mente si è ingegnata per trovare nuove strade.

In questi mesi tante persone mi hanno scritto chiedendomi consigli se iniziare o no un percorso da libero/a professionista. Ecco, la risposta potrebbe essere solo se sei capace di portare avanti un progetto con tenacia, in cui sei solo tu a darti le scadenze, a non mollare anche quando sei stanco e hai dubbi, a cercare delle soluzioni quando le cose non funzionano.

Sì, sono emozionata, perchè ho imparato tanto ed è sempre bello creare qualcosa, che magari non sarà completamente perfetto, ma è tuo.

Giada

Fiorentemente Academy è una piattaforma e-learning con corsi di formazione online utili per professionisti HR e per chi aspira a lavorare nel mondo della selezione del personale. Se voi imparare a fare selezione del personale utilizzando digital tools e social network, puoi iscriverti al corso Digital & Social Recruiting.

recruiter freelance

Quando alle Aziende può far comodo un Recruiter Freelance

Sono sempre di più le aziende che affidano a un Recruiter Freelance le attività di ricerca e selezione del personale. Un libero professionista, esperto di selezione del personale, al quale delegare in parte o in toto i processi di recruiting aziendali e non solo.

Quando ho iniziato 5 anni fa eravamo ancora in pochi ad occuparci di selezione del personale in qualità di lavoratori autonomi. Una modalità allora poco utilizzata (soprattutto in Italia), ma che negli ultimi tempi sta prendendo sempre più piede, anche come risposta alle nuove sfide del mercato del lavoro.

PERCHE’ AVVALERSI DI UN RECRUITER FREELANCE

Ma quali sono i motivi che possono spingere un’azienda ad avvalersi di un Recruiter Freelance, piuttosto che ricorrere ai canali più tradizionali?

🤝 RICERCARE NON UN SEMPLICE CONSULENTE MA UN “PARTNER”. Qualcuno che possa avere “un piede dentro e uno fuori” l’azienda, che sia cioè di fatto esterno all’organizzazione, ma che nel contempo possa entrare più in profondità nei processi aziendali. Spesso infatti non si tratta solo di annunci/screening/colloqui, ma di un lavoro a tutto tondo, in cui è necessario partire dalla comprensione di quella che è la realtà aziendale in questione, il suo DNA, il tipo di persone cercate, lo stile manageriale. Non solo per impostare bene il lavoro, ma anche per restituire ai candidati tutta quella parte dell’organizzazione impalpabile ma fondamentale. Quante volte infatti i candidati individuati presentano tutti gli skills tecnici, ma non rispecchiano i valori e la filosofia dell’azienda? E di contro, quante volte i candidati nel primo colloquio non riescono a raccogliere informazioni sul contesto dell’azienda?

🤯 GESTIRE I PICCHI DI LAVORO. Ci sono tante aziende con un ufficio Risorse Umane in grado di gestire internamente le selezioni. Tuttavia a volte un cambio di strategia, l’apertura di una nuova filiale, un periodo temporaneo in cui si è sottostaffati possono causare un surplus di lavoro e di ricerche. Che fare allora quando la Direzione non approva l’inserimento nell’organico di una persona in più? Una buona soluzione è proprio quella di ricorrere a un Recruiter Freelance, una persona che, per un periodo temporaneo più o meno lungo, possa supportare l’HR interno nei processi di selezione del personale, senza gravare sull’FTE aziendale.

🙅‍♀️ SUPPLIRE ALLA MANCANZA DI UN HR INTERNO. Può essere il caso di realtà piccole, start-up o organizzazioni snelle che non hanno un ufficio HR, una persona dedicata alla selezione o un numero sufficiente di selezioni nell’anno, tali da giustificare la creazione di una funzione interna dedicata. Queste realtà hanno più di altre la necessità di essere accompagnate e guidate nella costruzione di un processo di selezione efficace.

🔑 AVERE UNA PERSONA DI FIDUCIA. Una persona fidata con cui stabilire un rapporto di collaborazione duraturo nel tempo e alla quale affidare, ad esempio, password per accedere alle piattaforme di recruiting, all’ATS, mail aziendali dedicate, gestione dei colloqui dal vivo in sede. Il vantaggio? Un lavoro collaborativo, flussi di lavoro più snelli, monitorati e condivisi, maggiore coerenza di immagine all’esterno.

🔍 EFFETTUARE UNA RICERCA DIRETTA SU LINKEDIN. E’ il caso di quelle aziende che non vogliono pubblicare un annuncio, oppure vogliono integrare i nominativi che arrivano in risposta a un annuncio online con quelli provenienti da una ricerca diretta mirata su Linkedin. Perchè affidare questa attività a un Recruiter Freelance? Per effettuare una ricerca su Linkedin blinde, evitando così che appaia il nome dell’azienda o del recruiter d’azienda. Oppure per avvalersi della licenza Linkedin Recruiter del freelance se non si vogliono investire 1000 euro all’anno 😉

🤹‍♂️FLESSIBILITA’ NELLE SOLUZIONI. Il Recruiter Freelance è, come si dice, capo di se stesso. Non deve attenersi per forza a servizi e soluzioni preconfezionate, ma può proporre all’azienda la soluzione più congeniale, adattandola il più possibile alle necessità della stessa.

🎯 QUALITA’ DEL LAVORO. Non è detto che il compenso di un Recruiter Freelance sia inferiore rispetto ad altre soluzioni. Probabile invece che sia più alta la qualità del suo lavoro, essendo allo stesso tempo esecutore e promotore diretto della sua attività.

🎲 STRATEGIA & EMPLOYER BRANDING. Il Recruiter Freelance ha la possibilità (e il dovere) di arricchire il suo bagaglio di competenze continuamente. Può diventare il valido alleato di quelle aziende che, oltre alla delivery di un processo di selezione, ricercano anche consigli e pareri su come impostare la strategia di reclutamento, migliorare la propria immagine di best-place-to-work, ottimizzare gli strumenti e i canali di ricerca, implementare processi di social & digital recruiting.

CONSIGLI PER LE AZIENDE

I vantaggi per l’azienda sono molteplici. Due riflessioni importanti però:

👉 La collaborazione è fatta tra persone. Se ti affidi a un Recruiter Freelance scegli non il brand che c’è dietro ma la persona. Ti piacciono il suo approccio al lavoro, le sue capacità comunicative e relazionali, il suo personal branding? Chieditelo perchè il Recruiter Freelance diventarà il primo biglietto da visita per i candidati e il tuo alleato per le selezioni. Anche il Recruiter Freelance si fa questa domande quando entra in contatto con una nuova realtà. Se non c’è compatibiltà, se non “si parla la stessa lingua” difficilmente la collaborazione andrà in porto. Conseguenza: non tutte le azienda vanno bene per un professionista e non tutti i professionisti vanno bene per un’azienda. Non in termini assoluti ma relativi.

👉 Ricorrere a un Recruiter Freelance non vuol dire evitare di spendere in attività di selezione. Vuol dire al massimo non gravare sui costi del personale interno. Banale ma non troppo.

HAI BISOGNO DI UN RECRUITER FREELANCE?

Ti sei ritrovato in una delle situazioni sopra elencate e pensi che la tua azienda abbia bisogno di un Recruiter Freelance?

Su Fiorentemente e sul mio profilo Linkedin trovi tutti i dettagli della mia attività di recruiter freelance. Se vuoi avere senza impegno più informazioni su come potremmo collaborare insieme, compila il form QUI oppure inviami una richiesta di collegamento su Linkedin…ricordati nel messaggio di spiegarmi il motivo per cui vuoi connetterti con me 😉

recruiter freelance aziende

Let’s connect!

Giada

digital recruiting

6 buoni motivi per iscriverti al corso di Digital Recruiting

Probabilmente sei un professionista HR interessato al tema della digitalizzazione applicata alla selezione del personale, oppure sei un neolaureato attratto dal mondo della selezione del personale, in cerca di un corso pratico per apprendere l’ABC del mestiere di recruiter.

Se ti riconosci in uno dei due profili, il corso di digital recruiting è quello che fa per te! Perchè iscriverti? Tutte le risposte nel video!

Corso Digital Recruiting

Ecco 6 buoni motivi per partecipare al corso di digital recruiting!

  • Sarà un corso pratico ed esperienziale: poca teoria e molta pratica!
  • Sarà un corso ricco di esercitazioni e simulazioni sul digital recruiting, da fare insieme ognuno con il proprio pc portatile.
  • Esploreremo insieme tutti i canali per fare talent acquisition, quelli del Recruiting 2.0, del Social Recruiting e del Digital Recruiting.
  • Focus su Linkedin e Instagram, quali strumenti di social recruiting ed employer branding.
  • Nessun aspetto sarà dato per scontato: vedremo insieme tutte le fasi classiche del processo di selezione del personale, ma ogni fase sarà affrontata in chiave digital.
  • Ti darò degli strumenti operativi che potrai utilizzare fin dal giorno successivo nel tuo lavoro.

Iscrizioni aperte! Sei interessato? 👉 Scopri tutti i dettagli!

Be digital! 😉

Giada

instagram employer branding

Come usare Instagram per l’employer branding e quali contenuti HR inserire

Instagram rappresenta un potente strumento per fare employer branding, costruire uno storytelling dell’azienda e creare engagement. Per poterlo utilizzare però come canale di social recruiting è indispensabile prima entrare in contatto conversazionale con i potenziali candidati. Come?Raccontandosi.

L’EMPLOYER BRANDING METTE AL CENTRO LE PERSONE

Al centro non ci sarà il prodotto o il servizio, ma le persone: chi sono le persone che lavorano in azienda, quali sono le opportunità di crescita, quali le posizioni aperte, com’è la vita in azienda, i valori, quali sono gli eventi e le attività di formazione o teambuilding. Tanti sono gli aspetti “dal cuore HR” da poter veicolare sulla pagina di Instagram, se vogliamo costruire un canale per fare engagement, non finalizzato alla mera pubblicità del prodotto o servizio.

Sicuramente in altri paesi, in cui il social recruiting si pratica con più convinzione ed efficacia, esistono diversi esempi di successo di pagine instagram dedicate alla concetto di “careers” e di “lifeat”. In Italia Instagram, a livello corporate, è ancora un canale social prettamente di marketing. Esistono però delle aziende in Italia che stanno iniziando ad investire su questo canale anche in termini HR.

DALL’EMPLOYER BRANDING AL SOCIAL RECRUITING

Perchè lo fanno? Il motivo è semplice. Questo social, fatto di immagini, video, hashtag e stories, e popolato essenzialmente da Millenials e Generazione Z, ha un potenziale enorme in termini di social recruiting, se usato come strumento di employer branding. Il segreto è non limitarsi ad sfruttarlo esclusivamente come contenitore di post di annunci di lavoro.

Instagram può diventare uno strumento di social recruiting, quindi un canale che può portarmi potenziali candidati, solo se riesco a fare engagement e creo una community, una rete di followers.

Come fare? Costruendo una vetrina social di employer branding, utilizzando cioè contenuti in cui racconto il valore della mia azienda.

Instagram —————-> Employer Branding —————-> Social Recruiting

Questo consentirà a coloro che visitano e seguono la pagina di conoscere e riconoscersi nella cultura aziendale ed eventualmente decidere di farla propria, candidandosi ad opportunità aperte. Un esempio? Se due aziende ricercano lo stesso profilo, io candidato deciderò di inviare il mio cv a quella azienda di cui apprezzo e condivido i valori, il sistema di work life balance, gli spazi lavorativi, i percorsi di crescita ecc.

I CONTENUTI HR DA INSERIRE SU INSTAGRAM

Ma quali sono i contenuti da postare? Le idee sono tante, l’importante è “agire” le 3C: coerenza+costanza+creatività. Essere coerenti con il messaggio da inviare, costanti nella pubblicazione dei post e…creativi!

Cerchi ispirazione? Ecco quali sono le principali tipologie di contenuti pubblicate su Instagram dalle aziende in Italia per fare employer branding ed entrare in contatto conversazionale con potenziali candidati.

VIDEO CON CONSIGLI PER CHI CERCA LAVORO

Dispensare tips e suggerimenti utili legati al tema della ricerca lavoro.

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HASHTAG VALORIALI

Creare dei trend-hashtag legati a una campagna o a una iniziativa in linea con i valori ispirazionali dell’azienda.

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INIZIATIVE DI DIGITAL RECRUITING

Pubblicizzare tutte le inziative con cui l’azienda fa recruiting, attraverso i canali e gli strumenti più innovativi: gamification, recruiting day, hackathon ecc.

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MOMENTI DEDICATI AI NEO

Testimoniare la presenza dell’azienda ad eventi dedicati ai profili junior, quali Career Day e workshop nelle Università.

instagram instagram social recruitingemployer branding

VIDEO CON INIZIATIVE FORMATIVE

Sponsorizzare corsi di formazione e training organizzati o copartecipati dall’azienda.

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WORK LIFE BALANCE

Raccontare i benefit e le agevolazioni di cui godono le persone che lavorano in azienda.

instagram employer branding

THE BEST NINE…DI FINE ANNO!

I migliori momenti aziendali, condensati in un unico post di fine anno.

instagram employer branding

BRAND AMBASSADOR

Perchè venire a lavorare da noi? La risposta arriva dagli stessi dipendenti!

instagram employer branding

FRASE ISPIRAZIONALE

Postare uno slogan, un detto o frase ispirazionale legata al tema del lavoro.

instagram employer branding

WE ARE HIRING

Veicolare e pubblicizzare opportunità professionali con i dettagli nel link inserito in Bio.

instagram social recruiting

PREMIAZIONI E RICONOSCIMENTI

Spazio a premi, medaglie e obiettivi raggiunti.

instagram employer branding

I DIPENDENTI SI RACCONTANO

Storie di vita e di lavoro dei dipendenti dell’azienda.

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TRAGUARDI

Posizioni TOP in classifiche e statistiche che coinvolgono le aziende italiane, come il Great Place to Work.

instagram employer branding

SONDAGGI

Coinvolgimento dei followers in sondaggi e campagne dal cuore HR.

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GIORNATE MONDIALI

Giornate riconosciute a livello mondiale, il cui messaggio è condiviso e divulgato dalla stessa azienda.

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INIZIATIVE DI VOLONTARIATO

Iniziative benefiche e di volontariato che coinvolgono i dipendenti dell’azienda.

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CONSIGLI PER LA CARRIERA

Suggerimenti per vivere il lavoro senza stress.

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VALORI AZIENDALI

Dare supporto e testimonianza come ambasciatori e sostenitori a temi sociali importanti quali la Diversity e l’Inclusività.

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SPAZI DI LAVORO

Foto scattate in ufficio per far conoscere virtualmente gli spazi aziendali.

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FESTE AZIENDALI

Immortalare momenti divertenti per rafforzare lo spirito di team

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FAMILY AT WORK

Aprire le porte dell’azienda per un giorno alle famiglie dei dipendenti

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FESTIVITA’ IN UFFICIO

Celebrare insieme i momenti speciali dell’anno.

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TEAMBUILDING

Eventi indoor o outdoor formativi, motivazionali e aggregativi

instagram employer branding

Get ispired! 😉

Giada

Corso di formazione sul Digital Recruiting: diventare un recruiter nell’era digitale

Cos’è il digital recruiting? Come si fa a fare selezione del personale utilizzando gli strumenti che la nuova tecnologia ci mette a disposizione? Quali sono le tecniche e la metodologia che un recruiter deve conoscere e applicare?

Tutti coloro che sono interessati ad approfondire l’argomento del digital & social recruiting e/o aspirano a intraprendere la professione di recruiter possono iscriversi al corso di formazione online sul Digital & Social Recruiting.

Il corso di formazione online per capire come si fa selezione del personale utilizzando il digital e i social network

Attraverso il corso online in Digital & Social Recruiting scoprirai quali sono e come funzionano gli strumenti messi a disposizione dall’innovazione tecnologica per fare talent acquisition e selezione del personalesocial network, job board, digital tool, web app, AI, gamification e tanto altro. Un corso online sul Digital & Social Recruiting con simulazioni ed esercitazioni pratiche, per imparare ad utilizzare concretamente e in modo efficace gli strumenti di HR tech per il recruiting.

Per info, programma e costi visita la pagina Corso Digital Recruiting

Giada

futuro HR recruiting

Digital, Recruiting & HR: la notte prima della grande battaglia e lo scontro tra titani

Avete presente la notte prima della grande battaglia, quando c’è silenzio e nulla fa presagire lo scontro tra titani? Ecco, questo è il futuro, quello che l’HR e in particolare il Recruiting si stanno preparando a vivere: la formazione di grandi “eserciti” e la corsa alle armi (digitali).

Sono passati più di due anni da quando ho scritto Dal Recruiting 2.0 al Digital Recruiting – Il nuovo trend della selezione del personale, di come il digital stesse trasformando la funzione HR, e il processo di selezione del personale in particolare, attraverso nuove realtà, app, canali di employer branding, strumenti di recruiting.

Dopo tanto fermento e profondi cambiamenti, negli ultimi tempi la sensazione era quella che non ci fossero  grandi novità all’orizzonte. Ad eccezione di un incremento di hackaton e chatbot da parte delle aziende per efficientare i propri processi di selezione del personale, temevo che la curva d’innovazione stesse tornando a piegarsi verso l’ordinarietà. Mi sbagliavo.

Recentemente ho partecipato all’incontro Digital Heros promosso dall’agenzia di comunicazione Imille. Protagonista della serata (la sempre brava) Silvia Zanella. Ebbene Silvia ha disegnato un filo rosso tra i tanti eventi che hanno caraterizzato gli ultimi due anni e ha delineato quello che sarà il presente prossimo del recruiting e dell’HR. Un futuro non lontano che vedrà protagonisti pochi player con una forza economica, digitale e di impatto pazzesca. Iniziamo!

POCHI PLAYER MOLTO FORTI

RECRUIT HOLDINGS

Recruit Holdings è un’azienda giapponese che opera in ambito HR technology. Proprietaria del sito Indeed, metamotore e aggregatore di annunci di lavoro a livello mondiale, ha recentemente acquisito Simply Hired, principale competitor di Indeed, diventando così uno dei maggiori player del settore. Nel 2018 ha portato in casa altre due nuove acquisizioni: la job board canadese Workopolis e Glassdoor, per chi già non la conoscesse, una sorta di tripadvisor delle aziende con le recensioni in forma anonima da parte dei dipendenti.

ADECCO

Anche Adecco, leader mondiale nel lavoro interinale, è scesa in campo e ha allargato le sue competenze HR con diverse acquisizioni: Vettery, job board americana con candidati altamente qualificati nei settori dell’informatica, della vendita e della finanza; Adia, piattaforma digitale di ricerca di lavoro temporaneo; General Assemblyazienda statunitense specializzata nella formazione sulle competenze digitali per favorire l‘upskilling e il reskilling del personale delle aziende. Ed infine Yoss, la nuova piattaforma online, co-creata con Microsoft, dedicata ai freelance per assicurare il miglior match tra l’offerta di questi ultimi e le necessità dell’azienda.

MICROSOFT

Nel 2017 hanno fatto parlare poi due grandi novità nel mondo HR. In primis l’acquisizione di Linkedin da parte di Microsoft, il colosso IT che ha deciso di investire in un nuovo business comprando il social network professionale. In secondo luogo l’acquisizione di Monster, leader nel recruitment online, da parte di Randstad, società che opera nelle risorse umane, attraverso filiali fisiche sparse sul territorio, con un focus sul lavoro interinale.

IKEA

Non solo aziende HR e IT sono le protagoniste di queste acquisizioni. Ikea ad esempio ha comprato Task Rabbit, la start up dei lavoretti, azienda statunitense che mette in contatto gli utenti con liberi professionisti, specializzati in lavori che vanno dal montaggio degli armadi al trasloco completo.

FACEBOOK

Poi c’è Facebook Workplace, la versione del social network orientata al monde delle aziende. E sì, perchè anche Facebook ha capito quale fosse la potenzialità del proprio network in un’ottica B2B e ha sviluppato una soluzione enterprise completa: creazione di gruppi di lavoro interaziendali per lavorare su progetti comuni; profilo personale per partecipare attivamente; news feed per restare aggiornato sulle notizie aziendali; la chat Messanger per scambiarsi messaggi rapidi; audio e video chat per dialogare; dashboard per ricevere statisiche sull’attività dei dipendenti e sul livello di partecipazione ai progetti. I vantaggi? Uno su tutti la facilità con la quale tutti possono accedere e usare il social network enterprise: a differenza dei competitor Slack, Yammer ecc…, Workplace riproduce la user experience di Facebook ed è quindi facilmente fruibile da tutti.

GOOGLE

E infine Google for Jobs e Hire, la piattaforma HR in fase di sperimentazione di Google. (Probabilmente) un ecosistema di soluzioni per il recruiting che si andrà ad aggiungere alla G Suite e che renderà il processo di applicant tracking / candidate relationship management / candidate sourcing più integrato ed efficiente.


IL FUTURO DELL’HR E DEL RECRUITING

Formazione di grandi eserciti e corsa alle armi digitali dunque. Ma cosa implica tutto questo?

Innanzitutto una monopolizzazione del mercato internazionale del lavoro e una stoccata per le piccole realtà: la corsa alla digitalizzazione e la ricerca costante di innovazione necessita di investimenti continui e budget notevoli. Come possono sopravvivere i piccoli player se scendono in campo potenze come Google e Microsoft?

Il fil rouge non è più rappresentato dall’esperienza maturata in una settore, ma dalla potenzialità tecnologia in sè. Il volano sembra infatti non essere più il contenuto quanto il mezzo: posso essere una potenza se ho la tecnologia nelle mie mani, indipendentemente dal settore nel quale ho operato fino a poco tempo fa. Di conseguenza posso investire in campi diversi dal mio, come quello HR. Cambiamento di paradigma non banale questo.

L’HR e il Recruiting si fanno sempre più digital. Non c’è dubbio che la tecnologia stia trasfomando e trasformerà sempre di più mondo del lavoro. Anche le realtà HR più legate al territorio dovranno dotarsi di strumenti digitali, social e mobile per accrescere la propria capacità di attraction.

Suite, portafoglio di servizi, ecosistema: “vince” chi diversifica il business e investe in soluzioni differenti in ambito HR.

Se Hire di Google prenderà piede nel mondo HR questo avrà delle gigantesche ripercussioni su diversi fronti. Innanzitutto cambierà il modo di scrivere gli annunci, i quali dovranno rispondere a regole ben precise dettate dalla SEO per l’indicizzazione delle offerte (con evidente penalizzazione delle offerte di lavoro dei competitor). Cambieranno le strategie di promozione del brand. Potrebbero esserci anche dei cambiamenti sulla gestione della privacy. Come fa notare infatti Silvia Zanella, cosa succederebbe infatti se Google condividesse la cronologia dei siti visitati da un candidato?

Buona riflessione 😉

Giada

HR-futuro

STEP INTO THE HR FUTURE: 4 possibili scenari del ruolo dell’HR nel futuro

Step into the HR Future: un salto nel futuro per vedere come potrà evolvere il lavoro e il mondo HR sotto la spinta della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica. Questo il topic dell’evento al quale abbiamo partecipato io e Giada, organizzato da Just Knock, piattaforma che permette di candidarsi, presentando le proprie idee alle aziende. Quali sono le peculiarità del mercato del lavoro italiano oggi? Cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi anni? Tra gli speaker, Paolo Gallo, responsabile Risorse Umane del World Economic Forum, ha messo in luce alcuni interessanti aspetti e le relative conseguenze:

La crisi ha provocato un forte aumento della disoccupazione giovanile che ha raggiunto quasi il 40% in Italia

L’aumento dell’aspettativa di vita ha causato uno spostamento dell’età pensionabile e quindi, anche qui, un calo dei posti di lavoro per i neo-laureati

Si è passati dalla tendenza al “savoir-faire”, quindi da un training a imparare, a fare, a produrre, al “savoir-etre“, alla tendenza cioè a voler essere, a voler aumentare la consapevolezza e l’intelligenza emotiva

Le nuove tecnologie hanno certamente avuto un forte impatto sul mondo del lavoro, spazzando via alcuni lavori, quelli con un grande contenuto di automazione, ma nello stesso tempo hanno dato una spinta verso le professioni “più umane”, che richiedono maggiori capacità cognitive/relazionali

Tutto ciò ha portato alla nascita di  nuovi modi di lavorare, per i quali è necessario sviluppare le cosiddette “competenze del futuro“, ovvero: la capacità di prendere decisioni, di collaborare, di capire la complessità dei problemi, sviluppare critical thinking, quindi competenze meno tecniche ma più “soft“. Non a caso, la creatività e la felicità individuale sono aspetti cui le aziende prestano sempre più attenzione: se siamo felici e soddisfatti di ciò che stiamo facendo, allora riusciremo anche ad essere creativi e produttivi. In una sorta di paradossale inversione di tendenza, oggi le risorse scarse non sono le tecnologie, ma le idee. Le tecnologie sono disponibili ovunque, ci sono piattaforme, networks, ma ciò che manca sono le idee. C’è sempre meno bisogno di managers e sempre più bisogno di “makers“, persone che creino, che portino innovazione, che trovino nuovi modi per creare valore. Se tutto quello che può essere automatizzato nei prossimi anni lo sarà, e questo, purtroppo o per fortuna è una certezza, allora il fattore di successo non potrà che essere l’uomo e le sue idee.

Altro intervento illuminante, quello di Nicola Spadoni, consulente di JustKnock, il quale ha posto una domanda “Quale sarà l’impatto delle nuove tecnologie sul mondo del lavoro? Voi fate parte del mondo degli ottimisti o dei pessimisti?” Gli ottimisti generalmente pensano che in qualunque rivoluzione, la società riesce sempre a creare nuovi posti di lavoro; se siamo sopravvissuti a quattro rivoluzioni industriali, sopravviveremo anche a questa del digitale. I pessimisti invece sostengono che ci sarà un boom della disoccupazione e che quindi bisognerà  pensare a come fare per risolvere questo problema. Superando questa dicotomia, Nicola ha condiviso un’ipotesi originale, proponendo quattro possibili scenari del futuro, all’interno dei quali il mondo dell’HR potrebbe giocare un ruolo particolare. Le caratteristiche di questi scenari dipenderanno dalle scelte che noi faremo come società, da eventi che possono accadere e dai trend sociali (innovazioni tecnologiche, cambiamenti demografici, potere economico, urbanizzazione, scarsità di risorse):

IL MONDO BLU, molto individualista, caratterizzato da grandi corporation fortemente integrate (le Gafa – Google, Facebook, Apple e Amazon). Immaginatevi un mondo caratterizzato da forte disoccupazione, in cui le grosse aziende di social media iniziano a fondersi, diventano dei “giganti”, dei colossi, con grandissimo potere di mercato. Ci saranno due tipi di lavoratori essenzialmente: un’élite ricercata e trattenuta da queste grandi aziende, gli “winner”, e i “looser”, ovvero tutte le altre persone. Sarà un mondo in cui ci saranno risorse molto scarse e quindi solo poche persone riusciranno ad avere successo.

IL MONDO GREEN, ci sono sempre grandi corporation che però sono orientate più al collettivismo, hanno come obiettivo il “dare”, il “give back” alla società. Da qui al 2030 ci sarà una crisi umanitaria, guerre dovute a conflitti sul petrolio che provocheranno milioni di morti. Il problema della scarsità dell’acqua farà nascere un movimento di opinione che condannerà quelle compagnie che non adottano policy “green” all’interno della propria azienda. Dunque queste aziende dovranno prendere dei talenti con una cultura e dei valori in linea con quelli del mercato; quindi di nuovo ci sarà quello sdoppiamento presente nel mondo blu: i “winner” e i “looser”(coloro che non agiscono in modo”green”).

IL MONDO GIALLO, caratterizzato dal collettivismo parcellizzato, dove la catena del valore è molto spezzettata. Le aziende  sono startup che valorizzano molto le competenze, il mondo dei makers, non più le tecnologie, che vengono viste quasi come un problema. I lavoratori non sposeranno più il brand dell’azienda, ma dei valori. I recruiter dovranno imparare a lavorare all’interno delle community, dovranno diventare ambassadors delle competenze specifiche utili in questo mondo.La motivazione dei dipendenti sarà quella di crescere all’interno della propria community

IL MONDO ROSSO, individualista ma parcellizzato, dove l’innovazione vince sempre, vincono le idee piuttosto che i lavori. I recruiter non assumeranno più persone, ma idee, skills, sposeranno il progetto, non la carriera. Il recruiter dovrà essere un animatore di progetti innovativi, i contratti di lavoro saranno molto brevi, prchè finiranno nel momento in cui finisce il progetto innovativo. In questo mondo la tecnologia dovrà aiutare a ricercare le competenze all’interno del mondo del lavoro.

Una volta delineati i possibili mondi in cui ci troveremo a operare nel futuro, chi si occupa di HR, in funzione della propria scelta, dovrà attivarsi per iniziare a  a costruire quel tipo di mondo e la relativa narrativa per attrarre le persone. L’importante è, in primis, ACT NOW, ovvero agire subito, non aspettare, prendere in considerazione il tema dell’evoluzione del ruolo del’HR e del recruiter e portarlo all’interno dell’azienda; secondo, provare, SPERIMENTARE, verificare le nostre ipotesi! Pensare a quali potrebbero essere i possibili scenari nel nostro lavoro e trovare le soluzioni che possano aiutarci ad evolvere e diventare più efficienti nel nostro ruolo; terzo, MAKE A BIGGER LEAP, “fate un salto” cioè provare a guardare lontano e non solo “al domani”.

E voi che scenari immaginate? Quale vorreste che prevalesse?

Benedetta 🌺

Retratissimo

Retratissimo – Un ritratto per condividere la felicità in ufficio e migliorare la comunicazione in azienda

Cari HR in cerca di idee per stimolare la comunicazione tra i colleghi in azienda, questo post è per voi! Qualche giorno fa ho ricevuto una mail in cui si parlava di felicità, di aziende che credono nel benessere dei collaboratori, di creatività e di ispirazione. Una mail in cui una giovane ragazza di nome Denise mi ha raccontato una bellissima iniziativa (semplice e a costo zero!), per stimolare la creatività e la comunicazione in ufficio. Spesso basta un pizzico di inventiva e un animo HR per fare qualcosa di bello! Lascio la parola a Denise e al suo progetto “Retratissimo”, enjoy! 😉

di Denise Carulli – Seo Content Editor di Habitissimo

Ci sono molte storie di dipendenti felici, che hanno apportato un plus evidente nelle aziende ed oggi parlerò della mia. Sono Denise e lavoro nel dipartimento marketing di Habitissimo, azienda che consta di 250 impiegati provenienti da ogni parte del mondo e che si basa proprio sui principi di felicità aziendale e benessere dei lavoratori. La mia iniziativa è conosciuta da tutti con il nome “Retratissimo” ed è nata per caso, disegnando il ritratto di un mio compagno di lavoro alla fine di una giornata un po’ complicata: mi sono seduta accanto ai grafici con un foglio riciclato ed una penna di quattro colori ed ho disegnato il ritratto di uno di loro. Questo disegno è diventato virale ed ha scaturito sorrisi e richieste da parte degli altri colleghi.

Così, ho pensato che la mia iniziativa potesse diventare un vero e proprio progetto dal cuore HR! Con Retratissimo dedico gli ultimi 5 minuti di lavoro al disegno, per rappresentare il ritratto di un compagno, su un foglio riciclato con una semplice penna quattro colori.
I criteri di scelta del soggetto da immortalare sono vari: sorteggio, ispirazione, nomination da parte degli altri compagni, richiesta personale o merito.

250 ritratti per 250 giorni

Ogni ritratto sottolinea le caratteristiche caratteriali di ogni dipendente o le proprie passioni, in modo tale da dare visibilità in azienda al personaggio del giorno, in un’ottica di comunicazione interna, in cui ci si senta parte integrante dell’azienda, non come numero, ma come persona.

È un’iniziativa che strappa un sorriso a chi lo riceve, creando sorpresa ed impazienza, perchè è sempre bello essere il protagonista del giorno in un’azienda formata da tante persone!

E oltre alla disegno su carta abbiamo pensato di pubblicare tutti i ritratti su una pagina Instagram dedicata, in cui, di volta in volta, le foto dei fortunati prescelti vengono postate con un soprannome…il mio è “Picasseo” – PIcasso + Seo – dipartimento di cui faccio parte 🙂 La condivisione sul canale Instagram, creato appositamente per il progetto, è stato un mezzo per aumentare la visibilità di ciascuno e farsi conoscere dai compagni.

Il progetto si è affinato pian piano e gli obiettivi si sono quasi auto-generati:

Ritrovare la creatività e l’ispirazione per poter apportare nuove idee a lavoro; implicarsi in altro che non sia direttamente legato a lavoro, aiuta la produzione stessa perchè nel momento in cui ci si distacca, si riesce a trovare quella dimensione ludica utile per produrre.

Personalizzazione: la moltitudine aliena ed è controproducente, non siamo numeri, siamo persone con fisionomie, caratteri e passioni, ed è quello che il ritratto stesso trasmette.

Premio: dare importanza ad una persona al giorno, magari a colui che ha fatto qualcosa per l’azienda o ha ottenuto un risultato meritevole, implica una maggior motivazione volta al risultato.

Apporta felicità: dona un sorriso al diretto interessato e all’intorno, creando un momento di condivisione, sdrammatizzando anche momenti difficili (magari consegnando il ritratto a chi ha avuto una giornata non facile).

Unisce: essendo in tanti e divisi in un unico edificio, non ci si conosce tutti. Con il ritratto e la condivisione su instagram, si riesce a fare un profilo dell’impiegato e conoscere le sue passioni.

Scaricare la tensione a fine giornata

Un modo semplice per generare felicità sul lavoro!

Denise

Social HR

Social HR e la nuova dimensione partecipativa dell’organizzazione

Con l’avvento della Social Organization è nata una nuova  figura professionale, quella del Social HR, colui che è capace di far emergere il potenziale di collaborazione e di innovazione nascosto, agendo sulle community, in tutte le fasi ed attività tipiche delle risorse umane.

Il web e le nuove tecnologie di connessione disponibili sul mercato odierno hanno creato una nuova dimensione partecipativa e un nuovo concetto di community. Queste nuove forme di socialità e di collaborazione sono entrate anche nell’organizzazione aziendale, portando a una ridefinizione del ruolo dell’HR e delle practise tradizionali.

Se vuoi approfondire il tema della Digital Organization leggi “Digital Organization: quando il digitale umanizza le aziende” 😉

SOCIAL HR AL LAVORO

Ma quali sono le aree su cui lavora il Social HR? Ecco le principali:

Attrarre i talenti

Per costruire un Social Workplace è necessario curare la brand reputation, agire preventivamente, intercettando le conversazioni online, in cui si parla dell’azienda in termini di “best/worst place to work”, e costruire una relazione interattiva con profili interessanti, attraverso la creazione di community sui siti aziendali e social network.

Recruiting

Il reclutamento non avviene solo più attraverso annunci e scouting, ma anche attraverso “Employee Referral Programs”, con cui si utilizzano in primis le connessioni e la rete sociale dei propri dipendenti e brand ambassador. Nessuno meglio di un dipendente soddisfatto può promuovere all’esterno un’immagine positiva dell’azienda!

Onboarding

Occorre predisporre un piano di induction per i neoassunti e trasmettere loro conoscenze sui processi, strumenti organizzativi e procedure. Un nuovo metodo veloce ed efficace è rappresentato da strumenti social, ispirati a logiche di gamification, in cui è prevista l’interazione con un tutor virtuale. L’uso di meccanismi tipici del gioco, applicati a contesti non ludici, e finalizzati ad incrementare il coinvolgimento delle persone, è una modalità sempre più utilizzata dalle aziende.

Training

Il Social Learning e Social Education consentono, attraverso piattaforme di lavoro collaborativo, di fornire, ai singoli o a comunità di dipendenti, una vasta gamma di servizi e corsi, per potenziare le proprie competenze e rendere sempre più efficiente il lavoro collaborativo.

Gestione e Sviluppo

Attraverso l’introduzione di social tools, come i social balanced scorecard, social graphs e analytics, è possibile generare e condividere quotidianamente Key Performance Indicators (KPI’s), profilati sulla tipologia di dipendente che li visiona. I KPI’s,  in modo grafico ed intuitivo, trasmettono a tutti i livelli aziendali la percezione dei risultati in relazione agli obiettivi prefissati.

Comunicazione interna

Una volta poco utilizzate e caratterizzate da funzioni basic, oggi le intranet social sono piattaforme complesse e incoraggiano sempre di più le interazioni e network tra dipendenti, pur conservando le caratteristiche di portali intranet aziendali.

Comunicazione esterna

Attraverso un accurato monitoraggio dei social media, le aziende possono identificare quali dipendenti diffondono un messaggio positivo dell’organizzazione sui social network ed essere così eletti a brand ambassador. Attività utile per capire anche quali dipendenti esprimono commenti negativi sull’azienda e in particolare sulle politiche HR.

Knowledge Management

La gestione del know how avviene anche attraverso forum e piattaforme integrate, in cui i dipendenti creano discussioni su temi diversi, per ottenere ad esempio risposte qualificate da colleghi più esperti, sviluppare nuove idee e discutere su nuovi prodotti e servizi.

LA SFIDA DEL SOCIAL HR

In questo nuovo scenario, si prospetta per l’HR un rilancio della sua figura in azienda, attraverso una nuova rete di alleanze con tutte le funzioni aziendali. Due funzioni su tutte quelle legate alla comunicazione e all’ IT, affinché il Social HR abbia a disposizione canali e strumenti per interagire e agire. La nuova sfida dell’HR è quindi lavorare con e sulle community: saperle concepire e alimentarle per farle funzionare e generare valore.

A presto!

Giada