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Vuoi lavorare come recruiter freelance? Ecco alcune risposte alle tue domande!

Ricevo sempre tante domande da chi vorrebbe lavorare come recruiter freelance. Soprattutto in questo periodo di lavoro “fluido”, sono in molti a ipotizzare un percorso da libero professionista nella selezione del personale. In questo video provo a rispondere alle domande che mi vengono poste più frequentemente!

Come stabilisco il mio compenso? Quanto chiedo?

La mia risposta è che nessuno all’infuori di te può stabilire il compenso da chiedere per i tuoi servizi di selezione. Il compenso può dipendere chiaramente dalla complessità del servizio, dal tempo dedicato, dagli strumenti da utilizzare. Due consigli: il primo è quello di non sminuirsi troppo. Non bisogna aver paura ad attribuirsi il giusto valore. Anche perchè una volta comunicata al cliente la tua richiesta, sarà molto difficile alzare l’asticella. Il secondo consiglio è quello di calcolare il tuo compenso in base a una tariffa oraria. Ricordati chiaramente di tener conto, nel momento in cui stabilisci la tua tariffa, anche di eventuali spese da sostenere e delle tasse da pagare.

Come stabilisco e regolamento i termini di lavoro con il cliente?

Con un contratto che deve disciplinare la tua prestazione professionale. Il mio consiglio è di mettere sempre nero su bianco gli accordi presi con il cliente sui servizi di selezione da erogare. A meno che non sia un cliente fidelizzato ti sconsiglio di iniziare l’attività di selezione senza la reciproca firma sul contratto. Rivolgiti a un consulente del lavoro per farti prepare un fac-simile, che potrai ogni volta modificare e personalizzare in base al cliente e ai servizi erogati.

Posso lavorare come recruiter freelance subito dopo la laurea?

In base alla mia esperienza, prima di iniziare un percorso come freelance, è necessario avere già lavorato un pò di anni nella selezione del personale in qualche azienda o società di consulenza e aver già acquisito dimestichezza con pratiche, metodi, strumenti. Non si può improvvisare un mestiere (soprattutto in ambito HR!), nè lavorare come recruiter, basandosi solo sulle nozioni apprese in una laurea o in un master. E’ sul campo che si capisce e si impara davvero a fare selezione del personale.

Non so se sono in grado di lavorare come freelance…Qual è la qualità principale per riuscire a lavorare come recruiter freelance?

Difficile dare una risposta unica. Potrei dire la capacità di fare networking, l’empatia per costruire relazioni professionali, la passione per il lavoro, la capacità di organizzazione, la curiosità nello sperimentare. Ma probabilmente la qualità più importante è la capacità di scegliere, nel senso di operare delle scelte, di essere in grado di prendere delle decisioni in modo autonomo, senza che ci sia qualcuno, un capo o un collega, a suggerirti cosa fare. Dire dei sì, dire dei no, decidere di aspettare, decidere di accelerare, decidere cosa fare, assumersi dei rischi. E’ una qualità importante, che non bisogna sottovalutare, soprattutto in questi tempi così incerti e volubili.

Ho sempre lavorato nella selezione del personale e mi piacerebbe continuare a farlo come freelance, ma non sono aggiornato sugli strumenti di recruiting digitali. Come posso fare?

Se sei interessato, puoi iscriverti al mio corso di formazione online di Digital & Social Recruiting, un corso dal taglio pratico, con videolezioni e simulazioni di ricerca del personale, in cui vengono utilizzati strumenti social e digital. E’ un corso che può rivelarsi molto utile anche per chi vuole lavorare come recruiter freelance!

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PS. Se vuoi avere altri consigli sul tema, leggi anche il mio articolo Come diventare un recruiter freelance? Ecco tutti i miei consigli per iniziare questa professione! 😉

Giada

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Come diventare un recruiter freelance? Ecco tutti i miei consigli per iniziare questa professione!

Come si fa a diventare un recruiter freelance? Tra i diversi messaggi di apprezzamento al sito e alla mia attività ricevuti di recente c’è quello di Stefano, appassionato di temi legati alla selezione del personale, che mi chiede come fare ad aspirare ad una posizione di HR freelance come la mia.

Il mondo delle risorse umane riscuote sempre molto fascino e una carriera da libero professionista attira spesso per la sua dimensione di libertà ed autonomia. Ma è così facile diventarlo?

Io, ad esempio, questo binomio non l’ho cercato, almeno non all’inizio del mio percorso professionale. E probabilmente, se mi avessero proposto un lavoro a partita iva dopo la laurea, non lo avrei accettato. Sia per il retaggio culturale, ancora molto presente, che associa la partiva iva all’idea di precarietà e il contratto a tempo indeterminato alla vita felice e perfetta, sia perché non sarei stata capace all’inizio di fare tutto quello che poi è avvenuto.

COSA SERVE PER DIVENTARE UN RECRUITER FREELANCE

Diciamo che questo lavoro necessità di maturità: maturità di competenze, maturità di relazioni professionali, maturità nell’organizzazione del lavoro, maturità psicologica.

MATURITÀ’ DI COMPETENZE – Nel binomio, non esiste freelance senza HR o freelance senza recruiter; voglio dire che “freelance” è solo una modalità per svolgere il proprio lavoro e servono necessariamente contenuti ed esperienza per farlo. Quindi una buona base di partenza su come si fa concretamente selezione/formazione/gestione del personale è fondamentale per iniziare.

MATURITÀ’ DI RELAZIONI PROFESSIONALI – Chi fa recruiting da libero professionista costruisce il proprio lavoro sul concetto di credibilità. L’azienda o un privato si rivolgono a te perché sei tu, perché lavori bene, perché di te si parla bene, perché puoi dimostrare che lavori bene. Dietro di te non c’è un brand o un’azienda che ti tutela in caso di problemi o della cui notorietà godere per cercare nuovi clienti. Ecco perché è molto importante avere un network di contatti almeno all’inizio per partire e farsi conoscere. Il passaparola e il network sono alla base di questo lavoro.

MATURITÀ’ NELL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO – Clienti diversi, scadenze che si sovrappongono, priorità che si accavallano, richieste improvvise, picchi di lavoro richiedono tantissima capacità di gestire al meglio le attività e le proprie giornate. Sei da solo e in questo caso non puoi contare su colleghi o team. La nuova tecnologia sicuramente aiuta, ma è indispensabile avere già un po’ di dimestichezza nell’organizzazione del proprio lavoro. A tutto questo poi si aggiunge la parte “amministrativa” del tuo essere libero professionista: fatture, pagamenti, nota spese richiedono tanta pazienza, tempo, precisione e metodo.

MATURITÀ’ PSICOLOGICA – Non è per tutti il lavoro autonomo, poiché richiede una buona tenuta emotiva. Le previsioni che puoi fare sulla tua situazione economica sono sul breve e medio periodo. Solitamente il lavoro è ciclico e ci sono periodi di forte concentrazione delle attività e periodi di maggiore tranquillità. E’ un lavoro che si basa sul presente, non sul futuro. Lo si può vedere come bicchiere mezzo vuoto ed allarmarsi, vivendo nell’angoscia, oppure come motivo di sprono e di divertimento per mettersi alla prova in nuove attività.

I VANTAGGI DEL RECRUITER FREELANCE

Cosa mi piace di questo modo di lavorare? Non metto al primo posto né la libertà di tempi e spazi, né un maggiore equilibrio fra vita privata e vita professionale.

Quanto il lusso di poter vivere il lavoro come momento di creatività e sviluppo di saperi pratici sempre nuovi.

Da dipendente ti specializzi nel tuo e sei talmente immerso nei ritmi e nelle logiche dell’azienda, che non hai tempo ed energia per alzare la testa e vedere tutte le novità e gli aggiornamenti del tuo mestiere.

Il bello del freelance è quello di poter anche essere un precursore dei tempi.

10 + 1 CONSIGLI PER DIVENTARE UN RECRUITER FREELANCE

Ecco quindi i miei consigli per iniziare un lavoro come recruiter freelance:

Fai esperienza un po’ di anni in società di selezione o in azienda per imparare cosa vuol dire fare sul campo selezione del personale; ricorda che tutte le persone che incontrerai durante il tuo percorso da dipendente potranno ritornarti utili nel tuo percorso da autonomo; conserva gli appunti, potranno servirti in futuro;

Prima di aprire la partita iva, metti da parte qualche soldino per iniziare con serenità; i primi tempi sono lenti e non è detto che si riesca ad ingranare dal primo mese;

Fatti una chiacchierata con un commercialista, poi falla con una persona che lavora già con partita iva: la seconda potrà aiutarti a comprendere in maniera più semplice i tecnicismi del primo 😉

Investi in tecnologia, acquistando un buon portatile, leggero e veloce da portare in giro con te, smartphone, scanner, stampante e dedica uno spazio della tua casa a ufficio, con scrivania, monitor e faldoni, dove archiviare il tuo materiale da lavoro e tutti i documenti amministrativi;

Crea un sito e una vetrina social per iniziare a fare personal branding, aggiorna il tuo profilo linkedin;

Continua ad essere curioso, naviga online su siti di recruiting specializzati, frequenta spazi di coworking, partecipa ad eventi ed iniziative HR;

Rifiuta collaborazioni, se sai già in partenza che non riusciresti a gestirle per mancanza di competenze, tempo o fattibilità, il tuo valore più grande è la credibilità;

Accetta invece tutte quelle collaborazioni in cui ti si richiede di metterti in gioco, di sperimentarti e cimentarti con nuove modalità. Preparazione e un pizzico di incoscienza ti fanno raggiungere traguardi nuovi;

Sii lungimirante: durante i primi anni in cui lavori con regime agevolato è facile che il il tuo conto possa lievitare in fretta. Creati già un prospetto di quello che dovrai pagare di tasse e contributi in acconto e saldo dell’anno successivo, ti aiuterà a far quadrare i conti.

Diversifica i tuoi clienti: meglio tante piccole collaborazioni con clienti diversi che un unico progetto con un solo cliente;

Vivi il tuo lavoro con professionalità e passione.

A presto!

Giada

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