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Selezione del personale per aziende

Sono una Recruiter Freelance e mi occupo di selezione del personale e recruiting per le aziende. Se preferisci puoi chiamarmi anche Consulente HR o libero professionista esperto di recruiting 🙂

Lavoro con PMI, Start-up e aziende Multinazionali, offrendo molteplici soluzioni di recruiting in grado di rispondere alle necessità di realtà aziendali diverse. Supporto le aziende in tutte le fasi del processo di ricerca e selezione del personale: dall’incontro conoscitivo, per entrare nei dettagli della ricerca, alla stesura della job description, dalla pubblicazione di annunci di lavoro allo screening, dalla ricerca diretta al colloquio di lavoro.

Gestisco progetti di recruitment sia attraverso metodologie tradizionali, sia attraverso l’utilizzo dei nuovi strumenti di social & digital recruiting. Mi occupo anche di definizione della strategia di reclutamento e di valorizzazione dell’employer branding.

Non mi occupo di: head hunting (quello vero)/outplacement/amministrazione del personale.

CLIENTI

Come Recruiter Freelance e Consulente HR ho lavorato con piccole realtà, PMI, start up e multinazionali, occupandomi di profili professionali e settori merceologici differenti.

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Scopri subito tutti i miei servizi di Ricerca & Selezione del Personale!

Devi assumere delle nuove risorse in azienda e non sai cosa fare?

Hai iniziato a guardarti attorno per capire a chi affidare le tue ricerche, ma sei più indeciso di prima…

“Chiamo un’agenzia? Contatto una società di head hunting? Mi rivolgo a una società di executive search? Faccio tutto da solo? E se poi non riuscissi a gestire tutte le candidature?”

Aiuto! 🤯

E se la soluzione migliore fosse affidare le tue ricerche a un Recruiter Freelance?

PERCHE’ AFFIDARMI LE TUE RICERCHE DI SELEZIONE DEL PERSONALE

Ti stai chiedendo perchè potrei esserti utile come Recruiter Freelance? Prova a fare un test: leggi i casi qui sotto, se ti ritrovi in almeno uno di questi allora hai un buon motivo per contattarmi!

🤝 SE SEI ALLA RICERCA NON DI UN SEMPLICE CONSULENTE MA DI UN “PARTNER” PER LA SELEZIONE

Qualcuno che possa avere “un piede dentro e uno fuori” l’azienda, che sia cioè di fatto esterno all’organizzazione, ma che nel contempo possa entrare più in profondità nei processi aziendali. Spesso infatti non si tratta solo di annunci/screening/colloqui, ma di un lavoro a tutto tondo, in cui è necessario partire dalla comprensione di quella che è la realtà aziendale in questione, il suo DNA, il tipo di persone cercate, lo stile manageriale.

👉 Posso essere tuo partner e restituire ai candidati tutta quella parte dell’organizzazione impalpabile ma fondamentale.

🤯 SE DEVI GESTIRE DEI PICCHI DI LAVORO

Ci sono tante aziende con un ufficio Risorse Umane in grado di gestire internamente le selezioni. Tuttavia, a volte, un cambio di strategia, l’apertura di una nuova filiale, un periodo temporaneo in cui si è sottostaffati possono causare un surplus di lavoro e di ricerche. Che fare allora quando la Direzione non approva l’inserimento nell’organico di una persona in più?

👉 Posso supportare l’HR interno nei processi di selezione del personale, senza gravare sull’FTE aziendale, per il periodo di tempo necessario.

🙅‍♀️ SE DEVI SUPPLIRE ALLA MANCANZA DI UN HR INTERNO

Può essere il caso di realtà piccole, start-up o organizzazioni snelle che non hanno un ufficio HR, oppure una persona dedicata alla selezione, oppure un numero sufficiente di selezioni nell’anno tali da giustificare la creazione di una funzione interna dedicata. E’ il tuo caso?

👉 Posso accompagnarti e guidarti nella costruzione di un processo di selezione efficace.

🔑 SE CERCHI UNA PERSONA DI FIDUCIA

Una persona fidata, con cui stabilire un rapporto di collaborazione duraturo nel tempo e alla quale affidare, ad esempio, password per accedere alle piattaforme di recruiting, all’ATS, mail aziendali dedicate, gestione dei colloqui dal vivo in sede. Un grande vantaggio per te!

👉 Costruiamo insieme un lavoro collaborativo, flussi di lavoro più snelli, monitorati e condivisi, maggiore engagement dei candidati nel primo contatto, maggiore coerenza di immagine all’esterno.

🔍 SE DEVI EFFETTUARE UNA RICERCA DIRETTA SU LINKEDIN

E’ il caso di quelle aziende che non vogliono pubblicare un annuncio, oppure vogliono integrare i nominativi che arrivano in risposta a un annuncio online con quelli provenienti da una ricerca diretta mirata su Linkedin. Perchè affidare questo tipo di attività a un Recruiter Freelance?

👉 Posso effettuare una ricerca su Linkedin blinde, evitando così che appaia il nome della tua azienda o del recruiter della tua azienda. 

🤹‍♂️ SE VUOI FLESSIBILITA’ NELLE SOLUZIONI

Il Recruiter Freelance è, come si dice, capo di se stesso. Non deve attenersi per forza a servizi e soluzioni preconfezionate.

👉 Posso proporti la soluzione più congeniale, adattandola il più possibile alle necessità della tua azienda.

🎯 SE CERCHI QUALITA’ DEL LAVORO

Non è detto che il compenso di un Recruiter Freelance sia inferiore rispetto ad altre soluzioni. Perchè contattarmi allora?

👉 Per la qualità, senso di responsabilità e professionalità che ci metto nel mio lavoro, essendo allo stesso tempo esecutrice e promotrice diretta della mia attività.

🎲 SE VUOI UNA GUIDA NELLA STRATEGIA & NELL’EMPLOYER BRANDING

l Recruiter Freelance ha la possibilità (e il dovere) di arricchire il suo bagaglio di competenze continuamente. 

👉 Posso diventare un valido alleato se, oltre alla delivery di un processo di selezione, ricerchi anche consigli e pareri su come impostare la strategia di reclutamento, migliorare la tua immagine di best-place-to-work, ottimizzare gli strumenti e i canali di ricerca, implementare processi di social & digital recruiting.

I VANTAGGI CHE OTTIENI SE MI AFFIDI LE TUE RICERCHE DEL PERSONALE

√ Sono dedicata alle tue ricerche del personale senza gravare sull’FTE della tua azienda

√ Non lavoro a percentuale sulla RAL per evitare qualsiasi conflitto di interesse con l’azienda

Non mi devi pagare di più se decidi di assumere un candidato con una RAL più alta rispetto a quella di partenza

√ Sono un partner di fiducia per la selezione del personale per la tua azienda

√ Cerco di entrare nei processi interni per capire meglio chi sei, i valori e lo stile manageriale, al fine di restituire ai candidati il “DNA aziendale”

√ Posso costruire un pacchetto di soluzioni di recruiting ad hoc per la tua realtà

√ Posso aiutarti a definire la strategia di recruiting e di employer branding

√ Posso svolgere i colloqui face to face anche nella tua azienda, se vuoi aumentare l’engagement dei candidati e dare all’esterno una maggiore coerenza di immagine

E ADESSO QUALCHE RISPOSTA ALLE TUE DOMANDE 💡

🤔 Da quanti anni ti occupi di Selezione del Personale?

Mi occupo di Ricerca e Selezione del personale da 10 anni, i primi 5 anni come dipendente di azienza, gli ultimi 5 come recruiter freelance. Puoi dare un’occhiata al mio profilo qui e qui.

🤔 Sei specializzata nella ricerca di particolari profili?

Mi occupo della ricerca di tutti i profili, tranne di quelli IT. Per le esperienze che ho maturato ho acquisito particolare dimestichezza nella ricerca di profili per il settore retail e per l’ambito marketing digitale e tradizionale.

🤔 Quali strumenti e canali di selezione utilizzi?

Dipende. Dal budget a disposizione, dal tipo di profilo ricercato, dal target di riferimento. I canali di ricerca possono essere gratuiti o a pagamento, “tradizionali” o social (o entrambi), mirati per identificare un unico profilo o “massivi” per individuare più risorse. Ecco perchè la fase iniziale di conoscenza e approfondimento è essenziale.

🤔 Ti occupi anche di assessment center (colloqui di gruppo)?

Sì, ma solo in ottica di selezione e non di sviluppo. Per valutare profili neo e/o commerciali.

🤔 Ti occupi anche di Recruiting Day?

Sì, mi occupo della parte di pianificazione del processo di pre-selezione e di preparazione dell’evento, in piena collaborazione con l’ufficio marketing e con il referente HR dell’azienda. Se vuoi monitorare ogni fase del processo, posso utilizzare il tuo ATS aziendale (software gestionale per la raccolta delle candidature) per tutte le fasi di preparazione del Recruiting Day.

🤔 La ricerca quanto dura?

La durata della ricerca dipende dalla sua difficoltà. In linea di massima tra pubblicazione annuncio, raccolta di candidature, screening, contatto dei candidati, colloqui one to one e presentazione della prima shortlist ci vogliono dalle 3 alle 5 settimane. 

Sì, ho bisogno di un Recruiter Freelance!

Scopri i miei servizi di selezione del personale e contattami!

Video & Guest Post

Video e Guest Post in collaborazione.

In questi anni ho avuto il piacere di scrivere guest post e girare video, collaborando con altre realtà in ambito HR.

Nei video e nei guest post parlo sempre delle stesse cose: ricerca di lavoro, candidati, selezione del personale e aziende 😉

Workher – Video

Consigli in video-pillole per chi è alla ricerca di lavoro

CV attraente ed efficace? Ecco come impostarlo!

Suggerimenti e consigli per trovare un nuovo lavoro

5 consigli per gestire il post-colloquio di lavoro

Come rendere efficace il tuo profilo Linkedin

9 consigli per affrontare un colloquio di lavoro

Monster Guest Post – Consigli per i candidati

Qui trovi tutti gli articoli che ho scritto per Monster.it, nella sezione consigli di lavoro dedicata ai candidati e ai lavoratori. Argomenti? Strategie di ricerca attiva di lavoro, curriculum, colloqui di lavoro, vita in azienda e sviluppi di carriera!

Strategia di ricerca attiva

Curriculum Vitae

Colloquio di lavoro

Vita in azienda

Carriera

Monster Guest Post – Consigli per aziende

Qui trovi gli articoli che ho scritto per Monster.it nella sezione contenuti HR dedicata alle aziende e ai professionisti HR. Argomenti? Selezione, formazione, gestione del personale e HR trend!

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Pubblica annuncio di lavoro

Sei alla ricerca di candidati? Pubblica la tua offerta di lavoro gratuitamente!

In questa sezione hai la possibilità di pubblicare gratis un’offerta di lavoro. L’annuncio di lavoro apparirà su questa pagina e sarà visibile agli utenti del sito.

Crea un account o effettua il login per inserire tutte le informazioni del tuo annuncio di lavoro.

Puoi decidere se far arrivare le candidature su un indirizzo mail aziendale, oppure sul tuo gestionale di recruiting: basterà inserire una mail o in alternativa un link.

La tua offerta di lavoro sarà pubblicata e visibile solo dopo il processo di verifica e approvazione. 

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Informazioni Azienda

 

Quello che dici, come lo dici, come ti presenti: quello che gli intervistatori valutano nel colloquio di lavoro

Si sa, il colloquio di lavoro è un momento critico. Non basta preparare un curriculum perfetto e recitare alla perfezione il proprio vissuto lavorativo. Ci sono fattori più sottili che gli intervistatori prendono in considerazione.

QUELLO CHE DICI, COME LO DICI, COME TI PRESENTI

In questa infografica di Classes and Careers emerge che dietro ad un semplice colloquio di lavoro si cela un mondo di significati e simboli che nemmeno la più complessa liturgia potrebbe contemplare! 2.000 intervistatori hanno messo a nudo quello che spesso non viene palesato  in un colloquio ed è emerso innanzitutto che i primi 90 secondi sono decisivi per capire se il candidato sia dentro o fuori.

Concordo, come nella vita, ad eccezione di pochi casi, la prima impressione è quella che conta. Quindi piuttosto che spendere ore a prepararsi per un colloquio, sarebbe meglio dare un’occhiata ai risultati di questo sondaggio!

colloquio di lavoro errori consigli

L’idea che l’intervistatore si fa del candidato nei primi minuti è basata su:

  • 55% il modo in cui è vestito, come si presenta, come si muove
  • 38% come lo dice (tono di voce, correttezza grammaticale, grinta)
  • 7% quello che dice (contenuti)

La prima impressione è determinata dunque da aspetti non-verbali. Come un dono che, prima di essere scartato per vedere cosa c’è dentro, viene notato per la bellezza del fiocco e della carta regalo, così anche noi dobbiamo prestare la giusta attenzione alla forma e allo standing. Nel colloquio tutto quello che ci riguarda è oggetto di valutazione!  Il sondaggio però ci dice che la maggior parte delle volte non prestiamo attenzione a questi aspetti e gli errori più comuni che ci fanno giocare il posto di lavoro sono:

  • 67% Evitare di guardare negli occhi il proprio interlocutore
  • 47% Avere una scarsa conoscenza dell’azienda
  • 38% Non sorridere
  • 33% Avere una postura scorretta
  • 33% Muoversi continuamente
  • 26% Dare una stretta di mano poco energica
  • 21% Parlare con le braccia incrociate
  • 21% Giocare con i capelli e toccarsi nervosamente il volto
  • 9% Gesticolare troppo

E’ vero, niente quanto la mancanza dell’incrocio di sguardi può innervosire un intervistatore! Avere davanti a te una persona che parla ma che non ti guarda negli occhi distoglie l’attenzione dal contenuto e indispone all’ascolto. Ed è anche vero che niente come un sorriso e una volto cordiale attrae, aumenta l’interesse e ti invoglia all’ascolto.

E l’abbigliamento quanto incide? Tantissimo. il 65% degli intervistatori ammette che, di fronte a due candidati con la stessa professionalità, la scelta ricade su colui che ha un abbigliamento più appropriato, non eccessivamente colorato né troppo trendy. La sobrietà insomma premia!

Ok, siete stati bravi, avete superato la prima impressione, potete tirare un sospiro di sollievo…ma davvero pensate che il resto del colloquio sia in discesa? Sbagliato! Ora dovete porre attenzione a quello che dite e quello che non dite. In ordine di importanza ricordatevi che può rappresentare uno sbaglio:

  1. Non fare domande sul lavoro
  2. Non riuscire a distinguersi dagli altri candidati
  3. Improvvisare
  4. Mostrarsi quello che non si è
  5. Concentrarsi troppo su quello che si dice
  6. Non prepararsi sul ruolo
  7. Non mostrare troppo interesse ed entusiasmo
  8. Mancare di humour, empatia e personalità
  9. Ammettere che non si è superato lo shock per la perdita del lavoro
  10. Dilungarsi sul perché si è perso il posto di lavoro

GLI ERRORI PIU’ COMUNI

Come emerge dal sondaggio e come aveva messo in evidenza Fabrizio Piacentini nell’intervista pubblicata in uno dei precedenti post, gli intervistatori apprezzano molto che il candidato ponga delle domande di approfondimento a fine colloquio. E’ sinonimo di interesse e serve a capire quanto il candidato abbia messo a fuoco le caratteristiche del ruolo e dell’azienda. Avere ben chiaro a cosa ci si sta proponendo ci permette di mettere in luce le competenze che possediamo e che sono maggiormente richieste dal ruolo, dandoci una marcia in più rispetto agli altri concorrenti. L’altro grosso errore che ci fa perdere punti è la mancanza di preparazione: non sapere nulla o poco sul ruolo e sull’azienda penalizza anche il professionista più competente.

CONSIGLI UTILI PER NON SBAGLIARE

Quindi, prima di un colloquio per non sbagliare, seguite questi suggerimenti:

  1. Siate pronti a descrivere brevemente le vostre esperienze professionali
  2. Ripassate a mente le vostre competenze
  3. Assicuratevi di aver ben chiaro il ruolo
  4. Documentatevi sull’azienda

E’ vero, assieme alla preparazione, la fortuna è un altro fattore che pesa sulla buona riuscita di un colloquio. Però voi fatevi furbi, perché al di là della imprevidibilità dell’intervista, ci saranno delle domande che tutti gli intervistatori vi chiederanno! Chi non ha mai risposto a domande come queste?

  1. Mi racconti qualcosa di sé
  2. Perché vuole lavorare qui?
  3. Cosa conosce della nostra azienda?
  4. Perché vorrebbe lasciare il suo attuale lavoro?

Sono le più gettonate…e anche i best seller di intervistatori noiosi e poco creativi! :p

Prendete spunto da questi suggerimenti e metteteli in pratica nel vostro prossimo colloquio. Ma ricordatevi sempre però che la spontaneità è il miglior biglietto da visita.

In bocca al lupo!

Giada B.

cambiare lavoro-professionisti-azienda-brand reputation

Cambiare o restare fedeli alla propria azienda? I professionisti italiani dicono la loro

Recentemente Linkedin, il più conosciuto social professionale, ha condotto il sondaggio Talent Trends Italia 2014, per fornire ai recruiters, selezionatori del personale e professionisti HR informazioni utili sulle tendenze, aspirazioni e comportamenti della forza lavoro. Il sondaggio ha coinvolto più di 700 lavoratori pienamente occupati in Italia, per capire quali sono le leve che spingono i professionisti a cercare un nuovo impiego, quali le principali soddisfazione sul luogo di lavoro e le valutazioni che inducono ad accettare nuove opportunità di carriera.

Innanzitutto il report dimostra che solo il 27% dei professionisti intervistati è attivamente alla ricerca di un nuovo lavoro (candidati attivi), mentre il 73% non sta compiendo azioni finalizzate a un cambiamento (candidati passivi), anche se il 43% si dichiara disponibile a parlare con un recruiter di una nuova opportunità.

Contrariamente alla percezione comune che vuole la maggior parte dei professionisti scontenti del proprio lavoro, il sondaggio ci dice che il livello di soddisfazione professionale è certo migliorabile, ma alto.

Quali sono i fattori che si valutano quando si cambia lavoro? Per i candidati attivi trovare un lavoro gratificante che sia in linea con le proprie capacità sembra essere la motivazione principale; mentre i candidati passivi valutano una nuova opportunità solo se questa offre un miglior connubio tra vita personale e lavoro. Il miglioramento del pacchetto retributivo resta per entrambi i candidati una delle più importanti spinte al cambiamento.

Di contro, i fattori che incidono meno nella scelta di un nuovo posto di lavoro sono l’ubicazione dell’ufficio e la ricerca di un rapporto più sereno e collaborativo con il proprio superiore (percentuale che diventa però più alta tra i candidati donne, a dimostrazione del fatto che, purtroppo, ancora spesso invidie, gelosie e ripicche caratterizzano l’universo femminile sul luogo di lavoro).

E tra le tante offerte cosa spinge a propendere per una realtà aziendale piuttosto che un’altra? La cosiddetta brand reputation, ossia la reputazione dell’azienda, la percezione che il mondo esterno ha di quel brand e della sua organizzazione. Più è alta, più si ha la sicurezza di inserirsi in un contesto lavorativo apprezzato.

Per chi lavora nelle Risorse Umane questi dati rappresentano un ottimo spunto di riflessione. Vediamone alcuni:

1. Innanzitutto, per attrarre i migliori talenti, è importante investire sulla brand reputation e non smettere mai di essere attrattivi nei confronti del mercato. Rispettare e valorizzare le risorse umane non è solo la missione dei professionisti HR, ma è anche il modo più veloce per far sì che l’azienda sia riconosciuta come miglior luogo di lavoro attraverso il passaparola.

2. Migliorare la percentuale di retention del personale per abbassare il turnover aziendale attraverso un piano di total rewards che tenga conto non solo degli aspetti remunerativi ma dei diversi fattori che possono coinvolgere e motivare i dipendenti a restare in azienda, come, ad esempio, piani formativi, percorsi di carriera, benefits, convenzioni, iniziative di work & life balance.

3. Vivere l’azienda e costruire un dialogo costante con i dipendenti per capire quali sono i problemi e i fattori che possono indurli a cambiare luogo di lavoro.

4. Nella ricerca di nuovi talenti, “lavorare” non solo sui candidati attivi, ma esplorare anche il mondo dei candidati passivi attraverso i nuovi strumenti messi a disposizione dal web: social networks, banche dati, newsletter.

Giada B.

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