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Libri, iniziative, strumenti: il meglio per cercare lavoro e migliorare la propria performance

Primo articolo del 2016 e, si sa, con il nuovo anno arrivano anche i buoni propositi. Il primo è condividere, perché, chi più chi meno, siamo tutti figli della sharing community. Voglio iniziare il nuovo anno condividendo con voi il meglio che mi è capitato fra le mani nel 2015, in fatto di libri, iniziative e strumenti per cercare lavoro, migliorare la propria performance professionale e fare personal branding.

LIBRI

…SE VUOI TROVARE LAVORO CON I SOCIAL

Iniziamo con quello che reputo il migliore libro in commercio per capire come si cerca lavoro oggi. Apprezzo tanto chi riesce a prendere le distanze da contenuti teorici, aleatori e scontati (ho una sfilza di libri di formazione che potrei citare!) e badare alla sostanza. E’ quello che fa Riccardo Maggiolo nel libro “Job Search 2.0. Trovare lavoro in 7 mosse nell’era di Facebook e Twitter”, spaziando dai canali di ricerca al curriculum, dai social network alla reputazione online.

Paradossale che sia partorito dalla penna di un giornalista e formatore piuttosto che di un esperto di recruiting! Lo consiglio a tutti coloro che muovono i primi passi nel mondo del lavoro, ma anche a chi si ritrova a cercare lavoro alle soglie dei 40/50 anni, dopo tanti anni trascorsi nella stessa azienda. Tra l’altro Maggiolo è anche uno dei fondatori di Job Club, gruppi di persone che si riuniscono, a cadenze regolari, per darsi una mano nel cercare lavoro, sfruttando la rete di contatti e il passaparola. L’iscrizione è totalmente gratuita!

…SE DEVI GESTIRE LE RISORSE UMANE

Forse sono più utili a chi si occupa di Risorse Umane, ma dipende dagli argomenti. Parlo della catena di libri edita da Giunti OS dei Pocket Book, miniguide su temi relativi la gestione delle risorse umane (Intelligenza Emotiva, Valutazioni, Talent Management ecc..) scritti da personaggi di rilievo d’oltralpe nell’ambito delle RU e tradotti in italiano. Li trovo pratici nel loro formato pocket, da tenere in borsa e leggere durante la pausa o in viaggio, ed estremamente fruibili per imparare tecniche, strumenti e approcci per il people management.

SE STAI CERCANDO LAVORO ALL’ESTERO

L’ho letto mentre scrivevo gli articoli che usciranno prossimamente su Monster.it sulla ricerca di lavoro all’estero. Sicuramente in circolazione ci sono tanti libri sull’argomento e forse anche più pratici e utili di “Trova lavoro subito! I segreti per ottenere all’estero il posto che hai sempre sognato” di Alberto Forchielli, ma vi consiglio di leggerlo per due buoni motivi: la prefazione/introduzione e il capitolo sulle 10 domande. La prima è uno schiaffo morale, una doccia fredda per tutti coloro che amano l’Italia, perché Forchielli ci restituisce una fotografia del nostro Paese così struggente, ma così vera, che provoca nel lettore amarezza, rabbia e voglia di riscatto; la seconda invece è una raccolta di 10 domande che tutti coloro che pensano all’eventualità di trasferirsi all’estero per cercare lavoro dovrebbero farsi, per non improvvisare ed improvvisarsi.

STRUMENTI

…SE VUOI ESSERE PIU’ PRODUTTIVO

Per i maniaci del controllo sul lavoro o per chi ha un calendario annuale fitto di appuntamenti ed impegni, suggerisco di seguire Francesca Marano, sperimentatrice di tecniche di produttività per lavorare meno e meglio. Leggete i suoi articoli e iscrivetevi alla newsletter di Solopreneur: avrete gratuitamente la possibilità di scaricare in pdf il wall planner 70×100, un calendario annuale da stampare e mettere nel vostro ufficio per avere in un unico colpo d’occhio tutti i 12 mesi.

…SE SEI INTERESSATA ALLE PROFESSIONI DEL WEB

Insegnare alle donne le professioni del futuro, questo lo slogan di WorkWideWomen. Donne che mettono al servizio di altre donne le loro conoscenze professionali attraverso una piattaforma online. I corsi sono a pagamento e vertono soprattutto sul digital e sulle nuove professioni legate al web. I prezzi sono assolutamente accessibili e la modalità e-learning consente una migliore gestione del proprio tempo e delle proprie necessità.

…SE VUOI FARE NETWORKING

Altra realtà a tinte rosa che ha avuto un ottimo riscontro nel 2015 è Workher, piattaforma di networking tutta al femminile, i cui è possibile fare rete, chiedere una consulenza a una professionista ( ci sono anch’io! 🙂 ) o a una mentor, informarsi e capire quali sono le proprie aspirazioni ed inclinazioni professionali accedendo a EST, l’esclusivo test creato in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, con cui è possibile scoprire in modo immediato il proprio punto di partenza e dove si vuole andare professionalmente, le abilità su cui investire e le conoscenze da implementare grazie agli strumenti e ai contenuti offerti.

…SE SEI UN SOSTENITORE DEL “ON THE JOB”

Hai appena terminato gli studi e non sai quale strada intraprendere. La soluzione? La startup Per Un Giorno” permette di vivere una giornata-tipo a fianco di un professionista, così da capire in tempo utile quale percorso di studi intraprendere o quale svolta dare alla propria carriera. Basta consultare la lista delle professioni ed acquistare un coupon. Vuoi fare il visual merchandiser? Trascorri con lui 8 ore e vedi com’è. Ti piacerebbe diventare un informatico? Conoscine uno e chiedigli come si fa. Un futuro da commerciale? Uhmmm, forse non fa per te! Bell’iniziativa, in attesa del lancio definitivo.

… SE SEI ALLA RICERCA DI INFLUENCER

Li reputo un po’ i guru delle Risorse Umane 2.0. Forse più conosciuti a Milano da chi fa questo mestiere che altrove, ma con un pubblico sempre più vasto, grazie alla loro presenza digitale, pubblicazioni, iniziative. Mi riferisco a Silvia Zanella, Luigi Centenaro, Francesca Parviero e Domitilla Ferrari.

Monitoro periodicamente le loro pagine social, perché ricche di spunti e belle iniziative: Silvia, forse la professionista che mi piace di più per il suo taglio sempre molto concreto e mai banale, è Global Social Media & Online Marketing Director in ‎Adecco e profonda conoscitrice dei nuovi strumenti e tecniche di recruiting e personal branding.

Luigi è personal branding strategist e ideatore del  Personal Branding Canvas (si scarica gratuitamente online), un metodo pratico per fare personal branding attraverso un percorso che ti fa scoprire perché e per chi puoi rappresentare un valore aggiunto.

Francesca, prima Official LinkedIn EMEA Talent Partner italiana (co-autrice del recente libro “Linkedin per Aziende e professionisti”), esperta di strategie di Social HR, è insieme a Domitilla la professionista più eclettica del gruppo.

Domitilla, Digital Marketing & Communication Strategist, è autrice di “Due gradi e mezzo di separazione. Come il networking facilita la circolazione delle idee (e fa girare l’economia)” e si occupa di networking e dei nuovi canali e strumenti di comunicazione,  anche lato professional.

INIZIATIVE

…SE SEI UN FREELANCE

Per chi è freelance o per chi vuole imparare da loro, per chi vuole far galoppare la propria creatività o per chi è alla ricerca di nuove idee. Il FreelanceCamp è tutto questo, un’occasione di incontro, informazione, formazione, sharing e networking tra professionisti freelance. Guardate quante cose si possono imparare in un weekend! 

…SE SEI UN PROFILO JUNIOR

Ok, sarò di parte perché sono una delle docenti, ma in questa lista di the best of ci metto anche il Monster University Tour e tutte quelle iniziative simili promosse da altre società come Linkedin, Adecco, Manpower a favore della formazione ed informazione dedicata a studenti e neolaureati delle Università Italiane, in ambito strumenti e tecniche di ricerca attiva di lavoro. Ho incontrato tanti ragazzi quest’anno e ho notato in gran parte di loro una forte preparazione tecnica, ma anche un’incapacità di gestire la relazione e presentarsi. Grande problema in un contesto lavorativo in cui le aziende pesano tanto le competenze trasversali quanto quelle tecniche. Quindi se vi capita, partecipate, è gratuito!

E i vostri the best of in ambito selezione, formazione e personal branding quali sono?

A presto!

Giada B.

Donne cervellotiche VS uomini mono-neuronici: la sfida è capirsi!

 

Passasse il “Gli Uomini vengono da Marte e le Donne  da Venere “, ma “Trattali male” con tanto di asparago morso da due labbra rosso fuoco, no! E’ troppo! Ma ci avete fatto caso che nelle librerie da un po’ di anni hanno aggiunto un reparto in più? Una sezione interamente dedicata alla deprimente psicanalisi delle incomprensibili incomprensioni tra il gentil sesso e il mondo maschile.  E pensare che venti anni fa la trasgressione a tinte rosa era rappresentata dagli Harmony e dai romanzi pseudo-erotici. Adesso invece sembra che  bestsellers come “Falli soffrire, gli uomini preferiscono le stronze” possano dare una svolta illuminata alla relazione di coppia e salvarti da cocenti delusioni d’amore.

Sarà, ma io al manuale preferisco affidare la mia sopravvivenza emotiva a quella buon anima della mia amica che, al mio cinquantesimo tentativo di rigirare la frittata per vedere la faccenda da un angolo diverso, nella speranza che il mio prisma sentimentale non abbia facce e spigoli infiniti, ha ancora la capacità di dirmi qualche nuova sacrosanta verità e farmi star meglio. Chissà, se avessimo messo per iscritto gli svisceramenti e i contorcimenti emotivi di questi anni saremmo finite anche noi sullo scaffale “letture per donne in cerca di risposte” e saremmo diventate ricche!

Comunque il problema rimane, sembra che l’universo Lui-Lei non parlino la stessa lingua. Ma Athena non era nata dalla testa di Zeus? I neuroni non erano gli stessi? A quanto pare no! E’ quello che mi ha confermato anche il mio amico quarantenne-sposato-divorziato-padre di due figli-eterno Peter Pan. Anche lui sostiene che l’uomo sia concettualmente più semplice della donna, nel senso che i suoi collegamenti sinottici sono più elementari. L’uomo si ferma prima. Se un argomento fosse rappresentato da un grafo ad albero, diciamo che l’uomo si fermerebbe al secondo anello la donna sfreccerebbe verso il  ventesimo.

Volete una dimostrazione pratica? Leggete questa storia!

Pietro si sente attratto da Giulia. Le propone di andare al cinema; lei accetta. Si divertono. Sere dopo lui la invita a cena e di nuovo stanno bene insieme. Nel giro di poche settimane, nessuno di loro due vede più gli altri. Una sera in auto, rincasando, Giulia, senza pensarci, dice: “Hai pensato che oggi sono sei mesi che ci vediamo?” Si fa silenzio in auto. A Giulia quel silenzio sembra pieno di significati. Pensa: “Forse gli avrà dato fastidio che abbia detto questo, forse crede che voglia forzarlo a prendere un impegno che lui non desidera o del quale non è sicuro”. Ma Pietro sta pensando: “Ma guarda, sei mesi…” E Giulia pensa: ” Ma neanche io sono sicura di volere questo rapporto. A volte mi piacerebbe avere un po’ più di libertà, per avere tempo di pensare a ciò che voglio veramente…Continueremo a vederci a questo livello di intimità? Sono pronta per quest’impegno? Conosco davvero quest’uomo?” E Pietro pensa: “Quindi questo significa che era…vediamo…febbraio quando iniziammo; Giusto dopo aver lasciato l’auto dal meccanico, cioè..vediamo il contachilometri…accidenti, devo cambiare l’olio”. E Giulia pensa: ” E’ sconvolto. Glielo leggo in faccia. O forse sto interpretando male. Forse vorrebbe di più dal nostro rapporto, più intimità, forse lui ha sentito prima di me che ho delle riserve. Sì, è questo. Ha paura di sentirsi rifiutato”. E Pietro pensa: “Devo dire loro di guardarmi anche il carburatore. Questa cosa cammina come un camion dell’immondizia.” E Giulia pensa: ” E’ arrabbiato. Anch’io lo sarei. Mi sento così colpevole, facendogli passare questo, ma non posso evitare di sentirmi come mi sento. E non mi sento sicura”. E Pietro pensa: “Mi diranno che non è in garanzia”. E Giulia pensa: ” Forse sono troppo idealista. Aspetto che arrivi il principe azzurro sul suo cavallo bianco quando ho al mio fianco una persona comune, buona, con la quale mi piace stare, che è importante per me alla quale io importo. Una persona che soffre per le mie egocentriche fantasie da adolescente romantica”. E Pietro pensa: “Vogliono una garanzia? Gliela do io la garanzia…” “Pietro!” dice Giulia ad  alta voce. “Cosa?” dice Pietro sorpreso. “Per favore non ti torturare così” dice lei con gli occhi velati di lacrime: “forse non avrei dovuto dirti…o Dio, mi sento così..” e si interrompe singhiozzando. “Cosa c’è?” dice Pietro. “Sono così stupida” singhiozza Giulia “voglio dire, io so che non esiste quel principe. Non esiste nè cavaliere nè cavallo..” ” Non c’è il cavallo?” Dice Pietro stupito. “Pensi che sia stupida vero? dice Giulia. “Ma no” dice Pietro contento di avere una risposta certa” “E’ solo che…ho bisogno di un pò di tempo” dice Giulia. C’è una pausa di 15 secondi, durante la quale Pietro, pensando più velocemente che può, cerca una risposta. Finalmente gliene viene in mente una “Certo, ti capisco” dice. Giulia, emozionata, prende la sua mano: “Oh, Pietro, davvero pensi questo?” ” Ah, sì” dice Pietro “sicuramente..”. Giulia si volta per guardarlo e fissa i suoi occhi, rendendolo alquanto nervoso per quello che lei gli potrà dire, soprattutto se ha a che vedere con un cavallo. Alla fine Giulia dice “Grazie, Pietro”. Lui l’accompagna a casa e lei va a letto. Essendo un’anima che si tortura, piange fino all’alba. Intanto Pietro torna a casa, apre un sacchetto di patatine, accende la tv e s’immerge nella replica di una partita di calcio. Una debole voce in un angolo recondito della sua mente gli dice che qualcosa d’importante è successa nell’auto, ma è sicuro che non c’è modo di capirlo: meglio non pensarci. Il giorno dopo Giulia chiama una sua amica, con la quale parlerà della cosa per sei ore di seguito. In forma dolorosamente dettagliata, analizzeranno tutto ciò che lei ha detto e tutto ciò che lui ha detto, ritornando su ogni punto più volte, esaminando ogni parola, considerando ogni possibile ramificazione. Continueranno a discutere per settimane, senza arrivare a conclusioni e senza mai annoiarsi. Intanto Pietro un giorno, guardando una partita di calcio con un amico, distrattamente dirà “Matteo, sai se Giulia ha un cavallo?.

Alzi la mano chi non è stato Giulia o Pietro almeno una volta nella vita!

Giada B.

Un balsamo per l’anima quando hai il mondo contro

Ci sono momenti in cui la vita prende una piega che non avevamo previsto, eventi che deviano il corso naturale delle cose, turbolenze che ci allontanano dalle sicurezze cui eravamo ancorati. Le leggi delle statistica, se valgono per l’economia, poco hanno a che fare con l’esistenza umana, in cui il principio della probabilità segue delle logiche imprevedibili. E allora ti ritrovi a parlare di destino, di colpe e di cose che non dovevano andare così, di vittime e carnefici e di un mondo che è contro di te.

Ogni volta che la vita mi ha costretto fortunatamente a crescere, superando problemi ed ostacoli, i libri e la musica si sono rivelati un balsamo per l’anima. E’ come se cercassi risposte e soluzioni in frasi e citazioni. E’ il potere della parola. Parole semplici, ma che, accostate le une alle altre, diventano la formula magica in grado di farti uscire dall’impasse del momento. E’ come se quella frase lì, in quel momento, stesse parlando proprio a te, proprio di te. Molti dicono che è merito della compartecipazione, il prendere coscienza che quello che stai attraversando tu l’hanno già vissuto altre mille persone, a farti stare meglio. Forse. Io credo invece che il senso di sollievo sia più da attribuire al processo di metabolizzazione degli eventi, reso possibile da quelle frasi e strofe che ci permettono di guardare in profondità e andare oltre. Magari il libro o la canzone non risolveranno il nostro problema, ma leniscono il senso di disorientamento e sono un toccasana per il cuore.

Anni fa, in un momento di sconforto in cui la mia vita professionale ha preso la prima piega inaspettata, e in cui, come succede quasi sempre, una piccola parte impatta su tutto il resto, facendoti pensare di essere un  totale fallimento in tutti gli ambiti, mi è capitato fra le mani questo semplice ma sapiente inno alla vita. E’ il monologo finale che Danny DeVito recita nel film “The Big Kahuna”, testo riadattato poi in italiano da Linus. Sono concetti semplici che messi insieme hanno avuto lo stesso effetto di un boomerang e mi hanno reso consapevole in una sorta di epifania delle cose.

Prima di lasciarvi all’ascolto e alla lettura del testo, vorrei solo farvi riflettere su due frasi del monologo che reputo profondamente vere:

I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.

Per quanto possiamo preparaci, non saremo mai pronti all’imprevidibilità della vita, né agli scherzi del destino.

Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.

E’ vero, non abbiamo la sfera di cristallo e la certezza del risultato. Ma nemmeno gli altri ce l’hanno.

Goditi potere e bellezza della tua gioventù. Non ci pensare.
Il potere di bellezza e gioventù lo capirai solo una volta appassite.
Ma credimi tra vent’anni guarderai quelle tue vecchie foto.
E in un modo che non puoi immaginare adesso.

Quante possibilità avevi di fronte
e che aspetto magnifico avevi!
Non eri per niente grasso come ti sembrava.

Non preoccuparti del futuro.
Oppure preoccupati ma sapendo che questo ti aiuta quanto masticare un chewing-gum per risolvere un’equazione algebrica.

I veri problemi della vita saranno sicuramente cose che non ti erano mai passate per la mente, di quelle che ti pigliano di sorpresa alle quattro di un pigro martedì pomeriggio.

Fa’ una cosa ogni giorno che sei spaventato: canta!

Non essere crudele col cuore degli altri.
Non tollerare la gente che è crudele col tuo.

Lavati i denti.

Non perdere tempo con l’invidia: a volte sei in testa, a volte resti indietro.
La corsa è lunga e, alla fine, è solo con te stesso.

Ricorda i complimenti che ricevi, scordati gli insulti.
Se ci riesci veramente, dimmi come si fa…

Conserva tutte le vecchie lettere d’amore,
butta i vecchi estratti-conto.

Rilassati!

Non sentirti in colpa se non sai cosa vuoi fare della tua vita.
Le persone più interessanti che conosco a ventidue anni non sapevano che fare della loro vita.
I quarantenni più interessanti che conosco ancora non lo sanno.

Prendi molto calcio.

Sii gentile con le tue ginocchia,
quando saranno partite ti mancheranno.

Forse ti sposerai o forse no.
Forse avrai figli o forse no.
Forse divorzierai a quarant’anni.
Forse ballerai con lei al settantacinquesimo anniversario di matrimonio.
Comunque vada, non congratularti troppo con te stesso,
ma non rimproverarti neanche: le tue scelte sono scommesse,
come quelle di chiunque altro.

Goditi il tuo corpo,
usalo in tutti i modi che puoi,
senza paura e senza temere quel che pensa la gente.
E’ il più grande strumento che potrai mai avere.

Balla!
Anche se il solo posto che hai per farlo è il tuo soggiorno.

Leggi le istruzioni, anche se poi non le seguirai.
Non leggere le riviste di bellezza:
ti faranno solo sentire orrendo.

Cerca di conoscere i tuoi genitori,
non puoi sapere quando se ne andranno per sempre.
Tratta bene i tuoi fratelli,
sono il miglior legame con il passato
e quelli che più probabilmente avranno cura di te in futuro.

Renditi conto che gli amici vanno e vengono,
ma alcuni, i più preziosi, rimarranno.
Datti da fare per colmare le distanze geografiche e gli stili di vita,
perché più diventi vecchio, più hai bisogno delle persone che conoscevi da giovane.

Vivi a New York per un po’, ma lasciala prima che ti indurisca.
Vivi anche in California per un po’, ma lasciala prima che ti rammollisca.

Non fare pasticci con i capelli: se no, quando avrai quarant’anni, sembreranno di un ottantacinquenne.

Sii cauto nell’accettare consigli,
ma sii paziente con chi li dispensa.
I consigli sono una forma di nostalgia.
Dispensarli è un modo di ripescare il passato dal dimenticatoio,
ripulirlo, passare la vernice sulle parti più brutte
e riciclarlo per più di quel che valga.

Ma accetta il consiglio… per questa volta.”

Giada B.

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