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6 buoni motivi per iscriverti al corso di Digital Recruiting

Probabilmente sei un professionista HR interessato al tema della digitalizzazione applicata alla selezione del personale, oppure sei un neolaureato attratto dal mondo della selezione del personale, in cerca di un corso pratico per apprendere l’ABC del mestiere di recruiter.

Se ti riconosci in uno dei due profili, il corso di digital recruiting è quello che fa per te! Perchè iscriverti? Tutte le risposte nel video!

Corso Digital Recruiting

Ecco 6 buoni motivi per partecipare al corso di digital recruiting!

  • Sarà un corso pratico ed esperienziale: poca teoria e molta pratica!
  • Sarà un corso ricco di esercitazioni e simulazioni sul digital recruiting, da fare insieme ognuno con il proprio pc portatile.
  • Esporeremo insieme tutti i canali per fare talent acquisition, quelli del Recruiting 2.0, del Social Recruiting e del Digital Recruiting.
  • Focus su Linkedin e Instagram, quali strumenti di social recruiting ed employer branding.
  • Nessun aspetto sarà dato per scontato: vedremo insieme tutte le fasi classiche del processo di selezione del personale, ma ogni fase sarà affrontata in chiave digital.
  • Ti darò degli strumenti operativi che potrai utilizzare fin dal giorno successivo nel tuo lavoro.

Iscrizioni aperte fino al 21 Giugno! Sei interessato? 👉 Scopri tutti i dettagli!

Be digital! 😉

Giada

corso digital recruiting

Corso Digital Recruiting: diventare un recruiter nell’era digitale – 2019 Milano

Il corso di formazione in Digital Recruiting, dal taglio fortemente pratico, ti permetterà di imparare a gestire il processo di ricerca e selezione del personale attraverso gli strumenti di social & digital recruiting.
Una full immersion di una giornata nel mondo del recruiting, con esercitazioni pratiche e simulazioni, per comprendere come strutturare il processo di selezione, scoprire chi sono gli attori coinvolti, quali sono i molteplici canali a disposizione, come utilizzare gli strumenti che la tecnologia ci offre, quali sono le tecniche e metodologie più utilizzate per selezionare risorse.

 

 

PROGRAMMA DEL CORSO DI DIGITAL RECRUITING

  • Perchè parliamo di E-recruitment: Dal Recruiting 2.0 al Digital Recruiting
  • Quali sono oggi le competenze del recruiter
  • Millenials e Generazione Z – come entrare in contatto conversazionale con i candidati
  • Le fasi del processo
  • I canali di reclutamento: Recruiting 2.0, Social  Recruiting e Digital Recruiting
  • Come costruire una strategia di social recruiting su Instagram: dal calendario editoriale alla pianificazione dei post
  • Linkedin e il personal branding
  • Come utilizzare Linkedin per fare scouting, attraction & talent acquisition
  • Come costruire un annuncio di lavoro SEO-oriented
  • Screening dei curricula
  • Il colloquio di selezione: dalle competenze alle domande
Location
Milano – zona Lima (vicino MM linea rossa)
Durata
1 giornata – 8 ore – dalle ore 9 alle ore 18
Data
Autunno 2019 – in fase di definizione
A chi è rivolto
Il corso di Digital Recruiting è rivolto sia a coloro che, occupandosi già di selezione del personale, vogliono approfondire il tema del social & digital recruiting, sia a coloro che aspirano a diventare recruiter, con un focus su tecniche e strumenti della selezione del personale durante l’era digitale.
Docente
Giada Baglietto
Costo
La quota di partecipazione è di 270 euro a persona.
La quota dovrà essere versata prima dell’inizio del corso. La fattura verrà emessa a corso concluso.
L’iscrizione comprende il kit di benvenuto (biscotti, bevande calde, acqua, fogli per scrivere).
A fine corso sarà rilasciato un attestato di partecipazione.
Edizioni passate
Giovedì 16 Maggio – Milano
Giovedì 27 Giugno – Milano

La prossima edizione del corso in Social & Digital Recruiting si terrà in autunno. Se sei interessato, compila senza impegno il form qui di seguito, sarà mia premura farti sapere la prossima data del corso e darti tutte le info di cui hai bisogno!

 

corso digital recruiting

Corso di formazione sul Digital Recruiting: diventare un recruiter nell’era digitale – Milano

Cos’è il digital recruiting? Come si fa a fare selezione del personale utilizzando gli strumenti che la nuova tecnologia ci mette a disposizione? Quali sono le tecniche e la metodologia che un recruiter deve conoscere e applicare?

Negli ultimi mesi mi sono arrivate diverse richieste di consulenza su questi temi e ho deciso di rispondere organizzando un corso di formazione ad hoc! 😉

Tutti coloro che sono interessati ad approfondire l’argomento del digital & social recruiting e/o aspirano a intraprendere la professione di recruiter possono partecipare al corso di formazione super intenso (8 ore belle piene!) che organizzo a Milano.

Il corso ha un taglio pratico: ad ogni partecipante verrà chiesto di portare un pc portatile, per effettuare in prima persona simulazioni di ricerca diretta, creazione di un annuncio di lavoro, costruzione di una strategia di employer branding e tanto altro. Concetti chiave con applicazione immediata 😉

Per info, date e costi visita la pagina Corso Digital Recruiting

Affrettatevi….i posti per ogni data sono solo 10!!! 😉

Giada

recruiter-freelance

Come diventare un recruiter freelance? Ecco tutti i miei consigli per iniziare questa professione!

Come si fa a diventare un recruiter freelance? Tra i diversi messaggi di apprezzamento al sito e alla mia attività ricevuti di recente c’è quello di Stefano, appassionato di temi legati alla selezione del personale, che mi chiede come fare ad aspirare ad una posizione di HR freelance come la mia.

Il mondo delle risorse umane riscuote sempre molto fascino e una carriera da libero professionista attira spesso per la sua dimensione di libertà ed autonomia. Ma è così facile diventarlo?

Io, ad esempio, questo binomio non l’ho cercato, almeno non all’inizio del mio percorso professionale. E probabilmente, se mi avessero proposto un lavoro a partita iva dopo la laurea, non lo avrei accettato. Sia per il retaggio culturale, ancora molto presente, che associa la partiva iva all’idea di precarietà e il contratto a tempo indeterminato alla vita felice e perfetta, sia perché non sarei stata capace all’inizio di fare tutto quello che poi è avvenuto.

COSA SERVE PER INIZIARE

Diciamo che questo lavoro necessità di maturità: maturità di competenze, maturità di relazioni professionali, maturità nell’organizzazione del lavoro, maturità psicologica.

MATURITÀ’ DI COMPETENZE – Nel binomio, non esiste freelance senza HR o freelance senza recruiter; voglio dire che “freelance” è solo una modalità per svolgere il proprio lavoro e che servono necessariamente contenuti ed esperienza per farlo. Quindi una buona base di partenza su come si fa concretamente selezione/formazione/gestione del personale è fondamentale per iniziare.

MATURITÀ’ DI RELAZIONI PROFESSIONALI – Chi fa recruiting da libero professionista costruisce il proprio lavoro sul concetto di credibilità. L’azienda o un privato si rivolgono a te perché sei tu, perché lavori bene, perché di te si parla bene, perché puoi dimostrare che lavori bene. Dietro di te non c’è un brand o un’azienda che ti tutela in caso di problemi o della cui notorietà godere per cercare nuovi clienti. Ecco perché è molto importante avere un network di contatti almeno all’inizio per partire e farsi conoscere. Il passaparola e il network sono alla base di questo lavoro.

MATURITÀ’ NELL’ORGANIZZAZIONE DEL LAVORO – Clienti diversi, scadenze che si sovrappongono, priorità che si accavallano, richieste improvvise, picchi di lavoro richiedono tantissima capacità di gestire al meglio le attività e le proprie giornate. Sei da solo e in questo caso non puoi contare su colleghi o team. La nuova tecnologia sicuramente aiuta, ma è indispensabile avere già un po’ di dimestichezza nell’organizzazione del proprio lavoro. A tutto questo poi si aggiunge la parte “amministrativa” del tuo essere libero professionista: fatture, pagamenti, nota spese richiedono tanta pazienza, tempo, precisione e metodo.

MATURITÀ’ PSICOLOGICA – Non è per tutti il lavoro autonomo, poiché richiede una buona tenuta emotiva. Le previsioni che puoi fare sulla tua situazione economica sono sul breve e medio periodo. Solitamente il lavoro è ciclico e ci sono periodi di forte concentrazione delle attività e periodi di maggiore tranquillità. E’ un lavoro che si basa sul presente, non sul futuro. Lo si può vedere come bicchiere mezzo vuoto ed allarmarsi, vivendo nell’angoscia, oppure come motivo di sprono e di divertimento per mettersi alla prova in nuove attività.


Cosa mi piace di questo modo di lavorare? Non metto al primo posto né la libertà di tempi e spazi, né un maggiore equilibrio fra vita privata e vita professionale.

Quanto il lusso di poter vivere il lavoro come momento di creatività e sviluppo di saperi pratici sempre nuovi.

Da dipendente ti specializzi nel tuo e sei talmente immerso nei ritmi e nelle logiche dell’azienda, che non hai tempo ed energia per alzare la testa e vedere tutte le novità e gli aggiornamenti del tuo mestiere.

Il bello del freelance è quello di poter anche essere un precursore dei tempi.

10 + 1 CONSIGLI PER DIVENTARE UN RECRUITER FREELANCE

Ecco quindi i miei consigli per iniziare un lavoro come recruiter freelance:

  1. Fai esperienza un po’ di anni in società di selezione o in azienda per imparare cosa vuol dire fare sul campo selezione del personale; ricorda che tutte le persone che incontrerai durante il tuo percorso da dipendente potranno ritornarti utili nel tuo percorso da autonomo; conserva gli appunti, potranno servirti in futuro;
  2. Prima di aprire la partita iva, metti da parte qualche soldino per iniziare con serenità; i primi tempi sono lenti e non è detto che si riesca ad ingranare dal primo mese;
  3. Fatti una chiacchierata con un commercialista, poi falla con una persona che lavora già con partita iva: la seconda potrà aiutarti a comprendere in maniera più semplice i tecnicismi del primo 😉
  4. Investi in tecnologia, acquistando un buon portatile, leggero e veloce da portare in giro con te, smartphone, scanner, stampante e dedica uno spazio della tua casa a ufficio, con scrivania, monitor e faldoni, dove archiviare il tuo materiale da lavoro e tutti i documenti amministrativi;
  5. Crea un sito e una vetrina social per iniziare a fare personal branding, aggiorna il tuo profilo linkedin;
  6. Continua ad essere curioso, naviga online su siti di recruiting specializzati, frequenta spazi di coworking, partecipa ad eventi ed iniziative HR;
  7. Rifiuta collaborazioni, se sai già in partenza che non riusciresti a gestirle per mancanza di competenze, tempo o fattibilità, il tuo valore più grande è la credibilità;
  8. Accetta invece tutte quelle collaborazioni in cui ti si richiede di metterti in gioco, di sperimentarti e cimentarti con nuove modalità. Preparazione e un pizzico di incoscienza ti fanno raggiungere traguardi nuovi;
  9. Sii lungimirante: durante i primi anni in cui lavori con regime agevolato è facile che il il tuo conto possa lievitare in fretta. Creati già un prospetto di quello che dovrai pagare di tasse e contributi in acconto e saldo dell’anno successivo, ti aiuterà a far quadrare i conti.
  10. Diversifica i tuoi clienti: meglio tante piccole collaborazioni con clienti diversi che un unico progetto con un solo cliente;
  11. Vivi il tuo lavoro con professionalità e passione.

A presto!

Giada

Recruiting & Formazione

Posso aiutarti a migliorare l’attivita’ di talent acquisition con ricerche di personale, mirate o su grandi numeri, e attraverso corsi di formazione sugli ultimi trend del digital recruiting.

 

Dai un’occhiata alle soluzioni che propongo alle aziende!

Selezione del personale

fiorentemente

Pubblicazione annuncio
Screening
Colloqui one to one
Social & Digital Recruiting
Linkedin scouting
Employer Branding

Recruiting Plus

fiorentemente

Assessment Center
Recruiting Day

Formazione

fiorentemente

Corso sul Digital Recruiting
Corso sulla Valutazione interna del personale
Corso sulle Strategie di ricerca attiva lavoro

Se sei interessato e vuoi avere maggiori informazioni sulle modalità e i costi dei servizi, contattami! 

 

Compila il form
  
  
  
  
  

 

 

Executive Master in People Management

Quest’anno avrò l’onore di essere docente di uno dei moduli del Master in People Management dell’Academy manageriale Infor Elea. Il percorso ha l’obiettivo di fornire un quadro completo sulla gestione del personale, dagli aspetti normativi-amministrativi a quelli più soft, legati ai temi della selezione, formazione e coaching.

Attraverso il modulo di E-recruitment, avrò il privilegio di portare in aula la mia esperienza a tutto tondo di Recruiter d’azienda e di Consulente HR e di parlare di Selezione del Personale, passando in rassegna strumenti e metodi del Recruiting 2.0 fino ad arrivare al Digital Recruiting, come nuovo trend per gestire le attività di attraction e scouting dei talenti.

Se vuoi diventare un Recruiting Specialist o aggiornarti sui nuovi trend della selezione del personale, partecipa alla giornata di workshop!

E’ possibile anche iscriversi al singolo modulo di E-recruitment.

Le iscrizioni sono ancora aperte!

Vi aspetto l’8 Giugno! 😉

Giada B.

 

valori competenze lavoro

The Candidate by Heineken – Valori aziendali e competenze trasversali

THE CANDIDATE BY HEINEKEN

Nei seminari e workshop che tengo nelle Università e nelle società di formazione con cui mi capita di collaborare, cerco sempre di far vedere il video “The Candidate” e il risultato è sempre lo stesso: facce sorridenti e profonde riflessioni. Si tratta di un video della società Heineken, impegnata nella ricerca e selezione di un profilo di stagista, per la divisione marketing ed organizzazione eventi. Ma è una selezione diversa dalle altre, perché i colloqui sono filmati,  i candidati vengono messi alla prova attraverso dei test e situazioni-limite, i dipendenti dell’azienda sono chiamati a votare il candidato migliore.

Perché faccio vedere questo video? Perché al di là dell’aspetto giocoso e del ritmo incalzante (chissà perché quando inizia l’inno allo Juventus Stadium vedo i maschietti uscire dal precedente torpore soporifero 😉 ), il video racchiude e racconta due aspetti importanti dell’attuale mondo del lavoro e del processo di selezione.

Il primo è rappresentato dall’identità e cultura dell’azienda, il secondo dalle cosiddette soft skills o competenze trasversali.

I VALORI AZIENDALI

La maggior parte delle aziende oggi guarda con attenzione non solo alle competenze tecniche, ma anche all’attitudine e personalità del candidato. Si dice infatti che una competenza tecnica può essere appresa attraverso un corso di formazione, mentre qualità e valori sono più difficili da assimilare e far propri. Quindi, posso essere un candidato bravissimo, il più tecnicamente bravo, ma non basta.

Se non sono allineato e se la mia personalità e il mio modo di essere non rispecchiano i valori, la cultura e la filosofia dell’azienda per la quale mi sto candidando, potrei anche essere escluso dal processo di selezione.

Prendiamo ad esempio questo video, che tipo di immagine dà di sé la Heineken?

Sicuramente quella di un’azienda giovane, con un approccio al lavoro non convenzionale, che crede fortemente nello spirito di squadra e che cerca persone piene di entusiasmo, proattive ed intraprendenti. Il candidato che infatti verrà scelto dice “people can be infected by my entusiasm”, dice che lui è bravo a “contagiare” le persone con il suo entusiasmo. Non lo dice solo, lo dimostra, dando prova di avere una grande dose di energia ed entusiasmo.

E’ il candidato, fra tutti quelli intervistati, che più si avvicina alla filosofia e ai valori aziendali di Heineken.

Come facciamo però a capire qual è la cultura di un’azienda ancor prima di entraci? Sicuramente i social network possono darci una mano in tal senso. Vediamo che tipo di linguaggio, contenuti, immagini veicola l’azienda sulla propria pagina Fb, Twitter o Linkedin e capiamo, su un canale non istituzionale, come si vuole presentare al mondo esterno. Ma anche il sito istituzionale, il passaparola e qualche amico che ha lavorato lì possono darci informazioni utili.

L’importante al colloquio è non snaturarsi ma, se l’azienda è realmente allineata al nostro modo d’essere, valorizzare gli aspetti della nostra personalità più vicini ad essa.

LE COMPETENZE TRASVERSALI

La seconda riflessione riguarda le soft skill o competenze trasversali, cioè tutte quelle competenze non tecniche, né legate al tecnicismo di una specifica professione, ma per l’appunto trasversali e potenzialmente applicabili a ruoli differenti.

Sono competenze trasversali il problem solving, la flessibilità, l’essere mutitasking, il lavoro in team, l’orientamento all’obiettivo, la leadership ecc…E soprattutto, per chi si affaccia al mondo del lavoro (e per tutti i ragazzi che ho incontrato e che incontrerò che si lamentano di non avere esperienze professionali pregresse 🙂 ) le competenze trasversali sono un ottimo bagaglio cui attingere per iniziare. 

Nei miei incontri propongo sempre un esempio molto semplice: sono una giovane diplomata/laureata e voglio iniziare una carriera in ambito commerciale, ma non ho esperienze in tal senso. Ho però lavorato nei ritagli di tempo come cameriera in un pub. Ma cosa vuol dire fare la cameriera oltre che servire ai tavoli? Quanto orientamento al cliente, problem solving e multitasking c’è quando il pub è pieno, c’è un cliente critico da servire e il cuoco è malato? So relazionarmi con persone diverse, imparo a gestire lo stress e so organizzare il lavoro. E sono tutte competenze che potrebbero essere richieste anche in un ruolo commerciale.

Tornando al video, i candidati sono tutti giovani, forse alla loro prima esperienza, e nel colloquio non sono tanto “stressati” sulle competenze tecniche, quanto sulle soft skills.

Quindi la cosa importante è mettere mano innanzitutto al nostro curriculum, per evidenziare le competenze trasversali in cui eccelliamo. Poi guidare il selezionatore durante il colloquio sui punti più “soft” del nostro profilo, magari non visibili ad una prima lettura, ma altrettanto importanti 😉

Se vuoi scoprire di più sul colloquio di lavoro leggi l’articolo “Quello che dici, come lo dici, come ti presenti: quello che gli intervistatori valutano nel colloquio di lavoro”

Giada B.

Fiorentemente

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Critiche, segreti, e cliché da sfatare. Riflessioni sulla professione di Recruiter

Come mai il ruolo di Recruiter riceve spesso critiche ed è messo così sotto accusa?

Il commento di una lettrice del blog all’articolo Quello che dici, come lo dici, come ti presenti: quello che gli intervistatori valutano nel colloquio di lavoro mi ha innescato una serie di riflessioni. Se non lo avete già fatto vi invito a leggerlo.

RIFLESSIONI SULLA PROFESSIONE DEL RECRUITER

Partiamo dal presupposto che la mia esperienza mi ha insegnato che in azienda ci sono tantissime persone poco competenti ma che si sanno vendere, molte persone di grande competenza che non si sanno vendere, poche persone di grande competenza che si vendono bene. E questo vale (purtroppo) anche per chi lavora nella selezione del personale.

Quello del recruiter è un ruolo molto insidioso, perché si ha che fare con la vita professionale delle persone e, se non ci si responsabilizza e non si ha la giusta intelligenza emotiva, si rischia di fare dei grossi danni. Diffidate da chi pensa che l’etica nel lavoro non esista e che tutto risponde a un ideale più alto chiamato business.

Esiste l’etica, la morale e il rispetto. Questo non vuol dire essere buoni o deboli. Spesso non c’e altra soluzione che il licenziamento. Si sa che per diverse ragioni è la strada giusta o l’unica percorribile. Ma lo si deve fare quando non ci sono altre soluzioni e lo si può fare anche continuando a trattare l’altro con rispetto.

Purtroppo non è sempre così, purtroppo molti professionisti delle risorse umane sono rapiti da una sorta di delirio di onnipotenza che li porta ad esercitare forme e modalità poco rigorose.

CLICHE’ DA SFATARE E SEGRETI DA CONOSCERE

Ora, dopo una critica alla mia categoria, vorrei anche smontare alcuni cliché ricorrenti che ingiustamente offuscano questa bellissima professione. Le accuse che spesso arrivano dai candidati sono queste:

1) “Ho inviato decine di curricula senza ricevere risposta!”

Sapete quanti curricula arrivavano per le posizioni pubblicate da l’Oreal quando lavoravo nella consulenza? Più di 5.000 per annuncio! E’ improbabile che un consulente riesca a visionare tutto questo materiale. E quindi forse, se non ricevete risposta, non è perché il vostro profilo non risponde ai requisiti, ma perché forse non è stato mai letto.

Vi svelo un segreto: affannarsi a rispondere per primi ad un annuncio può essere controproducente, perché i software utilizzati dai Recruiter per la scrematura dei curricula mostrano in prima pagina gli ultimi curricula arrivati. Immaginate di avere un contenitore che si riempie: i sassolini alla base saranno i primi che si depositeranno e gli ultimi ad essere pescati!

E purtroppo qui si tratta di fortuna, non ci sono molte strategie che si possono applicare. L’unica cosa che il recruiter potrebbe fare è associare un questionario di screening all’annuncio per ridurre il numero di profili idonei, ma non sempre è presente, purtroppo.

2) “Pensavo di essere perfetto per quel profilo, ma mi hanno scartato”

Non tutti i requisiti sono esplicitati nell’annuncio. Alcuni per questioni discriminatorie, altri per ragioni strategiche. E’ inutile nasconderlo, l’età o il genere sono dei deterrenti, non lo si dice, ma alcune ricerche sono aperte a profili junior e altre a senior, per alcune sono preferite le donne per altre gli uomini.

Oppure l’azienda per la quale si lavora o si è lavorato in passato non è considerata una realtà “che fa scuola” e quindi si è scartati. O ancora, sono presi in considerazione solo neolaureati che hanno ottenuto un voto di laurea superiore ad un dato punteggio.

3) “Ho sostenuto un primo colloquio e poi mi è stato detto che cercano un profilo più senior Ma non lo sapevano anche quando mi hanno contattato?”

Il recruiter non ha a che fare solo con il cliente esterno, il candidato, ma anche con il cliente interno, il management. Non potete immaginare quante volte in corso d’opera sono rivisti i requisiti del ruolo. Perché magari nel frattempo qualche collega è stato spostato di funzione, perché qualcuno è andato via, per una nuova visione strategica, perché è mutato il budget o semplicemente perché il manager ha cambiato idea.

Purtroppo in azienda ci si chiarisce le idee strada facendo. Vi state domandando se questo non sia controproducente. Certo che lo è, si sprecano energie, tempo e denaro, si rallentano i processi, restano scoperte posizioni per mesi, si creano false aspettative nei candidati. Risorse umane e business dovrebbero lavorare in modo più sinergico per limitare questi inconvenienti.

4) “Ho sostenuto un colloquio, ma poi non mi hanno fatto sapere nulla”

Credetemi, un bravo recruiter sa perfettamente quanto sia importante restituire un feedback, positivo o negativo che sia. Spesso però, quando le ricerche sono tante, si protraggono per mesi e si incontrano tanti candidati, è difficile mantenere fede alla promessa. In questi casi inviate voi una mail al recruiter chiedendo se ci sono novità, sono sicura che vi risponderà.

Pensate ancora che i recruiter siano dei “cecchini pronti a sparare”? 🙂

Fatemi sapere quali sono state le vostre esperienze e qual è la vostra percezione di questa professione!

Giada B.

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