Adottare una strategia SEO e scegliere le parole chiave per la scrittura di annunci di lavoro è fondamentale se si vuole migliorare il posizionamento delle opportunità professionali sul web e ottenere una redemption più alta in termini di candidature. Il recruiter che deve scrivere un annuncio di lavoro non può oggi esimersi dal conoscere le logiche SEO, per migliorare la visibilità delle opportunità lavorative da pubblicare online.
La SEO, acronimo di Search Engine Optimization, racchiude tutte quelle attività che ci permettono di migliorare il posizionamento di un contenuto online sui motori di ricerca: così come gli esperti del marketing sfruttano le potenzialità SEO per migliorare l’indicizzazione dei contenuti che gestiscono, così anche chi si occupa di recruiting nell’era digitale deve conoscere e sfruttare le leve SEO per aumentare la visibilità degli annunci di lavoro.
Ti sei mai chiesto se il modo in cui scrivi gli annunci di lavoro sia quello più efficace? Fai un rapido test e rispondi a queste domande: nella stesura dell’annuncio hai prestato attenzione agli headings, alle parole chiave e alla meta-description? I contenuti che hai prodotto sono unici, originali e ben articolati? Hai condiviso l’annuncio di lavoro per aumentarne la popolarità?
Da dove iniziare per costruire un annuncio di lavoro SEO-oriented?
Attraverso un algoritmo Google scandaglia ogni singola pagina del web, per restituire all’utente, che sta effettuando una ricerca, i risultati pertinenti. Ciò avviene anche per gli annunci di lavoro. Ma su quali basi Google effettua il match tra contenuto e utente? Sicuramente un ruolo strategico giocano le keywords, ossia le parole chiave. Utilizzare e inserire nei punti opportuni le keywords permetterà all’utente di trovare più facilmente il nostro annuncio di lavoro. Ecco dove andrebbero posizionate le parole chiave per ottimizzare la nostra offerta:


In questo caso, se vuoi vedere in anteprima come appariranno su Google i meta tag, puoi utilizzare un ottimizzatore gratuito di meta tag per la SEO.
Altra regola fondamentale: non è solo importante dove inseriamo le parole chiave, ma anche quanto spesso le utilizziamo all’interno del singolo documento.
Un buon annuncio di lavoro dovrebbe contenere almeno 400 parole, il cui 2-3% rappresentato dalle nostre parole chiave.
Scopri tutti i tool gratuiti che puoi utilizzare, non solo per calcolare la densità della parola chiave, leggendo l’articolo “Come scrivere un buon annuncio di lavoro online in chiave digital”.
Un altro escamotage per rendere l’annuncio ancora più leggibile e facilmente scansionabile da Google è quello di evidenziare le keywords in grassetto.
Le cose da ricordare sono tante? Ecco una piccola guida per iniziare con il piede giusto!
Se vuoi scoprire altro su SEO & annunci di lavoro, leggi l’articolo “Annunci di lavoro SEO-friendly: come migliorare il posizionamento degli annunci di lavoro sul web”.
Buona lettura! 😉
Giada
Se mi chiedessero dove trascorro più tempo al giorno risponderei senza dubbio…Linkedin! Così come non riesco ad immaginare come qualche anno fa si potesse guidare senza navigatore, così mi sembra impossibile che 7-8 anni fa si potesse fare recruiting senza il supporto di Linkedin. Insostituibile per le attività di scouting ed head hunting, fondamentale per la pubblicazione di annunci di lavoro in altre country, utilissimo per ricevere candidature, non solo più per profili alti ma anche neo.
Linkedin ha profondamente cambiato il modo di fare selezione e di essere selezionato, introducendo i concetti di network professionale, personal branding e profilo professionale pubblico. Una bella stoccata alle job board storiche che viaggiavano da anni sui binari del curriculum (privato), annuncio di lavoro (logica del post-&-pray), database (a pagamento), obbligandole a ripensare al proprio business e servizi al cliente.
Ed è da pochissime settimane che Linkedin ha introdotto un nuovo modello di pricing per la pubblicazione degli annunci di lavoro, una vera e propria rivoluzione nel mercato delle job board, almeno per l’Italia.
Ma facciamo un passo indietro. Fino a qualche settimana fa, chi volesse acquistare un annuncio su Linkedin poteva farlo pagando un importo definito, a fronte della pubblicazione della durata di 30 giorni. Il portale dava la possibilità poi di acquistare anche pacchetti da 5 o 10 annunci più convenienti (un capitolo a parte la possibilità di acquistare slot). La transazione avveniva nel momento in cui si procedeva alla pubblicazione dell’annuncio e, una volta online, era possibile modificare tutte le info inserite, dal job title, alla località, al contenuto della posizione. Quindi era ben chiaro a priori quale fosse il budget richiesto, unico vincolo la durata mensile.
Il nuovo modello di pagamento PPC (pay-per-click) ha invece cambiato questo approccio, ecco le novità:

Sicuramente un cambiamento di approccio radicale! Positivo o negativo? Ancora presto per dirlo, anche se qualche riflessione si può già fare.
La logica PPC si basa sul numero di visualizzazioni e non sul numero di application ed è facile quindi arrivare a grossi numeri visionando solo l’annuncio. Per le aziende medio piccole può rappresentare un vantaggio e un modo per contenere i costi, ma vale lo stesso discorso per i grandi brand attrattivi?
Non si possono più acquistare pacchetti di annunci e per le aziende che hanno budget risicati può rappresentare un deterrente non sapere esattamente cosa ci si troverà in fattura.
Non si ha piena autonomia nella modifica dell’annuncio, penso ad esempio alle aziende che ricercano lo stesso profilo in più località.
Se ci si dimentica l’annuncio online dopo 30 giorni, c’è un reminder?
Positivo la possibilità in alcuni casi di risparmiare un po’ di soldini e i servizi di marketing attivo correlati.
Ma è ancora presto per farsi un’idea definitiva e i risultati veri sono ancora tutti da scoprire!
E voi che ne pensate? Qual è la vostra esperienza con questo nuovo modello di pricing per gli annunci di lavoro? La logica PPC metterà in crisi il modello di pricing tradizionale?
Giada
I videogiochi sono sempre stati il tuo passatempo preferito? Perché non trasformi questa tua passione in un lavoro? Se confrontato con il mercato americano, quello italiano è ancora all’inizio, ma nel nostro paese il settore dei videogiochi si sta dimostrando molto vivace ed in piena fase di espansione.
E’ un mercato in fermento grazie ai continui progressi tecnologici che hanno permesso non solo di abbattere le barriere geografiche, consentendo a giocatori di diverse parti del mondo di sfidarsi virtualmente. Ma, grazie anche alla creatività e allo sviluppo di temi e dinamiche molto vicine alla realtà, è diventato un passatempo non solo per i più piccoli ma anche per un pubblico adulto. Non a caso gli sviluppatori italiani sono molto forti nella produzione e nella progettazione creativa e l’unico ostacolo all’ascesa di molte start up è rappresentato dalla difficoltà di ottenere dei finanziamenti.
Non è difficile trovare un’opportunità di lavoro nelle tante start up o nelle realtà più affermate. I ruoli più ricercati sono ovviamente profili tecnici, anche se non mancano posizioni aperte in ambito commerciale e marketing.
Se sei interessato a trovare lavoro nel mondo dei videogiochi dai un’occhiata a queste aziende:
Raylight Studios (S. Angelo a Cupolo – BN)
E’ una società fondata nell’aprile del 2000. Lo scopo dei fondatori è quello di creare una nuova realtà per l’ideazione e lo sviluppo di videogames di alta qualità: un nuovo punto di riferimento nell’industria dei videogiochi. Scopri chi stanno cercando nella sezione Jobs.
Ubisoft Entertainment (Milano)
E’ una multinazionale francese sviluppatrice e distributrice di videogiochi, è la terza maggiore azienda di distribuzione di videogiochi in Europa e la settima negli Stati Uniti. E’ sempre alla ricerca di personale per implementare l’organico della sede Milanese con tecnici, sviluppatori, programmatori e specialisti in animazione. Guarda la pagina Careers.
Milestone (Milano)
Nasce a Milano nel 1996 e ancora oggi rappresenta la più grande realtà italiana impegnata nello sviluppo di videogiochi per console e PC. Un team creativo, esperto e con una grande passione per il mondo dell’automobilismo e del motociclismo, ha creato negli anni passati alcuni giochi di guida che sono realmente entrati nella storia. Sfoglia gli annunci nella pagina Lavora con noi
Artematica (Chiavari -GE)
E’ un’azienda italiana indipendente produttrice e sviluppatrice di software, in particolare videogame e advergame. Invia la tua candidatura spontanea sulla pagina Contatti.
Rainbow Srl Loreto (AN)
Non è precisamente un’azienda legata all’industria dei videogiochi, ma è doveroso citarla perché è una content company che crea e produce property di animazione per bambini. Con più di 300 dipendenti e 11 aziende, Rainbow è il più grande studio Europeo dedicato alla produzione televisiva e cinematografica d’animazione. Oltre alla creazione e produzione di cartoni animati, Rainbow si occupa anche della distribuzione e del licensing dei personaggi. Consulta le posizioni aperte sulla pagina Lavora con noi
E, se non si possiedono le giuste competenze, è possibile acquisirle iscrivendosi al Corso di Laurea da quest’anno attivo presso Link Campus University di Roma e Vigamus Academy (il museo del videogioco). I tre anni accademici hanno l’obiettivo di formare figure specializzate dell’industria dell’entertainment elettronico: game developer, editor, specialista marketing, esperti di comunicazione ecc. Gli studenti Milanesi potranno invece iscriversi al nuovo indirizzo Video Game del Corso di Laurea Magistrale in Informatica presso la Statale di Milano. Il piano formativo è articolato in due macro-aree di specializzazione: progettazione (Game Design) e programmazione (Game Programming) per videogiochi.
In bocca al lupo ed…enjoy! 😉
Giada B.