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I blogger italiani: rappresentano il futuro dell’informazione o sono solo una moda del momento?

Che fossi testarda, questo si sapeva già. Ma che decidessi di costruire un sito da sola sfidando le leggi della programmazione  e dell’informatica, non lo immaginavo nemmeno io. Si sa, la donna è già cocciuta di natura, poi, se si mette anche l’orgoglio di poter sbandierare il proprio “gioiello” e dire a tutti una volta finito “l’ho fatto tutto io senza l’aiuto di nessuno!”, allora la tentazione è irresistibile. Il problema è arrivarci alla fine! Ma perché un sito nuovo? Perché io a questo blog mi ci sto affezionando e voglio rendere speciale ciò che ha portato una ventata inaspettata di novità nella mia vita. Quindi, be confident, e state certi che entro la fine dell’estate il sito avrà una veste nuova!

Ma a quanto pare non sono la sola in Italia che sta investendo tempo ed energia in un’attività dai risvolti sempre più interessanti. Secondo i risultati del sondaggio “Lo Stato dei Blog in Italia 2013″ a cura dell’Università di Salerno su 200 blogger intervistati:

  • il 60% sono uomini, il 40% donne, con una maggiore concentrazione al nord e al centro Italia
  • la maggior parte ha un’età compresa tra i 31 – 40 anni
  • la piattaforma maggiormente utilizzata è wordpress e la maggior parte delle persone intervistate effettua l’attività in modo amatoriale come freelance, dedicando al blog dalle 11 alle 20 ore settimanali
  • le attività principali svolte sul blog riguardano la pubblicazione, creazione, monitoraggio e analisi dei contenuti
  • il guadagno medio è di circa 5000 euro annui a fronte di un costo medio annuo di circa 300 euro. Solo l’10% dei blogger arriva a guadagnare anche 20/25 mila euro l’anno

Lo-Stato-dei-Blog-in-Italia-2013

Recentemente è stata condotta una nuova indagine volta ad ottenere una fotografia  ancora più veritiera e analitica di un interlocutore sempre più influente sul pubblico e più importante per tutti coloro che operano nella comunicazioneil blogger.

Imagewere ha intervistato 125 blogger italiani – esperti di moda, bellezza, tecnologia, cibo, design d’interni, automobilismo o altri hobby – inviando loro un questionario online ed invitandoli ad esprimersi su questi 15 quesiti:

  • Come definisce il suo lavoro
  • Quali tematiche tratta il blog
  •  I motivi che hanno spinto ad avere un blog
  • Quali sono le fonti d’informazione
  • Qual è il ruolo del blogger
  • Come si tengono in contatto i blogger 
  • Che tipo di obiettivi hanno i blogger 
  • Come guadagnano attraverso il blog 
  • Come fanno le aziende a entrare in contatto con i blogger 
  • Che tipo di attitudine hanno i blogger nei confronti delle società che li contattano 
  •  Quale futuro per i blog

Fonti-informazione-blog-italiani

Ne è emerso che la maggior parte, che ama definirsi blogger più che opinionista o giornalista, attinge direttamente ad esperienze personali o utilizza il web per trarre spunto per i propri post. Non solo. Molti blogger trovano ispirazione per scrivere i loro articoli dai comunicati stampa e dai prodotti inviati dalle aziende o dalle agenzie, esempio sia di quanto la loro opinione sia influente e possa condizionare un bacino di lettori, sia di quanto le aziende siano interessate a creare rapporti duraturi con chi rappresenta un canale pubblicitario alternativo ma di grande attrattività.

Passionecondivisioneconfronto interattivo, libertà di esprimersi sono le principali leve che spingono le persone ad aprire un blog. Dare voce alla propria passione con la voglia di condividerla e farla conoscere attraverso un canale libero, democratico, autentico, semplice e globale. Oppure integrare la propria professione con un blog, per avere maggiore visibilità, un’audience senza confini e un rapporto più diretto con i propri clienti.

Il mondo del blogging risponde poi appieno alla parola d’ordine del web: fare community. I blogger, soprattutto quelli che trattano gli stessi temi, hanno costruito una comunità molto coesa sfruttando la rete; la maggior parte di loro segue altri blog attraverso interventi, commenti, citazioni, reblogging. E questa è una forte novità rispetto al giornalismo tradizionale, più geloso della propria indipendenza e copywriting. Tra i blogger invece la condivisione di informazioni e la creazione di legami è molto importante: riportare il post di un collega, citarne un estratto o nominare l’autore vuol dire conoscere la blogosfera ed è sinonimo di ammirazione e rispetto (oltre ad essere un espediente per attirare nuove visite 😉 ).

Ma il blog non è sempre solo un hobby. Sono numerosi i blogger italiani che vorrebbero trasformare il blogging in una professione remunerativa e già la metà di loro riesce a trarne un profitto indiretto: la pubblicità è la fonte principale di guadagno, ma anche i  prodotti-tester ricevuti in regalo da aziende ed agenzie ricoprono un ruolo importante. Spesso i blogger vengono contattati per avere un parere su una collezione di moda o su un prodotto alimentare, a volte prima del lancio. Emerge infatti un utilizzo dei blog da parte delle aziende per promuovere in anticipo un prodotto in arrivo sul mercato. Pochi però sono ancora coloro che ricevono un compenso diretto. La collaborazione con le aziende tuttavia non riduce la carica di indipendenza dei blogger, che si preservano sempre e comunque la libertà di scelta e di opinione dei contenuti da trattare.

È importante sottolineare che molti sono coloro che credono che il futuro del mondo dei blogger dipenderà dalla serietà e della professionalità di ciascuno e che il ruolo rimarrà alternativo rispetto ai media tradizionali.

E voi cosa ne pensate del mondo blogging? I blogger italiani rappresentano il futuro dell’informazione o sono solo una moda del momento?

Giada B.

Roamler: guadagnare con una app giocando a fare i mystery shopper

Ci sarà un motivo per cui i paesi dell’Europa del Nord si distinguono per intraprendenza, business di successo e idee originali. L’ultima esempio di creatività nordeuropea è Roamler, una app gratuita, ideata in Olanda e da qualche anno sbarcata nel nostro paese grazie a Doxa, una delle più importanti aziende di ricerche di mercato italiane che, dopo averla testata a Milano con ottimi riscontri, ha deciso di lanciarla in tutta Italia. Roamler sfrutta la moderna tecnologia per rispondere prontamente alle esigenze di quelle aziende che necessitano di informazioni sull’impatto che i loro prodotti o servizi hanno sul mercato. L’azienda vuole sapere come è recepito un prodotto, com’è esposto nel negozio, quali competitor ci sono in una determinata zona della città? Ci pensa Roamler a lanciare una nuova missione fra i propri utenti-consumatori per ottenere in brevissimo tempo tutte queste informazioni. Chiunque abbia uno smartphone può scaricare la app e trasformarsi in una sorta di Agente della CIA, chiamato di volta in volta a portare a termine delle missioni. E così gli smartphone, e i loro proprietari, diventano un vero e proprio esercito dai cento occhi. Roamler garantisce ai propri clienti (le aziende) indagini capillari e risposte istantanee con foto e commenti, agli utenti di Roamler un piccolo guadagno su alcune missioni e un instant game coinvolgente.

 

Per capire meglio il suo funzionamento ho scaricato la app e mi sono trasformata in una Roamler!Per prima cosa mi sono registrata inserendo informazioni personali, soprattutto relative alla mia residenza per permettere a Roamler di geolocalizzare le mie future indagini. Ho poi accettato i termini e le condizioni contrattuali, in quanto le missioni rientrano a tutti gli effetti sotto la voce di prestazioni occasionali, e, dopo aver ricevuto il codice di attivazione, ho creato il mio account che mi ha permesso di entrare nella pagina principale. Qui sono riassunti i traguardi personali relativi al livello, punteggio, medaglie, transazioni e classifica. Per far scattare i contatori bisogna accettare le missioni che sono man mano proposte e che si possono dividere in missioni at-home e missioni on-the-street: le prime possono essere svolte comodamente da casa, rispondendo a una serie di domande documentate quasi sempre da foto, mentre le seconde sono più impegnative, poiché richiedono un’indagine sul campo. Ogni missione ha un peso diverso espresso i punti, più punti accumuli, più cresci di livello, più hai la possibilità di guadagnare. Al momento ho maturato 300 punti e conquistato 4 medaglie. Nella prossima missione mi è stato chiesto di documentare l’esposizione delle banane nel reparto ortofrutticolo del supermercato di fiducia…introito dell’operazione 2 euro! Chiaramente non tutti gli esiti delle missioni sono approvati dallo staff, che richiede comunque serietà ed impegno, visto che, al di là dell’aspetto ludico, si tratta di vere e proprie indagini di mercato.

Trovo geniale l’idea di trasformare il lavoro di Mystery Shopper in un gioco: mettere in competizione le persone, accumulare dei punti, vincere delle medaglie, sono tutti escamotage per accendere gli animi, far riemergere il bambino che c’è in noi e spronarci a continuare. La app va a toccare il tallone di Achille di noi uomini… vincere la sfida! Ma essere un Roamler può farti anche mettere da parte quel che basta per comprarti una nuova bici, un nuovo passeggino o finanziarti un viaggio come raccontano alcuni utenti della community olandese in questo video, l’accredito avviene attraverso il circuito PayPal appena si raggiunge la soglia di 21 euro!

Un buon esempio di come la tecnologia possa essere sfruttata per far nascere nuove opportunità!

Giada B.

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