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Cercare lavoro all’estero – Cosa mettere in valigia

Hai trovato un lavoro all’estero ed è arrivato il momento di fare le valigie. Ma cosa portare? Cos’è indispensabile mettere in valigia per affrontare la nuova avventura? E’ vero che la prima regola è viaggiare leggeri, ma questi 10 oggetti non puoi proprio lasciarli a casa. 

Guest Post Monster.it

Quando si decide di partire per andare a lavorare all’estero la prima regola da seguire è viaggiare leggeri: no a bagagli pesanti, pieni zeppi di vestiti ed oggetti. Anche perché, molto probabilmente, in un primo tempo dormirai in un alloggio temporaneo, in cerca della sistemazione definitiva, e ti troverai quindi a dover spostare con l’ausilio delle tue sole forze la tua casa itinerante. Metti in valigia l’essenziale e dai la priorità agli outfit giusti per il lavoro. Potrai poi in un secondo momento farti spedire nell’appartamento definitivo tutto quello di cui hai bisogno e che hai lasciato in Italia. Ci sono però degli oggetti indispensabili, a cui non puoi rinunciare, che devi portare con te fin dall’inizio.

I 10 OGGETTI DA METTERE IN VALIGIA

  1. Documenti personali: passaporto, carta di identità, patente, tessera sanitaria (o assicurazione integrativa) e, se necessario, visto. Verifica prima di partire che siano tutti validi, poiché serviranno per motivi amministrativi, di viaggio e anche per aprire un conto in banca. Per evitare inconvenienti è preferibile salvare una copia sulla email personale;
  2. Medicine: meglio portare una scorta da casa, poiché in alcuni paesi certi farmaci potrebbero essere difficilmente reperibili, costare molto di più o richiedere tempi più lunghi per la prescrizione;
  3. Tecnologia: pc portatile, tablet, smartphone e tutti i tuoi canali di comunicazione con il vecchio e nuovo mondo. Ti permetteranno di comunicare con la tua famiglia e i tuoi amici e saranno utili per cercare lavoro e conoscere la nuova città;
  4. Adattatori e prese per ricaricare le batterie: li puoi acquistare anche in loco, ma meglio partire ben equipaggiato, soprattutto per far fronte ai primi giorni di smarrimento;
  5. Contanti, bancomat e carta di credito: potresti avere bisogno di tutti e tre, per pagare le spese minime o come garanzia per affitti e spese più ingenti;
  6. Documenti lavorativi: CV, titoli, attestati e tutto quello che potrebbe richiederti il tuo futuro datore di lavoro ed essere utile per ottenere il posto di lavoro;
  7. Dizionario tascabile: è vero, con app e tablet ormai non è più necessario portarsi dietro il cartaceo, ma se alla quarta parola da ricercare il telefono dovesse scaricarsi?!
  8. Guida: con l’aggiunta di una buona mappa, per poterci orientare nella città, capire quali sono i quartieri giusti per cercare alloggio e scoprire usi e costumi locali;
  9. Agenda: su cui avrai salvato numeri di telefono ed indirizzi utili, codici ed estremi bancari, informazioni personali. Fa sempre comodo avere una copia in casa qualora smarrissi il cellulare!
  10. Ricordo: per quanto entusiasta e convinto della tua nuova vita, è inevitabile che, nel momento che meno ti aspetti, ti colga un attimo di nostalgia. Che sia una fotografia con i tuoi vecchi amici, un oggetto caro, un portafortuna, niente ti può risollevare il morale di un piccolo oggetto che ti ricordi chi sei e da dove sei partito.

E, come sostiene Alberto Forchielli nel libro Trova lavoro subito! I segreti per ottenere all’estero il posto che hai sempre sognato “…il mondo là fuori corre veloce, e l’unica possibilità che abbiamo è prendere la nostra tavola da surf e cavalcare l’onda per essere sempre un passo avanti.” Allora vai, non avere timore e costruisciti il tuo futuro nel mondo.

Giada

Fonte

Alberto Forchielli, Trova lavoro subito! I segreti per ottenere all’estero il posto che hai sempre sognato, Sperling & Kupfer, 2015

Cercare lavoro all’estero – Dal CV al feedback

Se hai deciso di andare all’estero per cercare lavoro, ma non sai da che parte iniziare, puoi incominciare concentrandoti su cinque aree. Non avere fretta e prepara al meglio tutti gli strumenti indispensabili per cercare lavoro in un altro paese, dal resume alla scelta dei canali di ricerca.

Guest post per Monster.it

Ho deciso, vado all’estero a cercare lavoro”. Se sei passato all’azione, vuol dire che hai risposto alle 10 domande da farsi prima di prendere questa decisione secondo Alberto Forchielli, autore del libro ““Trova lavoro subito! I segreti per ottenere all’estero il posto che hai sempre sognato”. Se la necessità di trovare un lavoro è diventata più forte dell’attaccamento incondizionato alle tue radici,  Forchielli ti invita a concentrarti su cinque aree di interesse:

  1. Curriculum
  2. Canali di ricerca
  3. Tempi
  4. Contenuti
  5. Feedback

Innanzitutto  il résumé, il tuo biglietto da visita, per la cui stesura non esiste una regola universale (se non quella di scrivervelo bene…al bando cv sciatti!), ma che deve necessariamente contenere le informazioni di contatto, le esperienze professionali, il percorso formativo e di studi. Anche per l’estero vale la regola di essere sempre sinceri (vietato mentire sulle competenze ed esperienze maturate) e di adattare il curriculum in base all’offerta e al destinatario, per mettere in luce i tuoi punti di forza. Ancora più che in Italia, è importante inviare candidature per offerte di lavoro che corrispondano al 100% alle tue competenze.

Bisogna poi considerare i canali di ricerca peculiari ad ogni singolo Paese, evitando di concentrarsi solo su uno, e documentarsi per sfruttare tutte le strade a disposizione: all’estero, tra i canali interni all’azienda, quello più efficacie è la segnalazione diretta, tra quelli esterni, i motori di ricerca e i portali web dedicati, grazie ai quali si hanno grandi chance di sostenere un videocolloquio con l’azienda…se cerchi lavoro all’estero devi essere pronto a fare un colloquio online! Una buona pratica è tenere traccia di tutto ciò che invii (cosa, a chi, quando, come) e registrare i colloqui  online, per rivederti e migliorare gli aspetti più deboli della tua performance.

Chi cerca lavoro all’estero, che sia nativo digitale o no, deve fare i conti con le community online e i social network, poiché le aziende usano sistematicamente questi strumenti per ricercare e raccogliere informazioni sui candidati. Bisogna quindi non solo conoscerli, ma anche saperli utilizzare correttamente, per creare una personal reputation qualificante, che ti valorizzi. Uno studio delle piattaforme per singolo Paese ti permetterà di capire quali social utilizzare per cercare lavoro: ad esempio Viadeo è molto utilizzato in Francia e nelle zone francofone, mentre, se cerchi lavoro in Germania, Austria e Svizzera, la piattaforma più gettonata è Xing.

Un altro suggerimento quando si cerca lavoro all’estero è quello di non avere fretta, poiché, come afferma Forchielli, il periodo che passa tra l’invio della candidatura e un’eventuale risposta da parte dell’azienda può variare dai tre ai diciotto mesi,  sempre a  patto che si posseggano le competenze richieste e un’ottima preparazione linguistica. Si tratta di tanto tempo, quindi non bisogna demoralizzarsi, ma sfruttare questo periodo per migliorare le proprie abilità.

E se il feedback che riceviamo è negativo? Mantieni alta la fiducia e la determinazione perché, come sostiene Forchielli, la ricerca di lavoro è un continuo trial and error: prova, errore, adattamento; prova, errore, modifica….

Giada Baglietto

HR Consultant

www.fiorentemente.it

Fonte

Alberto Forchielli, Trova lavoro subito! I segreti per ottenere all’estero il posto che hai sempre sognato, Sperling & Kupfer, 2015

Cercare lavoro all’estero – Le 10 domande

Che tu sia un giovane laureato o un quarantenne con esperienza, sei stai valutando l’ipotesi di investire sul tuo futuro cercando un lavoro all’estero e sei tormentato da mille dubbi, beh, dovresti leggere il libro di Alberto Forchielli “Trova lavoro subito! I segreti per ottenere all’estero il posto che hai sempre sognato”, edito da Sperling & Kupfer. Per prendere in considerazione seriamente l’idea di trasferirti all’estero è opportuno che tu risponda sinceramente a queste dieci domande. 

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E se mi trasferissi all’estero per cercare lavoro?” A chi non è capitato una volta nella vita di pensarlo? Magari alla fine del periodo di studi, per dare un imprinting internazionale alla propria carriera, oppure alla soglia dei quarant’anni, stanchi del lavoro che si fa e alla ricerca di nuovi stimoli? A fornire risposte ai tanti dubbi e domande che possono assalire chi vuole intraprendere questa avventura è Alberto Forchielli, autore del libro “Trova lavoro subito! I segreti per ottenere all’estero il posto che hai sempre sognato”, edito da Sperling & Kupfer. Dalla sua esperienza glocal, poco global e tanto local, dopo una vita trascorsa in giro tra Italia, America e Sud-Est Asiatico, Forchielli ci lascia in eredità un libro-prontuario per guidarci nella ricerca del lavoro all’estero. Prendendo spunto dal libro, riassumiamo in cinque articoli quali sono gli step da compiere e le cose da sapere prima di iniziare una nuova vita.

LE 10 DOMANDE SE VUOI CERCARE LAVORO ALL’ESTERO

La prima cosa da fare quando si prende in considerazione l’idea di trasferirsi in un altro paese per cercare lavoro è rispondere sinceramente a queste dieci domande:

Sei disposto a lasciare l’Italia?

Domanda scontata potrai dire, ma sei sicuro di aver pensato bene a ciò che significa fare le valigie ed andare via? Lasciare gli affetti, abbandonare la tua area di confort, le tue abitudini, i luoghi che conosci e che ti fanno sentire sicuro e “a casa”,  per andare incontro a una vita che, almeno all’inizio, ti farà soffrire di social isolation, la sensazione di sentirti un estraneo e isolato dalla società.

Perché vai via dall’Italia?

Fare chiarezza e capire la motivazione che ti spinge a compiere questa scelta è importante per convogliare i tuoi sforzi:  voglio trovare un nuovo lavoro? voglio trovare un lavoro che in Italia non c’è? voglio trovare un lavoro più gratificante di quello che ho? voglio garantire un futuro migliore ai miei figli?

Quali lingue conosci?

Se vuoi andare all’estero devi conoscere almeno una lingua straniera e spesso l’inglese non è sufficiente: se trovi lavoro in una piccola azienda è indispensabile conoscere anche la lingua locale.

Dove vuoi andare a lavorare?

Ogni Stato ha modalità di ingresso, di vita e di lavoro uniche. Le leggi sull’immigrazione dei diversi Paesi potrebbero limitare le tue opzioni, quindi è importante avere le idee chiare fin dall’inizio ed informarsi bene.

Che tipo di migrante sei?

I percorsi di emigrazione, seppur legati a scelte personali, sono anche il risultato di condizioni particolari che rendono più o meno facile ottenere determinati lavori: statisticamente gli italiani che emigrano in altri paesi europei sono impiegati e operai, mentre quelli che si traferiscono in Asia e Sudamerica sono per lo più dirigenti o imprenditori.

Quale lavoro sei disposto a fare?

Se sei disposto a fare qualsiasi lavoro, bisognerà valutare tutte le realtà che possono aver bisogno di personale, contattando centri per l’impiego ed agenzie per il lavoro; se invece sei alla ricerca di un lavoro in particolare, bisognerà necessariamente iniziare a cercare dall’Italia, inviando il cv alle aziende di tuo interesse.

Come ti mantieni se non trovi lavoro?

Da buon imprenditore di te stesso, devi darti degli obiettivi e delle scadenze da rispettare, definendo a-priori il capitale che sei disposto ad investire nella ricerca di lavoro.

Come te la cavi con la tecnologia?

Fondamentale avere dimestichezza con l’informatica e il mondo digitale per cercare lavoro, inviare il curriculum e adattarlo alle varie realtà locali.

Il piano B: cosa fai se non trovi lavoro?

Pianifica un’alternativa se non dovessi trovare lavoro all’estero. Decidi  a cosa sei disposto a rinunciare rispetto al lavoro dei tuoi sogni e alle condizioni che avevi fissato alla tua partenza, prima di abbandonare il progetto del tutto e seguire il piano B.

Italiano: amico tuo?

Dipende se sei alla ricerca di un luogo lontano che ti faccia sentire comunque a casa, oppure di una realtà che ti faccia staccare totalmente dal tuo luogo di origine. In tal caso è importante sapere quali sono i paesi maggiormente abitati da Italiani.

Se ti sei posto le dieci domande e in tutta serenità ti sei dato delle risposte e sai cosa cercare, allora è il momento di passare all’azione!

Giada

Cercare lavoro all’estero – Gli stati piu’ attrattivi

Sei intenzionato fare le valigie e trovare un lavoro all’estero, ma non sai dove andare? Nel libro “Trova lavoro subito! I segreti per ottenere all’estero il posto che hai sempre sognato”, Alberto Forchielli fa una classifica degli Stati che offrono maggiori possibilità di lavorative, basandosi su una serie di parametri. Orienta meglio la tua scelta, scoprendo quali sono gli stati più attrattivi! 

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Se hai deciso che l’estero è il posto giusto per trovare il lavoro dei tuoi sogni, allora non devi lasciare al caso la scelta del Pese dove espatriare, ma è utile che tu raccolga più informazioni possibili per orientare al meglio la tua scelta. Nel libro “Trova lavoro subito! I segreti per ottenere all’estero il posto che hai sempre sognato”, Alberto Forchielli costruisce una sorta di classifica degli Stati che offrono maggiori possibilità di lavorative, sulla base di diversi parametri: salari medi, riconoscimento dei titoli di studio e delle esperienze lavorative, tasso di disoccupazione, costo della vita, sanità, politiche di immigrazione e lingue parlate.

GLI STATI PIU’ ATTRATTIVI SE VUOI CERCARE LAVORO ALL’ESTERO

  1. Svizzera. Al primo posto nella classifica, poiché offre ottime opportunità lavorative e una qualità della vita molto alta, a pochi passi dall’Italia. In alcuni cantoni, inoltre, si parla l’italiano; i profili più ricercati sono quelli di operai ed artigiani.
  2. Stati Uniti. Il sogno americano, il melting pot, la meritocrazia, la formazione universitaria e la possibilità di sperimentare e realizzarsi: tanti i motivi per cui trasferirsi qui! Anche se esiste una forte comunità italo-americana, tuttavia negli ultimi anni le leggi sull’immigrazione si sono fatte sempre più rigide e la maggior parte della manodopera straniera è impiegata in lavori altamente specializzati.
  3. Canada. Natura, alta qualità di vita, opportunità di lavoro fanno del Canada un ottimo luogo per espatriare, anche se trasferirsi, se non si hanno competenze specialistiche e i permessi richiesti, è difficile.
  4. Paesi Bassi. Al 4° posto per i suoi programmi di attrazione dei talenti, la detassazione per i redditi degli immigrati e per l’alta qualità di vita. Le professioni più richieste riguardano il servizio sanitario, la logistica, i servizi marittimi e l’ingegneria industriale.
  5. Germania. Fermento economico e ottimo bilanciamento tra salario e costo della vita laeleggono meta privilegiata per trovare lavoro, se non fosse per il tedesco, lingua ostica per la maggior parte degli italiani. I ruoli più gettonati sono quelli di artigiani, tecnici, manovalanza a basso valore aggiunto, ma ci sono anche tante opportunità impiegatizie e manageriali.
  6. Australia. Terra di grande fascino, anche grazie al basso tasso di disoccupazione. Tuttavia la grande distanza dall’Italia e la difficoltà di emigrare stabilmente, a meno che non si trovi un datore di lavoro che faccia da garante, la penalizzano nella classifica.
  7. Inghilterra. E’ una delle destinazioni più gettonate per imparare la lingua e trovare un impiego, non troppo lontana dall’Italia e con una qualità della vita alta. Molto richiesti profili per il settore engineering, vendite, IT, marketing ed amministrativo/finanziario.
  8. Norvegia. Primo tra i paesi del nord Europa per l’avanzato sistema di welfare e per la chance di trovare un lavoro ben retribuito, possibilità però limitate per le piccole dimensioni del mercato e per la necessità di imparare la lingua locale. Si cercano soprattutto ingegneri marittimi, profili IT e nel settore del petrolio e del gas.
  9. Hong Kong. Realtà ricca di stimoli e di innovazione, è da sempre considerata il ponte tra Occidente e l’Asia. Tuttavia le dimensioni ridotte la fanno un luogo ricco di candidature ma povero di offerte, quasi sempre per ruoli manageriali, nel settore amministrativo, dell’informatica e dell’ospitalità. Bisogna poi fare i conti con l’alto costo della vita e con le difficoltà di trasferimento oltre i 90 giorni.
  10. Cina. Con un’economia in crescita e numerose offerte di lavoro la Cina rappresenta una buon meta, solo se si hanno in partenza possibilità economiche, che garantiscano un buon tenore di vita, e le competenze necessarie per accedere a lavori qualificati.

Non ti resta che fare le valigie e partire!

Giada

Fonte

Alberto Forchielli, Trova lavoro subito! I segreti per ottenere all’estero il posto che hai sempre sognato, Sperling & Kupfler, 2015

cercare lavoro

Libri, iniziative, strumenti: il meglio per cercare lavoro e migliorare la propria performance

Primo articolo del 2016 e, si sa, con il nuovo anno arrivano anche i buoni propositi. Il primo è condividere, perché, chi più chi meno, siamo tutti figli della sharing community. Voglio iniziare il nuovo anno condividendo con voi il meglio che mi è capitato fra le mani nel 2015, in fatto di libri, iniziative e strumenti per cercare lavoro, migliorare la propria performance professionale e fare personal branding.

LIBRI

…SE VUOI TROVARE LAVORO CON I SOCIAL

Iniziamo con quello che reputo il migliore libro in commercio per capire come si cerca lavoro oggi. Apprezzo tanto chi riesce a prendere le distanze da contenuti teorici, aleatori e scontati (ho una sfilza di libri di formazione che potrei citare!) e badare alla sostanza. E’ quello che fa Riccardo Maggiolo nel libro “Job Search 2.0. Trovare lavoro in 7 mosse nell’era di Facebook e Twitter”, spaziando dai canali di ricerca al curriculum, dai social network alla reputazione online.

Paradossale che sia partorito dalla penna di un giornalista e formatore piuttosto che di un esperto di recruiting! Lo consiglio a tutti coloro che muovono i primi passi nel mondo del lavoro, ma anche a chi si ritrova a cercare lavoro alle soglie dei 40/50 anni, dopo tanti anni trascorsi nella stessa azienda. Tra l’altro Maggiolo è anche uno dei fondatori di Job Club, gruppi di persone che si riuniscono, a cadenze regolari, per darsi una mano nel cercare lavoro, sfruttando la rete di contatti e il passaparola. L’iscrizione è totalmente gratuita!

…SE DEVI GESTIRE LE RISORSE UMANE

Forse sono più utili a chi si occupa di Risorse Umane, ma dipende dagli argomenti. Parlo della catena di libri edita da Giunti OS dei Pocket Book, miniguide su temi relativi la gestione delle risorse umane (Intelligenza Emotiva, Valutazioni, Talent Management ecc..) scritti da personaggi di rilievo d’oltralpe nell’ambito delle RU e tradotti in italiano. Li trovo pratici nel loro formato pocket, da tenere in borsa e leggere durante la pausa o in viaggio, ed estremamente fruibili per imparare tecniche, strumenti e approcci per il people management.

SE STAI CERCANDO LAVORO ALL’ESTERO

L’ho letto mentre scrivevo gli articoli che usciranno prossimamente su Monster.it sulla ricerca di lavoro all’estero. Sicuramente in circolazione ci sono tanti libri sull’argomento e forse anche più pratici e utili di “Trova lavoro subito! I segreti per ottenere all’estero il posto che hai sempre sognato” di Alberto Forchielli, ma vi consiglio di leggerlo per due buoni motivi: la prefazione/introduzione e il capitolo sulle 10 domande. La prima è uno schiaffo morale, una doccia fredda per tutti coloro che amano l’Italia, perché Forchielli ci restituisce una fotografia del nostro Paese così struggente, ma così vera, che provoca nel lettore amarezza, rabbia e voglia di riscatto; la seconda invece è una raccolta di 10 domande che tutti coloro che pensano all’eventualità di trasferirsi all’estero per cercare lavoro dovrebbero farsi, per non improvvisare ed improvvisarsi.

STRUMENTI

…SE VUOI ESSERE PIU’ PRODUTTIVO

Per i maniaci del controllo sul lavoro o per chi ha un calendario annuale fitto di appuntamenti ed impegni, suggerisco di seguire Francesca Marano, sperimentatrice di tecniche di produttività per lavorare meno e meglio. Leggete i suoi articoli e iscrivetevi alla newsletter di Solopreneur: avrete gratuitamente la possibilità di scaricare in pdf il wall planner 70×100, un calendario annuale da stampare e mettere nel vostro ufficio per avere in un unico colpo d’occhio tutti i 12 mesi.

…SE SEI INTERESSATA ALLE PROFESSIONI DEL WEB

Insegnare alle donne le professioni del futuro, questo lo slogan di WorkWideWomen. Donne che mettono al servizio di altre donne le loro conoscenze professionali attraverso una piattaforma online. I corsi sono a pagamento e vertono soprattutto sul digital e sulle nuove professioni legate al web. I prezzi sono assolutamente accessibili e la modalità e-learning consente una migliore gestione del proprio tempo e delle proprie necessità.

…SE VUOI FARE NETWORKING

Altra realtà a tinte rosa che ha avuto un ottimo riscontro nel 2015 è Workher, piattaforma di networking tutta al femminile, i cui è possibile fare rete, chiedere una consulenza a una professionista ( ci sono anch’io! 🙂 ) o a una mentor, informarsi e capire quali sono le proprie aspirazioni ed inclinazioni professionali accedendo a EST, l’esclusivo test creato in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, con cui è possibile scoprire in modo immediato il proprio punto di partenza e dove si vuole andare professionalmente, le abilità su cui investire e le conoscenze da implementare grazie agli strumenti e ai contenuti offerti.

… SE SEI ALLA RICERCA DI INFLUENCER

Li reputo un po’ i guru delle Risorse Umane 2.0. Forse più conosciuti a Milano da chi fa questo mestiere che altrove, ma con un pubblico sempre più vasto, grazie alla loro presenza digitale, pubblicazioni, iniziative. Mi riferisco a Silvia Zanella, Luigi Centenaro, Francesca Parviero e Domitilla Ferrari.

Monitoro periodicamente le loro pagine social, perché ricche di spunti e belle iniziative: Silvia, forse la professionista che mi piace di più per il suo taglio sempre molto concreto e mai banale, è Global Social Media & Online Marketing Director in ‎Adecco e profonda conoscitrice dei nuovi strumenti e tecniche di recruiting e personal branding.

Luigi è personal branding strategist e ideatore del  Personal Branding Canvas (si scarica gratuitamente online), un metodo pratico per fare personal branding attraverso un percorso che ti fa scoprire perché e per chi puoi rappresentare un valore aggiunto.

Francesca, prima Official LinkedIn EMEA Talent Partner italiana (co-autrice del recente libro “Linkedin per Aziende e professionisti”), esperta di strategie di Social HR, è insieme a Domitilla la professionista più eclettica del gruppo.

Domitilla, Digital Marketing & Communication Strategist, è autrice di “Due gradi e mezzo di separazione. Come il networking facilita la circolazione delle idee (e fa girare l’economia)” e si occupa di networking e dei nuovi canali e strumenti di comunicazione,  anche lato professional.

INIZIATIVE

…SE SEI UN FREELANCE

Per chi è freelance o per chi vuole imparare da loro, per chi vuole far galoppare la propria creatività o per chi è alla ricerca di nuove idee. Il FreelanceCamp è tutto questo, un’occasione di incontro, informazione, formazione, sharing e networking tra professionisti freelance. Guardate quante cose si possono imparare in un weekend! 

…SE SEI UN PROFILO JUNIOR

Ok, sarò di parte perché sono una delle docenti, ma in questa lista di the best of ci metto anche il Monster University Tour e tutte quelle iniziative simili promosse da altre società come Linkedin, Adecco, Manpower a favore della formazione ed informazione dedicata a studenti e neolaureati delle Università Italiane, in ambito strumenti e tecniche di ricerca attiva di lavoro. Ho incontrato tanti ragazzi quest’anno e ho notato in gran parte di loro una forte preparazione tecnica, ma anche un’incapacità di gestire la relazione e presentarsi. Grande problema in un contesto lavorativo in cui le aziende pesano tanto le competenze trasversali quanto quelle tecniche. Quindi se vi capita, partecipate, è gratuito!

E i vostri the best of in ambito selezione, formazione e personal branding quali sono?

A presto!

Giada B.

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