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Siamo tutti noi un pò Elisabetta Franchi? Riflessioni sulla maternità e mondo del lavoro

Mi ha fatto riflettere la quantità di post di indignazione sul discorso di Elisabetta Franchi. Io credo che tutti noi, chi più chi meno, abbiamo almeno una volta alimentato o contribuito direttamente o indirettamente a questa mentalità.

Inizio io.

Un paio di anni fa sono stata contattata da un’azienda che cercava personale. La responsabile mi aveva anticipato i requisiti e mi aveva detto “mi raccomando non donne di trent’anni che ci manca solo che restino incinta e me le devo sobbarcare io”. La cosa che mi aveva colpito, al di là del contenuto, era il modo sprezzante con cui me lo avesse detto. Ci avevo pensato due giorni e poi decisi di non prendere il mandato. Ma me lo potevo permettere, perché ero freelance e potevo scegliere con chi lavorare.

In tante altre occasioni invece, da dipendente, mi sono attenuta ai requisiti che mi erano stati dati, tra cui tante volte quello di cercare un uomo e non una donna. E non perché ci fosse la necessità di bilanciare il team, o perché stessi cercando un bodyguard o perché il ruolo richiedesse una certa forza fisica, ma semplicemente perché “meglio un uomo che non ha il problema dei figli e non prende troppi permessi”.

Un’altra volta, dopo aver trovato e assunto una brava candidata, a seguito di un iter di selezione non banale, la responsabile e la direttrice del personale si arrabbiarono perché questa ragazza non aveva riferito durante i colloqui che di lì a poco si sarebbe sposata. Qual era il problema? Il “pericolo” che potesse andare in maternità subito. Fui ripresa anch’io, perchè probabilmente mi ero orientata sulla persona sbagliata. Me lo ricordo ancora, questa ragazza mortificata, perché tacciata di non essere stata trasparente, appena entrata in azienda dovette giustificarsi assicurando che si sarebbe solo sposata e che non avrebbe avuto intenzione di fare un figlio nei successivi 2 anni.

E poi ricordo tanti commenti da parte di Responsabile HR o Manager nei confronti di collaboratrici che andavano in maternità anticipata. “La maternità non è una malattia, le fa comodo stare a casa da subito, io sono venuta a lavorare fino all’8 mese ecc…”. Ma le maternità sono tutte uguali? Forse no. Ci sono donne fortunate che hanno gravidanze serene. Ma non per forza il percorso di una deve essere uguale a quello di un’altra. Che ne sappiamo di quello che succede alle altre donne? Magari hanno avuti aborti in passato, o hanno nausee che le impediscono di lavorare o hanno gravidanze a rischio.

Non so se sia un caso, ma la maggior parte delle volte questi commenti e richieste sono arrivate proprio da donne. Dovremmo essere più comprensive e sensibili e invece c’è a volte una totale mancanza di empatia e compartecipazione.

Non è solo una questione legata a PMI a gestione familiare o stampo padronale, nè alla figura del solo imprenditore. È qualcosa che coinvolge sì il vertice aziendale, ma anche in primis noi HR e tutti coloro che gestiscono collaboratori e che quindi partecipano a processi di selezione e alla gestione del personale. Ad esempio, di tutti i casi che ho riportato nessuno è legato a un imprenditore, ma tutti a responsabili di qualche funzione, e alcuni esempi riguardano multinazionali ben strutturate e promotrici (paradossalmente) di politiche a tutela della diversity e della parità di genere.

Ecco, io non credo che dobbiamo scomodare Elisabetta Franchi per fare una riflessione profonda e sincera sulle nostre aziende e sul modo in cui tutti noi ci approcciamo al problema. A volte anche solo un commento può essere il frutto di una mentalità discriminatoria. Non è un problema di singoli soggetti ma sistemico e culturale, di cui tutti noi siamo responsabili. E’ che a volte è più facile puntare il dito su fatti grossi che generano scalpore ed è più difficile farsi un esame di coscienza. Ma è solo iniziando dal piccolo e da noi che si possono cambiare le cose.

Giada

fiorentemente

Come rispondere in inglese a un recruiter che non sei interessato alla posizione

Capita sempre più spesso di ricevere su Linkedin messaggi da parte di recruiter stranieri che ci propongono opportunità di lavoro. A volte sono ruoli global interessanti che ci vengono proposti proprio quando siamo in ricerca attiva di lavoro e possono rappresentare delle buone opportunità di carriera. A quel punto basta rispondere al recruiter che siamo disponibili per una call o una videointerview.

Cosa fare invece se non stiamo cercando un cambiamento lavorativo o se l’opportunità non ci interessa? Come rispondere in inglese a un recruiter per dirgli che non siamo interessati, senza apparire maleducati e perdere la chance di essere ricontattati in futuro? Ecco 4 consigli + tanti esempi di risposta in inglese che puoi dare al recruiter 😉

4 consigli per rispondere al recruiter

Rispondi sempre – Anche se non sei interessato, invia sempre la tua risposta anche se questa dovesse essere negativa.

Dì la verità – Se il recruiter dovesse chiederti le ragioni che ti spingono a non valutare l’offerta, rispondi sempre con sincertà. Non cerchi un cambiamento lavorativo perchè sei contento della tua attuale azienda? Pensi che la posizione non sia adatta a te? Se rispondi con sincerità potrai aiutare il recruiter a orientare meglio la ricerca di candidati.

Metti a disposizione il network – Conosci qualcuno che a contrario di te potrebbe essere interessato all’opportunità? Chiedi al recruiter se puoi condividere le sue info di contatto e l’offerta con conoscenti. Potresti aiutare un collega o amici a trovare lavoro!

Mantieni il contatto – Come si dice…sempre meglio lasciare sempre una porta aperta! E’ vero ora non sei interessato, ma in futuro chissà. Salvati i dati di contatto del recruiter, ringrazialo e digli che ti riservi di ricontattarlo in futuro.

Esempi di risposta che puoi dare in inglese in base alla tua motivazione

Ecco alcuni esempi di risposta in inglese che puoi dare al recruiter, suddivisi in base alla motivazione, per giustificare il tuo no.

✔ Se stai bene nella tua azienda o se sei contento del tuo ruolo attuale

  1. “Thank you for considering me for the [position] at [company], but I am happy with my current employer.”
  2. “Thanks for reaching out, but I am not looking for a change in my career at the time.”
  3. “After carefully considering this position, I decided to stay where I am at”

✔ Se non sei disponibile al trasferimento

  1. “While I find the position attractive, I will not be willing to relocate at this point.”
  2. “I am very interested in the [position name] opportunity. However, I am not looking to relocate at this time.”
  3. “Given my current circumstances, relocation isn’t an option for me.”

✔ Se non sei disposto a viaggiare

  1. “At the time, I am not interested in increasing the amount of travel required for this position.”
  2. “Thank you for sending me the details for this job, but travel isn’t something that interests me.”

✔ Se la posizione non soddisfa le tue aspettative retributive

“While I think the position is a great fit, the salary level is not meeting my expectations.”

✔ Se pensi di essere sovradimensionato in termini di esperienza

  1. “I have more experience than the job requires, and it feels like there will be no possibility for me to progress.”
  2. “With my skills, I feel like I am overqualified for this job.”

✔ Se non sei interessato a viaggiare

“Thank you for sending me the details for this job, but travel isn’t something that interests me.”

Linkedin template con risposte negative in inglese

Sono tanti i recruiter che inviano messaggi Inmail su Linkedin per sottoporre offerte di lavoro a potenziali candidati. Se dovessi ricevere un messaggio con un’opportunità che non ti interessa, puoi rispondere su Linkedin utilizzando uno di questi template generici. Sono bozze di risposta generiche che puoi all’occorrenza personalizzare con le motivazioni scritte in alto 😉

Hi [Name of Recruiter],

Thank you so much for reaching out to me. Unfortunately, I’m not interested in this position at this time. However, if I find that I’m looking for another opportunity in the future, I’ll for sure get in touch.

Thanks again!

[Your Name]

Hi [Name of Recruiter],

Thank you for considering me for the [Name of Role]. While the role is intriguing, I’m not interested in making a move. However, if that changes in the future, I will most definitely be in touch.

Thank you again,

[Your Name]

I appreciate you taking the time to reach out to me regarding the [Name of Position] position. I’m not ready to make a career move right now. However, I would like to keep communication open for future opportunities.

While this position sounds interesting, I no longer wish to move forward. I feel it’s not the right fit for me at this time. However, I would love to be considered for future opportunities if and when they become available.

I truly appreciate that you found time to see if I’d be interested, and to save more of your time, I want to say upfront, I am not looking for changes in my career at this time. May I save your mail to contact you if something changes?

I am not interested in making a move at this time. If I know someone who would be a good fit, I’ll happily send them along to you.

Thank you for thinking of me for this interesting position. However, I am very happy in my current job and do not have any plans to leave or relocate. I will gladly keep eyes and ears open for a candidate that might satisfy the requirements and skill set outlined in the position description.

Good luck and…be polite! 😉

Giada

Brenna Mills “How to Respond to Recruiters When You’re Not Interested”; Andrii Sichkarenko “How to Tell a Recruiter You Are Not Interested in a Position”; Mitch Corlett “How to Decline Recruiter Outreach”.

fiorentemente

Quale lavoro si adatta meglio alla tua personalità? Scoprilo con un Test!

Ti sei mai trovato nella situazione di avere un lavoro e non sentirlo nelle tue corde? Di sentirti un pesce fuor d’acqua in un ambiente lavorativo che ha delle regole che non senti tue? Di avere la sensazione che la tua motivazione verso il lavoro non si sposi con il tipo di partecipazione richiesto dalla tua azienda?

Non aver chiaro quale sia tua leva motivazione e che tipo di posizione e contesto lavorativo si adattino meglio ai tuoi desiderata può farti perdere energia e compiere scelte sbagliate.

Ciascuno di noi è più portato per alcuni tipi di professione e contesti professionali. Scopri quale lavoro si adatta meglio alla tua personalità attraverso un semplice test! 👇👇👇



Ora che hai un’idea migliore di quale lavoro si adatti di più a te e al tuo stile di vita, scopri i miei consigli per trovare il lavoro perfetto! Clicca qui!

Good lack! 😉

Giada

mercato del lavoro e pandemia

Un mondo del lavoro tarato sulle nostre esigenze ci sta facendo perdere il ritmo?

Pensavamo che il 2022 sarebbe stato un anno in discesa e invece crescono i casi di dimissioni volontarie, di candidati difficili da reclutare se si propone loro un lavoro diverso dal lavoro da remoto, di un mercato del lavoro paralizzato da chi ha paura o non ha vantaggi a cambiare azienda.

Chi non si occupa di selezione del personale non può immaginare la fatica che si riscontra in questi mesi nel trovare candidati qualificati disposti a valutare e accettare un cambiamento lavorativo. Le motivazioni sono diverse. Cambiare oggi fa più paura di ieri, perchè significa lasciare la certezza di un tempo indeterminato e rischiare l’incertezza di un periodo di prova, in un periodo pandemico che mina ogni garanzia. Oggi sono tanti i candidati che arrivano alla fine del processo di selezione e, con la proposta in mano, ci ripensano e decidono all’ultimo non accettare e non cambiare lavoro. Ma non solo. Cambiare oggi può non convenire più, perchè si potrebbero perdere alcuni benefici, ad esempio la possibilità di lavorare parzialmente o totalmente da remoto, magari da un’altra regione. Non a caso la prima domanda a colloquio non è più “Qual è la RAL?” ma “Quanti giorni di smartworking sono previsti?”.

E poi ci sono le dimissioni volontarie e qui anche a me non è chiaro cosa preveda il dopo, perchè molti si dimettono senza aver ricevuto un’offerta di lavoro da un’altra azienda. Si dimettono e basta. Per decidere poi se occuparsi di tutt’altro, se trasformare un hobby in un lavoro come consulente, se tornare nel proprio paese di orgine e inventarsi qualcosa.

Ora tutto questo può portare a un ribaltamento del mercato del lavoro con riscontri positivi, del tipo: maggior balance tra vita personale e vita professionale, allontanamento da ambienti di lavoro/capo tossici, organizzazioni più snelle e fluide, maggiore bilanciamento delle “leve di forza” nelle aziende tra capo/dipendente, e così via. Un mondo del lavoro più agile, ecologico, digitale, equo. Di analisi sugli effetti positivi della trasformazione postpandemia ce ne sono tante.

Ma c’è dell’altro. Non c’è dubbio che siamo meno votati al sacrificio, meno disposti a sacrificare noi, il nostro tempo, le nostre energie per il lavoro. Ma dopo ormai due anni, mi chiedo: non è che questo mondo del lavoro tarato sempre più sulle proprie esigenze personali, più statico, con meno energia in circolo ci sta facendo perdere il ritmo? Quel ritmo sì, vero, a tratti stressante, ma che dava adrenalina, voglia di fare, di arrivare a fine giornata stanchi ma soddisfatti? E se con questa pandemia dovremo conviverci anni, questo senso di intorbidimento ci renderà sempre più apatici e meno disposti a “dare” sul lavoro? Forse è proprio come una corda: se la tiri guadagni terreno verso di te ma perdi cm in vitalità.

Giada

Action Plan 2

Action Plan: cosa puoi fare per la tua carriera mentre sei a casa durante il coronavirus

Se ti stai chiedendo cosa puoi fare per la tua carriera durante questo periodo a casa per l’emergenza Coronavirus, qualche paragrafo più giù trovi un action plan da scaricare, con delle semplici azioni che puoi mettere in pratica. Prima però consentitemi una premessa.

Lo ammetto, ci ho messo un pò a decidere se scrivere questo post. Siete in tanti ad avermi scritto in queste settimane, chiedendomi di trasformare il corso di formazione in aula in un training online o di pensare a qualche iniziativa da remoto per non “sprecare” questo tempo a casa e renderlo “utile”.

“ESSERE” FUORI DALLA LOGICA DELLA PRODUTTIVITA’

Ottimizzare, sprecare, utilità, tempo, fare. E’ proprio questo che mi ha frenato. Questa urgenza che ci spinge a colmare i vuoti, a mettere a frutto questo tempo che ci obbliga a stare fermi. Quasi che il non far nulla fosse peccato. E per “non far nulla” non intendo ozio, apatia, pigrizia, ma vivere queste settimane fuori dalla logica della produttività, per cui ci sentiamo gratificati e in pace con la nostra coscienza solo se siamo produttivi.

Io ad esempio in questo tempo a casa mi sono accorta di non essere più capace di leggere un libro che non fosse un manuale o un saggio legato al mio lavoro. Soglia di attenzione e pazienza nell’aspettare che la trama del romanzo si sviluppi pari a zero. Ma com’è possibile? Com’è potuto succedere? Io che una volta divoravo libri e classici? Mi sono data una risposta: il monofocus, il timore dell’essere improduttivi e le distrazioni social. Ci siamo talmente focalizzati sul nostro lavoro, abbiamo dato così grande spazio alle nostre abilità intellettuali, abbiamo convogliato tutte le nostre energie per la nostra realizzazione professionale, misuriamo così tanto il nostro essere sulla logica della produttività, siamo così invischiati in questo mondo social del qui-e-ora che ci siamo dimenticati di quel tempo perso, lento, di quello spazio ristretto, il nostro, di quel sapere pratico e semplice, della fantasia. Non abbiamo più fantasia. Nei giochi, nei passatempi, nei tempi morti.

Ecco il mio invito: se abbiamo la fortuna di continuare a svolgere il nostro lavoro in smartworking, lavoriamo da casa, dedichiamo il tempo necessario alla nostra carriera, ma poi proviamo a godere delle ore che ci restano libere, vivendole in modo diverso. In questa immensa tragedia, proviamo a trovare qualcosa di positivo nello stare a casa. Proviamo a non subire #iostaacasa, ma a trovare del buono in questa condizione. Facendo cose diverse dal solito, (ri)allenando la fantasia.

ACTION PLAN CARRIERA – 4 SETTIMANE

Per questo motivo ho deciso di rispondere alle vostre richieste, creando un action plan per la carriera snello, che non totalizzi tutto il vostro tempo, un piano d’azione con 4 piccoli consigli da mettere in campo in un mese. Suggerimenti che vi possono aiutare a essere più efficaci nella ricerca di un nuovo lavoro, ma che vi lascino anche spazio per dedicarvi alla riscoperta della fantasia 🙂

🟡 1° SETTIMANA – CURRICULUM VITAE

Prendi il tuo curriculum vitae e prova a riscriverlo tenendo presente questo suggerimento:

– Per ogni singola esperienza professionale inserisci un elenco puntato con almeno 5 attività gestite direttamente da te.

🟣 2° SETTIMANA – PROFILO LINKEDIN

Apri il tuo profilo Linkedin e completa la sezione riepilogo/about, tenendo presente questo suggerimento:

– Scrivi in cosa sei particolarmente bravo/a, cosa ti piace fare, qual è il tuo approccio lavorativo, cosa cerchi nel lavoro e cosa ti piacerebbe fare o in che tipo di contesto ti piacerebbe lavorare se avessi carta bianca.

🟢 3° SETTIMANA – COLLOQUIO DI LAVORO

Non arrivare impreparato al prossimo colloquio di lavoro, ma prendi carta e penna e segui questo suggerimento:

– Individua 4 competenze soft tipiche del tuo ruolo (problem solving, negoziazione, time management, leadership ecc…) e, per ciascuna di esse, ripensando a tutta la tua carriera, prova a scrivere l’episodio più significativo in cui hai dimostrato e messo in campo tale competenza.

🔵 4° SETTIMANA – STRUMENTI

Il distanziamento sociale favorisce i colloqui online, quindi attrezzati:

– Scarica Skype, crea il tuo account e salvati il tuo ID (nome utenza) che dovrai comunicare al recruiter, aggiungi una fotografia, verifica la funzionalità audio e webcam del tuo pc.


Ecco qui il tuo Action Plan mensile.

COSA FARE: scarica il file qui di seguito, stampalo e appendilo vicino alla tua scrivania, ti guiderà nel tuo piano d’azione carriera mensile! Dedica qualche ora di ciascuna settimana a un’attività.

Tutto qui? Sì, usa le ore libere che ti restano per allenare la fantasia: ogni settimana fai qualcosa che non abbia una finalità/produttività professionale.

IL TEMPO SOGNATO

Chiudo con la stupenda “C’è tempo” di Ivano Fossati, una canzone il cui messaggio mi sembra così azzeccato per questo periodo. Una canzone che vi suggerisco di ascoltare e che spero possa essere di ispirazione per questo tempo di attesa, sognato, perfetto per fare silenzio e guardare il passaggio del sole d’estate.

Dicono che c’è un tempo per seminare
E uno che hai voglia ad aspettare
Un tempo sognato che viene di notte
E un altro di giorno teso
Come un lino a sventolare

C’è un tempo negato e uno segreto
Un tempo distante che è roba degli altri
Un momento che era meglio partire
E quella volta che noi due era meglio parlarci

C’è un tempo perfetto per fare silenzio
Guardare il passaggio del sole d’estate
E saper raccontare ai nostri bambini quando
È l’ora muta delle fate

C’è un giorno che ci siamo perduti
Come smarrire un anello in un prato
E c’era tutto un programma futuro
Che non abbiamo avverato

È tempo che sfugge, niente paura
Che prima o poi ci riprende
Perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo
Per questo mare infinito di gente

Dio, è proprio tanto che piove
E da un anno non torno
Da mezz’ora sono qui arruffato
Dentro una sala d’aspetto
Di un tram che non viene
Non essere gelosa di me
Della mia vita
Non essere gelosa di me
Non essere mai gelosa di me

C’è un tempo d’aspetto come dicevo
Qualcosa di buono che verrà
Un attimo fotografato, dipinto, segnato
E quello dopo perduto via
Senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
La sua fotografia

C’è un tempo bellissimo, tutto sudato
Una stagione ribelle
L’istante in cui scocca l’unica freccia
Che arriva alla volta celeste
E trafigge le stelle
È un giorno che tutta la gente
Si tende la mano
È il medesimo istante per tutti
Che sarà benedetto, io credo
Da molto lontano
È il tempo che è finalmente
O quando ci si capisce
Un tempo in cui mi vedrai
Accanto a te nuovamente
Mano alla mano
Che buffi saremo
Se non ci avranno nemmeno
Avvisato

Dicono che c’è un tempo per seminare
E uno più lungo per aspettare
Io dico che c’era un tempo sognato
Che bisognava sognare

Un abbraccio a tutti,

Giada

video colloquio di lavoro

Video colloquio di lavoro: perchè è più facile trovare lavoro con un video

Sono molte le aziende che hanno introdotto il video colloquio di lavoro nel processo di selezione del personale. Uno strumento di selezione aggiuntivo che permette alle aziende di individuare più rapidamente i candidati idonei ad accedere al colloquio di lavoro face to face.

Online ci sono tantissimi articoli che forniscono consigli su come prepararsi al meglio per un video colloquio di lavoro. Dritte e suggerimenti utili per i candidati che si cimentano con questo strumento per la prima volta. Tuttavia la paura, la diffidenza verso uno strumento nuovo e la timidezza disincentivano ancora tantissime persone a partecipare a una video interview.

E se ti dicessi che il video colloquio aumenta le chance di trovare lavoro più facilmente?

Ti spiego subito il perchè. Innazitutto entrano in gioco i numeri. Supponiamo che l’azienda pubblichi un annuncio online e in un mese di pubblicazione arrivino 1000 candidature. In media solo il 10% supera la prima scrematura, effettuata con parametri di valutazione non restrittivi. Il recruiter quindi ha 100 candidati più o meno allineati ai quali inviare il link con la richiesta di partecipare al video colloquio e rispondere a delle domande attraverso webcam. Ebbene, in media solo il 20-30% dei candidati decide di completare la sua candidatura attraverso la video interview. Cosa vuol dire questo? Che il candidato che completa tutto il processo di pre-selezione, propedeutico al colloquio face to face, ha molte più possibilità di farsi notare dall’azienda e di trovare un nuovo lavoro: una cosa è sperare di essere scelto fra 1000 candidati, un’altra è comparire in una lista di 20-30 persone!

Mettici la faccia e giocatela bene

Il video può fare davvero la differenza in un processo di selezione. E’ vero, viviamo in un’epoca in cui si preferisce inviare un messaggio whatsapp o una mail, piuttosto che alzare la cornetta e parlarsi. La richiesta di esporci, mettendoci letteralmente la faccia, pesa, intimidisce e disincentiva. E spesso ci si rifugia dietro la scusa che si preferisce il colloquio face to face. Ma il colloquio dal vivo c’è sempre: il video colloquio non è un sostituto del colloquio face to face, è solo uno step di valutazione aggiuntivo. E risponde anche all’esigenza di molti di avere uno spazio in più rispetto al solo curriculum per raccontarsi. E’ come se l’azienda ti avesse “passato la palla”, ti abbia dato parola e ti stia dicendo “giocatela”!

Cosa guardano i recruiter dell’azienda nel video colloquio

Per giocartela bene mettiti nei panni del recruiter e prova a seguire questi suggerimenti:

👉 Recupera l’annuncio di lavoro al quale hai risposto e leggilo bene: le domande che ti sottoporranno sono tutte davanti ai tuoi occhi! Ad esempio, nell’annuncio c’è scritto che la conoscenza dell’inglese è un must? Allora molto probabilmente una o più domande saranno in inglese. E’ indispensabile la conoscenza di un mercato o settore specifico? Sicuramente una domanda video verterà su questo.

👉 Rispondi alle domande in modo pertinente e non divagare. Se ti viene richiesto di raccontare un episodio specifico a titolo di esempio, non rispondere in modo generico, ma scava nella memoria e scegli l’esempio più rappresentativo.

👉 Colma i silenzi. Se c’è una domanda scomoda, alla quale non sai come rispondere, non fare scena muta, ma cerca di dare le migliore risposta che puoi, così come faresti in un colloquio dal vivo. Meglio una risposta tipo: “non mi è mai capitata questa situazione, tuttavia mi è capitato di….” piuttosto che far trascorrere i secondi in totale silenzio.

👉 Trasmetti grinta ed energia. Il video colloquio ti consente di veicolare il tuo modo di comunicare e la tua personalità. Per ogni profilo sono richieste competenze diverse, ma l’energia è trasversale a tutti i ruoli. La voce, il sorriso, il linguaggio del corpo, un atteggiamento aperto e positivo fanno guadagnare punti.

👉 Utilizza eventuali domande scritte per aggiungere informazioni importanti che non sono emerse dal curriculum o dalla video interview. Ad esempio, conferma della disponibilità al trasferimento o motivazioni particolari verso il ruolo o l’azienda. E se non hai avuto il tempo necessario per completare una video risposta, questo è lo spazio giusto per farlo.

3, 2,1…ciak si gira! 😉

Giada

Recruiting day

Cercare lavoro – I Recruiting Day per trovare un’opportunità

Cercare lavoro partecipando ai Recruiting Day può rivelarsi una buona occasione per trovare un’opportunità professionale. Negli ultimi anni l’organizzazione di Job Fair/Career Day/Recruiting Day ha fatto passi da gigante, trasformando eventi, una volta caotici e poco attrattivi, in un’occasione altamente fruibile e ben organizzata di incontro fra domanda e offerta . Tante le aziende, tantissimi i candidati neolaureati, inoccupati o in cerca di una nuova occupazione, che si ritagliano una giornata per sondare il mercato e mettersi in gioco.  

I VANTAGGI

Tuttavia, interpretare e soddisfare le necessità e le aspettative di tanti interlocutori non è semplice. Non tutti i reclutatori e candidati si portano a casa risultati apprezzabili in termini di colloqui andati a buon fine. Detto questo però, la mia esperienza in qualità di recruiter resta positiva.

Questi eventi rappresentano infatti una buona occasione da cogliere al volo: gli specialisti della selezione hanno maggiori possibilità di incontrare il candidato in linea in minor tempo. Grazie a colloqui snelli e pianificati possono appurare la presenza dei requisiti cercati, per poi rimandare a un successivo incontro in azienda un approfondimento più accurato del profilo. I candidati, da parte loro, hanno la possibilità in una sola giornata di crearsi delle opportunità di incontro con le aziende di proprio interesse e sostenere colloqui a fronte di posizioni aperte in linea con il loro profilo.

Bisogna poi riconoscere che l’organizzazione dei Recruiting Day è diventata sempre più efficace per ridurre i tempi d’attesa e disciplinare il flusso abnorme di partecipanti, grazie a chiare indicazioni in fase di pre-iscrizione online. L’importante è quindi informarsi e registrarsi con qualche giorno d’anticipo sul portale dedicato. Vediamo quindi quali sono gli eventi dei prossimi mesi da non lasciarsi scappare per trovare lavoro e i migliori candidati!

I PROSSIMI EVENTI

IO LAVORO – 13/22 Novembre 2019 a IVREA/BIELLA E’ una delle più grandi job fair, luogo privilegiato di incontro tra aziende e candidati. Non solo. L’evento offre anche workshop e seminari per coloro che vogliono preparasi al meglio per sostenere i colloqui di lavoro. Le aziende hanno la possibilità di pubblicare annunci sul portale dell’evento ed organizzare colloqui liberi, in preselezione o in modalità mista. Per partecipare occorre iscriversi come candidato o come azienda nelle aree indicate. Le iscrizioni sono aperte!

JOB MEETING – dal 23 Ottobre al 28 Novembre 2019 a /BOLOGNA/VERONA/PISA. E’ una manifestazione itinerante dedicata alla categoria neo. Un evento che agevola il contatto tra laureati e laureandi di tutte le aree disciplinari, aziende nazionali e internazionali e realtà dell’alta formazione. L’evento si tiene nelle principali città italiane, offrendo così la possibilità a tutti i giovani professionisti di partecipare senza costi aggiuntivi. Per partecipare occorre registrarsi nella sezione specifica.

PUNTO DI INCONTRO – 6 e 7 Novembre 2019 a PORDENONE Due giorni di orientamento, formazione e lavoro. A chi è dedicato? A studenti degli ultimi anni delle scuole superiori, diplomati, laureati e adulti alla ricerca di lavoro o di nuova specializzazione.

INCLUSIVE JOB DAY – 30 Ottobre 2019 a Roma Una giornata di selezione all’insegna del diversity management e dell’inclusione lavorativa nel mondo del lavoro. L’evento è dedicato a persone con disabilità, persone appartenenti alle categorie protette, persone di origine straniera. Più volte all’anno, nelle diverse città italiane che ospitano l’iniziativa, le aziende partecipanti al progetto hanno l’opportunità di incontrare i candidati selezionati in base ai profili richiesti.

EVENTI DEDICATI

HIGH FLYERS DAY – 19 Novembre a Milano. E’ un evento di recruiting dedicato esclusivamente a chi ha conseguito o sta per conseguire una laurea in Ingegneria Meccanica, Elettrica, Elettronica, Energetica, Automazione, Meccatronica e Gestionale. L’accesso all’evento è riservato a coloro che supereranno l’iter selettivo curato da AlmaLaurea e riceveranno l’invito a partecipare. I candidati selezionati avranno la possibilità di sostenere un breve colloquio con i referenti HR di tutte le aziende presenti.

BIT4JOB – dal 9 all’11 Febbraio 2020 a Milano. Un multievento di lavoro, formazione e coaching, per il settore del Turismo e Hospitality. Un’ottima occasione per incontrare aziende del calibro di Costa Crociere e Club Med. Dove? A Milano presso Fieramilanocity.

CAREER DAY

La lista sarebbe molto lunga (per fortuna) se considerassimo tutte le iniziative promosse dagli uffici di Placement delle Università Italiane. I principali atenei hanno infatti negli ultimi anni incrementato le possibilità per i propri studenti di dialogare con attori dell’imprenditoria locale e nazionale. Per conoscere quindi gli eventi patrocinati dalla propria università basta collegarsi al portale del proprio ateneo.

In bocca al lupo a tutti! 😉

Giada

annuncio di lavoro SEO

Annunci di lavoro SEO-friendly: come migliorare il posizionamento degli annunci di lavoro sul web

Per ottenere un buon posizionamento dei propri annunci di lavoro è importante che questi siano SEO-friendly. Tuttavia, come spiegato nell’articolo “SEO e annunci di lavoro:  le parole chiave per ottenere una buona visibilità online“, non è facile far comparire il proprio annuncio di lavoro tra i primi risultati di una ricerca. Ciò dipende in gran parte dalla scelta e dall’utilizzo delle parole chiave. Esistono però altri aspetti, altrettanto importanti, che possono aiutarti a ottenere una migliore redemption di candidature.

1. CONTENUTO

Un errore che molti di noi recruiter commettono è proprio quello di copiare l’annuncio, presente nella sezione lavora con noi del sito istituzionale, per incollarlo poi su una o più job bord esterne. Questa pratica, se da un lato fa risparmiare tempo, dall’altro non paga in termini di visibilità dell’opportunità. Il motivo è semplice:

In ottica di indicizzazione, Google privilegia i testi inediti, non presenti su altre pagine online, nei quali il contenuto è chiaro e ben articolato.

Cosa fare quindi per far apparire il proprio annuncio nelle prime pagine di Google? Il segreto è quello di riscrivere il job posting con parole diverse, ogni qual volta lo si pubblica su un sito differente, esprimendo quindi lo stesso concetto, ma con originalità. In questo modo l’annuncio di lavoro sarà visibile non solo una, ma potenzialmente due o tre volte.

Di conseguenza, nella costruzione di un’offerta di lavoro, sarà più efficace inserire il paragrafo informativo sull’azienda (quasi sempre standard), in cui si racconta chi è e cosa fa la società che sta cercando la risorsa, in fondo all’annuncio di lavoro.

La condivisione poi è fondamentale: verifica che l’offerta di lavoro possa essere condivisa attraverso i bottoni social…più popolare è il contenuto, maggior valore avrà per Google! 😉

Contenuti evergreen, azienda e sharing

Scopri quali sono i tool che ti aiutano a ottimizzare le tue offerte di lavoro nell’articolo Come scrivere un buon annuncio di lavoro online in chiave digital.

2. GOOGLE ❤ EVERGREEN

Per assicurarti un buon posizionamento online, non basta tuttavia limitarsi a scrivere contenuti originali. Google infatti dà la precedenza alle pagine che presentano un contenuto fisso e duraturo, rispetto a pagine con contenuti provvisori. L’annuncio di lavoro solitamente ha una durata di vita di pochi mesi. Che fare allora? Puoi utilizzare dei piccoli escamotage, attingendo a forme di storytelling e all’employer branding.

Basterà infatti arricchire il sito di contenuti interessanti e sempre validi, di supporto e a completamento delle ricerche di lavoro.

Ad esempio, scrivere degli articoli “evergreen” su questi temi, creando dei link con i nostri annunci di lavoro:

  • Come funziona il processo di selezione in azienda
  • Cosa vuol dire lavorare per l’azienda
  • Qual è la cultura aziendale
  • Perchè un candidato dovrebbe aspirare a lavorare per la nostra azienda
  • Come sono le persone che lavorano in azienda

Tutto questo ti consentirà di generare traffico al sito e ottenere dei punti in più in ottica SEO.

3. EDITOR

I risultati migliori nel processo di scrittura di un annuncio di lavoro si ottengono utilizzando un editor, che permetta di convertire e modificare il testo in HTML. Lavorare non solo sul contenuto, ma anche sulla struttura del testo, badando alla lunghezza delle frasi e alla loro distribuzione in paragrafi, ai titoli e sottotitoli, alle parole chiave e link-building.

Editor annuncio di lavoro
Editor annuncio di lavoro

Buona scrittura! 😉

Giada