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Action Plan: cosa puoi fare per la tua carriera mentre sei a casa durante il coronavirus

Se ti stai chiedendo cosa puoi fare per la tua carriera durante questo periodo a casa per l’emergenza Coronavirus, qualche paragrafo più giù trovi un action plan da scaricare, con delle semplici azioni che puoi mettere in pratica. Prima però consentitemi una premessa.

Lo ammetto, ci ho messo un pò a decidere se scrivere questo post. Siete in tanti ad avermi scritto in queste settimane, chiedendomi di trasformare il corso di formazione in aula in un training online o di pensare a qualche iniziativa da remoto per non “sprecare” questo tempo a casa e renderlo “utile”.

“ESSERE” FUORI DALLA LOGICA DELLA PRODUTTIVITA’

Ottimizzare, sprecare, utilità, tempo, fare. E’ proprio questo che mi ha frenato. Questa urgenza che ci spinge a colmare i vuoti, a mettere a frutto questo tempo che ci obbliga a stare fermi. Quasi che il non far nulla fosse peccato. E per “non far nulla” non intendo ozio, apatia, pigrizia, ma vivere queste settimane fuori dalla logica della produttività, per cui ci sentiamo gratificati e in pace con la nostra coscienza solo se siamo produttivi.

Io ad esempio in questo tempo a casa mi sono accorta di non essere più capace di leggere un libro che non fosse un manuale o un saggio legato al mio lavoro. Soglia di attenzione e pazienza nell’aspettare che la trama del romanzo si sviluppi pari a zero. Ma com’è possibile? Com’è potuto succedere? Io che una volta divoravo libri e classici? Mi sono data una risposta: il monofocus, il timore dell’essere improduttivi e le distrazioni social. Ci siamo talmente focalizzati sul nostro lavoro, abbiamo dato così grande spazio alle nostre abilità intellettuali, abbiamo convogliato tutte le nostre energie per la nostra realizzazione professionale, misuriamo così tanto il nostro essere sulla logica della produttività, siamo così invischiati in questo mondo social del qui-e-ora che ci siamo dimenticati di quel tempo perso, lento, di quello spazio ristretto, il nostro, di quel sapere pratico e semplice, della fantasia. Non abbiamo più fantasia. Nei giochi, nei passatempi, nei tempi morti.

Ecco il mio invito: se abbiamo la fortuna di continuare a svolgere il nostro lavoro in smartworking, lavoriamo da casa, dedichiamo il tempo necessario alla nostra carriera, ma poi proviamo a godere delle ore che ci restano libere, vivendole in modo diverso. In questa immensa tragedia, proviamo a trovare qualcosa di positivo nello stare a casa. Proviamo a non subire #iostaacasa, ma a trovare del buono in questa condizione. Facendo cose diverse dal solito, (ri)allenando la fantasia.

ACTION PLAN CARRIERA – 4 SETTIMANE

Per questo motivo ho deciso di rispondere alle vostre richieste, creando un action plan per la carriera snello, che non totalizzi tutto il vostro tempo, un piano d’azione con 4 piccoli consigli da mettere in campo in un mese. Suggerimenti che vi possono aiutare a essere più efficaci nella ricerca di un nuovo lavoro, ma che vi lascino anche spazio per dedicarvi alla riscoperta della fantasia 🙂

🟡 1° SETTIMANA – CURRICULUM VITAE

Prendi il tuo curriculum vitae e prova a riscriverlo tenendo presente questo suggerimento:

– Per ogni singola esperienza professionale inserisci un elenco puntato con almeno 5 attività gestite direttamente da te.

🟣 2° SETTIMANA – PROFILO LINKEDIN

Apri il tuo profilo Linkedin e completa la sezione riepilogo/about, tenendo presente questo suggerimento:

– Scrivi in cosa sei particolarmente bravo/a, cosa ti piace fare, qual è il tuo approccio lavorativo, cosa cerchi nel lavoro e cosa ti piacerebbe fare o in che tipo di contesto ti piacerebbe lavorare se avessi carta bianca.

🟢 3° SETTIMANA – COLLOQUIO DI LAVORO

Non arrivare impreparato al prossimo colloquio di lavoro, ma prendi carta e penna e segui questo suggerimento:

– Individua 4 competenze soft tipiche del tuo ruolo (problem solving, negoziazione, time management, leadership ecc…) e, per ciascuna di esse, ripensando a tutta la tua carriera, prova a scrivere l’episodio più significativo in cui hai dimostrato e messo in campo tale competenza.

🔵 4° SETTIMANA – STRUMENTI

Il distanziamento sociale favorisce i colloqui online, quindi attrezzati:

– Scarica Skype, crea il tuo account e salvati il tuo ID (nome utenza) che dovrai comunicare al recruiter, aggiungi una fotografia, verifica la funzionalità audio e webcam del tuo pc.


Ecco qui il tuo Action Plan mensile.

COSA FARE: scarica il file qui di seguito, stampalo e appendilo vicino alla tua scrivania, ti guiderà nel tuo piano d’azione carriera mensile! Dedica qualche ora di ciascuna settimana a un’attività.

Tutto qui? Sì, usa le ore libere che ti restano per allenare la fantasia: ogni settimana fai qualcosa che non abbia una finalità/produttività professionale.

IL TEMPO SOGNATO

Chiudo con la stupenda “C’è tempo” di Ivano Fossati, una canzone il cui messaggio mi sembra così azzeccato per questo periodo. Una canzone che vi suggerisco di ascoltare e che spero possa essere di ispirazione per questo tempo di attesa, sognato, perfetto per fare silenzio e guardare il passaggio del sole d’estate.

Dicono che c’è un tempo per seminare
E uno che hai voglia ad aspettare
Un tempo sognato che viene di notte
E un altro di giorno teso
Come un lino a sventolare

C’è un tempo negato e uno segreto
Un tempo distante che è roba degli altri
Un momento che era meglio partire
E quella volta che noi due era meglio parlarci

C’è un tempo perfetto per fare silenzio
Guardare il passaggio del sole d’estate
E saper raccontare ai nostri bambini quando
È l’ora muta delle fate

C’è un giorno che ci siamo perduti
Come smarrire un anello in un prato
E c’era tutto un programma futuro
Che non abbiamo avverato

È tempo che sfugge, niente paura
Che prima o poi ci riprende
Perché c’è tempo, c’è tempo c’è tempo, c’è tempo
Per questo mare infinito di gente

Dio, è proprio tanto che piove
E da un anno non torno
Da mezz’ora sono qui arruffato
Dentro una sala d’aspetto
Di un tram che non viene
Non essere gelosa di me
Della mia vita
Non essere gelosa di me
Non essere mai gelosa di me

C’è un tempo d’aspetto come dicevo
Qualcosa di buono che verrà
Un attimo fotografato, dipinto, segnato
E quello dopo perduto via
Senza nemmeno voler sapere come sarebbe stata
La sua fotografia

C’è un tempo bellissimo, tutto sudato
Una stagione ribelle
L’istante in cui scocca l’unica freccia
Che arriva alla volta celeste
E trafigge le stelle
È un giorno che tutta la gente
Si tende la mano
È il medesimo istante per tutti
Che sarà benedetto, io credo
Da molto lontano
È il tempo che è finalmente
O quando ci si capisce
Un tempo in cui mi vedrai
Accanto a te nuovamente
Mano alla mano
Che buffi saremo
Se non ci avranno nemmeno
Avvisato

Dicono che c’è un tempo per seminare
E uno più lungo per aspettare
Io dico che c’era un tempo sognato
Che bisognava sognare

Un abbraccio a tutti,

Giada

video colloquio di lavoro

Video colloquio di lavoro: perchè è più facile trovare lavoro con un video

Sono molte le aziende che hanno introdotto il video colloquio di lavoro nel processo di selezione del personale. Uno strumento di selezione aggiuntivo che permette alle aziende di individuare più rapidamente i candidati idonei ad accedere al colloquio di lavoro face to face.

Online ci sono tantissimi articoli che forniscono consigli su come prepararsi al meglio per un video colloquio di lavoro. Dritte e suggerimenti utili per i candidati che si cimentano con questo strumento per la prima volta. Tuttavia la paura, la diffidenza verso uno strumento nuovo e la timidezza disincentivano ancora tantissime persone a partecipare a una video interview.

E se ti dicessi che il video colloquio aumenta le chance di trovare lavoro più facilmente?

Ti spiego subito il perchè. Innazitutto entrano in gioco i numeri. Supponiamo che l’azienda pubblichi un annuncio online e in un mese di pubblicazione arrivino 1000 candidature. In media solo il 10% supera la prima scrematura, effettuata con parametri di valutazione non restrittivi. Il recruiter quindi ha 100 candidati più o meno allineati ai quali inviare il link con la richiesta di partecipare al video colloquio e rispondere a delle domande attraverso webcam. Ebbene, in media solo il 20-30% dei candidati decide di completare la sua candidatura attraverso la video interview. Cosa vuol dire questo? Che il candidato che completa tutto il processo di pre-selezione, propedeutico al colloquio face to face, ha molte più possibilità di farsi notare dall’azienda e di trovare un nuovo lavoro: una cosa è sperare di essere scelto fra 1000 candidati, un’altra è comparire in una lista di 20-30 persone!

Mettici la faccia e giocatela bene

Il video può fare davvero la differenza in un processo di selezione. E’ vero, viviamo in un’epoca in cui si preferisce inviare un messaggio whatsapp o una mail, piuttosto che alzare la cornetta e parlarsi. La richiesta di esporci, mettendoci letteralmente la faccia, pesa, intimidisce e disincentiva. E spesso ci si rifugia dietro la scusa che si preferisce il colloquio face to face. Ma il colloquio dal vivo c’è sempre: il video colloquio non è un sostituto del colloquio face to face, è solo uno step di valutazione aggiuntivo. E risponde anche all’esigenza di molti di avere uno spazio in più rispetto al solo curriculum per raccontarsi. E’ come se l’azienda ti avesse “passato la palla”, ti abbia dato parola e ti stia dicendo “giocatela”!

Cosa guardano i recruiter dell’azienda nel video colloquio

Per giocartela bene mettiti nei panni del recruiter e prova a seguire questi suggerimenti:

👉 Recupera l’annuncio di lavoro al quale hai risposto e leggilo bene: le domande che ti sottoporranno sono tutte davanti ai tuoi occhi! Ad esempio, nell’annuncio c’è scritto che la conoscenza dell’inglese è un must? Allora molto probabilmente una o più domande saranno in inglese. E’ indispensabile la conoscenza di un mercato o settore specifico? Sicuramente una domanda video verterà su questo.

👉 Rispondi alle domande in modo pertinente e non divagare. Se ti viene richiesto di raccontare un episodio specifico a titolo di esempio, non rispondere in modo generico, ma scava nella memoria e scegli l’esempio più rappresentativo.

👉 Colma i silenzi. Se c’è una domanda scomoda, alla quale non sai come rispondere, non fare scena muta, ma cerca di dare le migliore risposta che puoi, così come faresti in un colloquio dal vivo. Meglio una risposta tipo: “non mi è mai capitata questa situazione, tuttavia mi è capitato di….” piuttosto che far trascorrere i secondi in totale silenzio.

👉 Trasmetti grinta ed energia. Il video colloquio ti consente di veicolare il tuo modo di comunicare e la tua personalità. Per ogni profilo sono richieste competenze diverse, ma l’energia è trasversale a tutti i ruoli. La voce, il sorriso, il linguaggio del corpo, un atteggiamento aperto e positivo fanno guadagnare punti.

👉 Utilizza eventuali domande scritte per aggiungere informazioni importanti che non sono emerse dal curriculum o dalla video interview. Ad esempio, conferma della disponibilità al trasferimento o motivazioni particolari verso il ruolo o l’azienda. E se non hai avuto il tempo necessario per completare una video risposta, questo è lo spazio giusto per farlo.

3, 2,1…ciak si gira! 😉

Giada

Recruiting day

Cercare lavoro – I Recruiting Day per trovare un’opportunità

Cercare lavoro partecipando ai Recruiting Day può rivelarsi una buona occasione per trovare un’opportunità professionale. Negli ultimi anni l’organizzazione di Job Fair/Career Day/Recruiting Day ha fatto passi da gigante, trasformando eventi, una volta caotici e poco attrattivi, in un’occasione altamente fruibile e ben organizzata di incontro fra domanda e offerta . Tante le aziende, tantissimi i candidati neolaureati, inoccupati o in cerca di una nuova occupazione, che si ritagliano una giornata per sondare il mercato e mettersi in gioco.  

I VANTAGGI

Tuttavia, interpretare e soddisfare le necessità e le aspettative di tanti interlocutori non è semplice. Non tutti i reclutatori e candidati si portano a casa risultati apprezzabili in termini di colloqui andati a buon fine. Detto questo però, la mia esperienza in qualità di recruiter resta positiva.

Questi eventi rappresentano infatti una buona occasione da cogliere al volo: gli specialisti della selezione hanno maggiori possibilità di incontrare il candidato in linea in minor tempo. Grazie a colloqui snelli e pianificati possono appurare la presenza dei requisiti cercati, per poi rimandare a un successivo incontro in azienda un approfondimento più accurato del profilo. I candidati, da parte loro, hanno la possibilità in una sola giornata di crearsi delle opportunità di incontro con le aziende di proprio interesse e sostenere colloqui a fronte di posizioni aperte in linea con il loro profilo.

Bisogna poi riconoscere che l’organizzazione dei Recruiting Day è diventata sempre più efficace per ridurre i tempi d’attesa e disciplinare il flusso abnorme di partecipanti, grazie a chiare indicazioni in fase di pre-iscrizione online. L’importante è quindi informarsi e registrarsi con qualche giorno d’anticipo sul portale dedicato. Vediamo quindi quali sono gli eventi dei prossimi mesi da non lasciarsi scappare per trovare lavoro e i migliori candidati!

I PROSSIMI EVENTI

IO LAVORO – 13/22 Novembre 2019 a IVREA/BIELLA E’ una delle più grandi job fair, luogo privilegiato di incontro tra aziende e candidati. Non solo. L’evento offre anche workshop e seminari per coloro che vogliono preparasi al meglio per sostenere i colloqui di lavoro. Le aziende hanno la possibilità di pubblicare annunci sul portale dell’evento ed organizzare colloqui liberi, in preselezione o in modalità mista. Per partecipare occorre iscriversi come candidato o come azienda nelle aree indicate. Le iscrizioni sono aperte!

JOB MEETING – dal 23 Ottobre al 28 Novembre 2019 a /BOLOGNA/VERONA/PISA. E’ una manifestazione itinerante dedicata alla categoria neo. Un evento che agevola il contatto tra laureati e laureandi di tutte le aree disciplinari, aziende nazionali e internazionali e realtà dell’alta formazione. L’evento si tiene nelle principali città italiane, offrendo così la possibilità a tutti i giovani professionisti di partecipare senza costi aggiuntivi. Per partecipare occorre registrarsi nella sezione specifica.

PUNTO DI INCONTRO – 6 e 7 Novembre 2019 a PORDENONE Due giorni di orientamento, formazione e lavoro. A chi è dedicato? A studenti degli ultimi anni delle scuole superiori, diplomati, laureati e adulti alla ricerca di lavoro o di nuova specializzazione.

INCLUSIVE JOB DAY – 30 Ottobre 2019 a Roma Una giornata di selezione all’insegna del diversity management e dell’inclusione lavorativa nel mondo del lavoro. L’evento è dedicato a persone con disabilità, persone appartenenti alle categorie protette, persone di origine straniera. Più volte all’anno, nelle diverse città italiane che ospitano l’iniziativa, le aziende partecipanti al progetto hanno l’opportunità di incontrare i candidati selezionati in base ai profili richiesti.

EVENTI DEDICATI

HIGH FLYERS DAY – 19 Novembre a Milano. E’ un evento di recruiting dedicato esclusivamente a chi ha conseguito o sta per conseguire una laurea in Ingegneria Meccanica, Elettrica, Elettronica, Energetica, Automazione, Meccatronica e Gestionale. L’accesso all’evento è riservato a coloro che supereranno l’iter selettivo curato da AlmaLaurea e riceveranno l’invito a partecipare. I candidati selezionati avranno la possibilità di sostenere un breve colloquio con i referenti HR di tutte le aziende presenti.

BIT4JOB – dal 9 all’11 Febbraio 2020 a Milano. Un multievento di lavoro, formazione e coaching, per il settore del Turismo e Hospitality. Un’ottima occasione per incontrare aziende del calibro di Costa Crociere e Club Med. Dove? A Milano presso Fieramilanocity.

CAREER DAY

La lista sarebbe molto lunga (per fortuna) se considerassimo tutte le iniziative promosse dagli uffici di Placement delle Università Italiane. I principali atenei hanno infatti negli ultimi anni incrementato le possibilità per i propri studenti di dialogare con attori dell’imprenditoria locale e nazionale. Per conoscere quindi gli eventi patrocinati dalla propria università basta collegarsi al portale del proprio ateneo.

In bocca al lupo a tutti! 😉

Giada

annuncio di lavoro SEO

Annunci di lavoro SEO-friendly: come migliorare il posizionamento degli annunci di lavoro sul web

Per ottenere un buon posizionamento dei propri annunci di lavoro è importante che questi siano SEO-friendly. Tuttavia, come spiegato nell’articolo “SEO e annunci di lavoro:  le parole chiave per ottenere una buona visibilità online“, non è facile far comparire il proprio annuncio di lavoro tra i primi risultati di una ricerca. Ciò dipende in gran parte dalla scelta e dall’utilizzo delle parole chiave. Esistono però altri aspetti, altrettanto importanti, che possono aiutarti a ottenere una migliore redemption di candidature.

1. CONTENUTO

Un errore che molti di noi recruiter commettono è proprio quello di copiare l’annuncio, presente nella sezione lavora con noi del sito istituzionale, per incollarlo poi su una o più job bord esterne. Questa pratica, se da un lato fa risparmiare tempo, dall’altro non paga in termini di visibilità dell’opportunità. Il motivo è semplice:

In ottica di indicizzazione, Google privilegia i testi inediti, non presenti su altre pagine online, nei quali il contenuto è chiaro e ben articolato.

Cosa fare quindi per far apparire il proprio annuncio nelle prime pagine di Google? Il segreto è quello di riscrivere il job posting con parole diverse, ogni qual volta lo si pubblica su un sito differente, esprimendo quindi lo stesso concetto, ma con originalità. In questo modo l’annuncio di lavoro sarà visibile non solo una, ma potenzialmente due o tre volte.

Di conseguenza, nella costruzione di un’offerta di lavoro, sarà più efficace inserire il paragrafo informativo sull’azienda (quasi sempre standard), in cui si racconta chi è e cosa fa la società che sta cercando la risorsa, in fondo all’annuncio di lavoro.

La condivisione poi è fondamentale: verifica che l’offerta di lavoro possa essere condivisa attraverso i bottoni social…più popolare è il contenuto, maggior valore avrà per Google! 😉

Contenuti evergreen, azienda e sharing

Scopri quali sono i tool che ti aiutano a ottimizzare le tue offerte di lavoro nell’articolo Come scrivere un buon annuncio di lavoro online in chiave digital.

2. GOOGLE ❤ EVERGREEN

Per assicurarti un buon posizionamento online, non basta tuttavia limitarsi a scrivere contenuti originali. Google infatti dà la precedenza alle pagine che presentano un contenuto fisso e duraturo, rispetto a pagine con contenuti provvisori. L’annuncio di lavoro solitamente ha una durata di vita di pochi mesi. Che fare allora? Puoi utilizzare dei piccoli escamotage, attingendo a forme di storytelling e all’employer branding.

Basterà infatti arricchire il sito di contenuti interessanti e sempre validi, di supporto e a completamento delle ricerche di lavoro.

Ad esempio, scrivere degli articoli “evergreen” su questi temi, creando dei link con i nostri annunci di lavoro:

  • Come funziona il processo di selezione in azienda
  • Cosa vuol dire lavorare per l’azienda
  • Qual è la cultura aziendale
  • Perchè un candidato dovrebbe aspirare a lavorare per la nostra azienda
  • Come sono le persone che lavorano in azienda

Tutto questo ti consentirà di generare traffico al sito e ottenere dei punti in più in ottica SEO.

3. EDITOR

I risultati migliori nel processo di scrittura di un annuncio di lavoro si ottengono utilizzando un editor, che permetta di convertire e modificare il testo in HTML. Lavorare non solo sul contenuto, ma anche sulla struttura del testo, badando alla lunghezza delle frasi e alla loro distribuzione in paragrafi, ai titoli e sottotitoli, alle parole chiave e link-building.

Editor annuncio di lavoro
Editor annuncio di lavoro

Buona scrittura! 😉

Giada

HR-futuro

STEP INTO THE HR FUTURE: 4 possibili scenari del ruolo dell’HR nel futuro

Step into the HR Future: un salto nel futuro per vedere come potrà evolvere il lavoro e il mondo HR sotto la spinta della digitalizzazione e dell’innovazione tecnologica. Questo il topic dell’evento al quale abbiamo partecipato io e Giada, organizzato da Just Knock, piattaforma che permette di candidarsi, presentando le proprie idee alle aziende. Quali sono le peculiarità del mercato del lavoro italiano oggi? Cosa ci dobbiamo aspettare nei prossimi anni? Tra gli speaker, Paolo Gallo, responsabile Risorse Umane del World Economic Forum, ha messo in luce alcuni interessanti aspetti e le relative conseguenze:

La crisi ha provocato un forte aumento della disoccupazione giovanile che ha raggiunto quasi il 40% in Italia

L’aumento dell’aspettativa di vita ha causato uno spostamento dell’età pensionabile e quindi, anche qui, un calo dei posti di lavoro per i neo-laureati

Si è passati dalla tendenza al “savoir-faire”, quindi da un training a imparare, a fare, a produrre, al “savoir-etre“, alla tendenza cioè a voler essere, a voler aumentare la consapevolezza e l’intelligenza emotiva

Le nuove tecnologie hanno certamente avuto un forte impatto sul mondo del lavoro, spazzando via alcuni lavori, quelli con un grande contenuto di automazione, ma nello stesso tempo hanno dato una spinta verso le professioni “più umane”, che richiedono maggiori capacità cognitive/relazionali

Tutto ciò ha portato alla nascita di  nuovi modi di lavorare, per i quali è necessario sviluppare le cosiddette “competenze del futuro“, ovvero: la capacità di prendere decisioni, di collaborare, di capire la complessità dei problemi, sviluppare critical thinking, quindi competenze meno tecniche ma più “soft“. Non a caso, la creatività e la felicità individuale sono aspetti cui le aziende prestano sempre più attenzione: se siamo felici e soddisfatti di ciò che stiamo facendo, allora riusciremo anche ad essere creativi e produttivi. In una sorta di paradossale inversione di tendenza, oggi le risorse scarse non sono le tecnologie, ma le idee. Le tecnologie sono disponibili ovunque, ci sono piattaforme, networks, ma ciò che manca sono le idee. C’è sempre meno bisogno di managers e sempre più bisogno di “makers“, persone che creino, che portino innovazione, che trovino nuovi modi per creare valore. Se tutto quello che può essere automatizzato nei prossimi anni lo sarà, e questo, purtroppo o per fortuna è una certezza, allora il fattore di successo non potrà che essere l’uomo e le sue idee.

Altro intervento illuminante, quello di Nicola Spadoni, consulente di JustKnock, il quale ha posto una domanda “Quale sarà l’impatto delle nuove tecnologie sul mondo del lavoro? Voi fate parte del mondo degli ottimisti o dei pessimisti?” Gli ottimisti generalmente pensano che in qualunque rivoluzione, la società riesce sempre a creare nuovi posti di lavoro; se siamo sopravvissuti a quattro rivoluzioni industriali, sopravviveremo anche a questa del digitale. I pessimisti invece sostengono che ci sarà un boom della disoccupazione e che quindi bisognerà  pensare a come fare per risolvere questo problema. Superando questa dicotomia, Nicola ha condiviso un’ipotesi originale, proponendo quattro possibili scenari del futuro, all’interno dei quali il mondo dell’HR potrebbe giocare un ruolo particolare. Le caratteristiche di questi scenari dipenderanno dalle scelte che noi faremo come società, da eventi che possono accadere e dai trend sociali (innovazioni tecnologiche, cambiamenti demografici, potere economico, urbanizzazione, scarsità di risorse):

IL MONDO BLU, molto individualista, caratterizzato da grandi corporation fortemente integrate (le Gafa – Google, Facebook, Apple e Amazon). Immaginatevi un mondo caratterizzato da forte disoccupazione, in cui le grosse aziende di social media iniziano a fondersi, diventano dei “giganti”, dei colossi, con grandissimo potere di mercato. Ci saranno due tipi di lavoratori essenzialmente: un’élite ricercata e trattenuta da queste grandi aziende, gli “winner”, e i “looser”, ovvero tutte le altre persone. Sarà un mondo in cui ci saranno risorse molto scarse e quindi solo poche persone riusciranno ad avere successo.

IL MONDO GREEN, ci sono sempre grandi corporation che però sono orientate più al collettivismo, hanno come obiettivo il “dare”, il “give back” alla società. Da qui al 2030 ci sarà una crisi umanitaria, guerre dovute a conflitti sul petrolio che provocheranno milioni di morti. Il problema della scarsità dell’acqua farà nascere un movimento di opinione che condannerà quelle compagnie che non adottano policy “green” all’interno della propria azienda. Dunque queste aziende dovranno prendere dei talenti con una cultura e dei valori in linea con quelli del mercato; quindi di nuovo ci sarà quello sdoppiamento presente nel mondo blu: i “winner” e i “looser”(coloro che non agiscono in modo”green”).

IL MONDO GIALLO, caratterizzato dal collettivismo parcellizzato, dove la catena del valore è molto spezzettata. Le aziende  sono startup che valorizzano molto le competenze, il mondo dei makers, non più le tecnologie, che vengono viste quasi come un problema. I lavoratori non sposeranno più il brand dell’azienda, ma dei valori. I recruiter dovranno imparare a lavorare all’interno delle community, dovranno diventare ambassadors delle competenze specifiche utili in questo mondo.La motivazione dei dipendenti sarà quella di crescere all’interno della propria community

IL MONDO ROSSO, individualista ma parcellizzato, dove l’innovazione vince sempre, vincono le idee piuttosto che i lavori. I recruiter non assumeranno più persone, ma idee, skills, sposeranno il progetto, non la carriera. Il recruiter dovrà essere un animatore di progetti innovativi, i contratti di lavoro saranno molto brevi, prchè finiranno nel momento in cui finisce il progetto innovativo. In questo mondo la tecnologia dovrà aiutare a ricercare le competenze all’interno del mondo del lavoro.

Una volta delineati i possibili mondi in cui ci troveremo a operare nel futuro, chi si occupa di HR, in funzione della propria scelta, dovrà attivarsi per iniziare a  a costruire quel tipo di mondo e la relativa narrativa per attrarre le persone. L’importante è, in primis, ACT NOW, ovvero agire subito, non aspettare, prendere in considerazione il tema dell’evoluzione del ruolo del’HR e del recruiter e portarlo all’interno dell’azienda; secondo, provare, SPERIMENTARE, verificare le nostre ipotesi! Pensare a quali potrebbero essere i possibili scenari nel nostro lavoro e trovare le soluzioni che possano aiutarci ad evolvere e diventare più efficienti nel nostro ruolo; terzo, MAKE A BIGGER LEAP, “fate un salto” cioè provare a guardare lontano e non solo “al domani”.

E voi che scenari immaginate? Quale vorreste che prevalesse?

Benedetta 🌺

lavoro-partita iva

Aprire partita IVA con lavoro dipendente? Ecco come costruire un piano B!

Partita IVA + lavoro dipendente: si può affiancare al piano A anche un piano B? In questi mesi sono stati in tanti ad avermi scritto dopo aver pubblicato l’articolo Come diventare un recruiter freelance. Molte domande, curiosità e interesse, ma anche tanti timori legati alla remora di lasciare il posto fisso per mettersi in proprio e diventare un lavoratore autonomo. Una soluzione per ridurre le incertezze potrebbe essere quella di affiancare in un primo momento al lavoro dipendente qualche attività extra da freelance e prendere le misure gradualmente con questa nuova dimensione lavorativa. Un’esperta del mestiere ci spiega cosa bisogna fare per aprire la partita IVA e costruirsi un piano B, senza rinunciare al lavoro dipendente 😉

di Stefania Sibilio – Fiscozen

Sono tanti i lavoratori oggi che, non soddisfatti del proprio lavoro, sono stanchi di lavorare alle dipendenze di qualcuno oppure sono incerti sul proprio futuro lavorativo e quindi cercano un piano B. Ma come farlo?

Partita IVA e lavoro autonomo

Quando si lavora come dipendenti capita spesso che per incomprensioni con il responsabile, insofferenza verso gli orari lavorativi o per necessità di famiglia, si cerchi un’alternativa. Il famoso “piano B” può consistere in un lavoro autonomo da poter svolgere al di fuori degli orari di ufficio. In Italia è possibile avere partita IVA e avere un lavoro dipendente, allo stesso tempo. Esistono ovviamente alcune restrizioni, come per coloro che lavorano per le pubbliche amministrazioni.

Partita IVA per coloro che lavorano nel settore privato

Nel settore privato può esistere la partita IVA e quindi potresti progettare e sviluppare il tuo piano B, nonostante il contratto di lavoro. L’unica condizione da rispettare per poter svolgere attività autonoma al contempo di quella dipendente è che non ci sia concorrenza tra le due attività lavorative. In genere questa è una clausola presente sui contratti, ma se nel tuo non c’è allora puoi procedere serenamente, sempre se le due attività hanno qualcosa in comune. Cosa significa questo? Se lavori per una agenzia di comunicazione e decidi di seguire come consulente alcuni progetti per conto tuo, non puoi cercare collaboratori nel pacchetto clienti della tua agenzia, né lavorare per i tuoi progetti nelle ore di lavoro in agenzia. Questo aspetto è tanto scontato quanto importante, perché ricorda sempre che stai progettando un piano B che potrebbe funzionare ma anche no, quindi se hai necessità di lavorare non rischiare di perdere il tuo lavoro!

Le leggi per il datore di lavoro

Esiste un articolo del Codice Civile che prevede l’obbligo di fedeltà del lavoratore dipendente di non trattare affari che siano concorrenziali con quelli del proprio datore di lavoro. Quindi se lavori da dipendente e decidi di metterti in proprio nello stesso settore del tuo datore di lavoro mantenendo il “posto fisso”, allora potresti incorrere in sanzioni importanti. Inoltre ti consiglio di avvertire il datore di lavoro della tua nuova intenzione, in quanto essere trasparenti ripaga anche più di quello che si potrebbe pensare.

Dal punto di vista fiscale?

Innanzitutto dovrai aprire partita iva da libero professionista o da ditta individuale. Nell’articolo che ti ho segnalato troverai tutte le informazioni necessarie per aprire partita IVA. Qui voglio parlarti della differenza con il lavoro dipendente. Per coloro che hanno partita IVA e lavoro autonomo, si dovranno dichiarare e versare le imposte per il lavoro autonomo. La dichiarazione da utilizzare sarà quella del modello dei redditi per le Persone Fisiche e non più il 730, come probabilmente sei abituato a fare. I due redditi sono cumulati e tassati cumulativamente con l’aliquota di riferimento.

Pago più tasse?

No, non pagherai più tasse perché per quanto riguarda il tuo lavoro dipendente resteranno in vigore esattamente le stesse regole presenti fino a quel momento. Per quanto concerne la partita IVA, il reddito derivante dalla tua attività autonoma sarà tassato in base al regime fiscale che si sceglie.

Quali tasse si pagano per la partita IVA?

Dipende perché gli importi delle tasse da versare sono diversi in base al regime fiscale che si sceglie. Non è preclusa la possibilità di utilizzare regimi di agevolati, anche se esistono alcune restrizioni. Se il tuo reddito da lavoratore autonomo supera i 30.000€, allora non potrai aderire al regime fortettario. Ma se non hai superato questa soglia potrai aderire al regime forfettario utilizzando tutte le varie agevolazioni fiscali che prevede. Nel regime forfettario infatti pagherai solo un’imposta sostitutiva del 5% nei primi cinque anni di attività e del 15% negli anni successivi.

Contributi previdenziali: l’ultimo step

Se hai un lavoro autonomo dovrai versare anche i contributi previdenziali, che in Italia sono obbligatori. Nel tuo piano B, se hai un contratto a tempo indeterminato con almeno 26 ore di lavoro settimanale e decidi di avviare un’attività commerciale, non dovrai iscriverti alla gestione commercianti e artigiani INPS, se il tuo lavoro dipendente è prevalente (cioè se supera il lavoro autonomo in reddito e ore di lavoro). Se avvii un’attività da libero professionista allora dovrai iscriverti alla Gestione Separata INPS o alla cassa di previdenza di appartenenza. Se il tuo lavoro è a tempo determinato, allora ti servirà la consulenza di un esperto fiscale che possa analizzare il tuo specifico caso.

Stefania Sibilio

colloquio-di-lavoro

Come prepararsi al meglio per un colloquio di lavoro – I miei consigli su Workher!

Come prepararsi al meglio in vista di un colloquio di lavoro? Cosa fare e cosa evitare per aumentare le possibilità di fare una buona impressione al selezionatore? Nel mio ultimo video girato in collaborazione con Workher, rete tutta al femminile di donne che voglio entrare, rientrare e rimanere nel mercato del lavoro, ho messo in evidenza poche semplici regole per sfruttare al meglio i giorni antecedenti al colloquio e puntare a un’ottima performance il giorno dell’incontro con il selezionatore.

Ecco una miniguida valida per prepararsi al meglio per un colloquio di lavoro:

  • Rileggi l’annuncio al quale ti sei candidato, soprattutto la parte relativa al contenuto della posizione. Per un recruiter è importante che il candidato abbia almeno un’idea del perchè sia lì di fronte a lui in quel momento! Pensi sia scontato? Eppure succede tante volte in sede di colloquio che, alla domanda “Cosa l’ha colpita di più della posizione alla quale si è candidato?”, la risposta sia “Sinceramente non ricordo la posizione, sa, ho inviato così tante candidature…”. Sicuramente il selezionatore fornirà più dettagli sul ruolo in sede di colloquio, ma tu cerca di arrivare preparato sulle informazioni base presenti nella job description 😉
  • Informati e “googola” il nome dell’azienda su internet. Non ti verranno chiesti dati finanziari o dettagli particolari, ma conoscere qual è il core business dell’azienda, la storia e gli ultime news aziendali ti permetterà di fare la differenza rispetto agli altri candidati e ti darà più spunti per argomentare durante il confronto con il selezionatore;
  • Se hai tempo, soprattutto se sono i tuoi primi colloqui, il giorno prima dell’incontro vai in esplorazione e vedi dove si trova la sede. In alternativa studiati bene il percorso, qual è la strada migliore e i mezzi di trasporto più veloci per evitare di arrivare in ritardo il giorno fatidico;
  • Ricordati che la valutazione sulla tua persona inizia dal momento in cui varchi la soglia dell’azienda. Sii professionale e cortese con tutti, dalla receptionist alle persone che incontererai nei corridoi;
  • Presta attenzione agli aspetti paraverbali. Uno studio ha messo in evidenza che nel processo valutativo non è tanto influente quello che il candidato dice, ma come lo dice, come si relaziona e come si presenta. Linguaggio del corpo, tone of voice e abbigliamento rivestono un ruolo chiave nel giudizio del selezionatore. Qualche esempio negativo: accessori vistosi, trucco marcato, aspetto non curato. L’outfit deve essere consono al contesto: azienda formale/abbigliamento formale, azienda informale/abbigliamento casual. Sorriso, positività, energia e comunicazione aperta sono sempre apprezzati. E, se l’emoziona gioca brutti scherzi, un trucco è cercare di parlare più lentamente, per facilitare la respirazione;
  • Non mentire su competenze ed esperienze, la verità prima o poi viene a galla!
  • Non trasformare il colloquio di lavoro in una chiacchierata tra amici o, peggio, in una seduta dallo psicologo! Limitati a fornire particolari che hanno un nesso o che possono influire sull’ambito professionale, senza però sconfinare in dettagli che afferiscono unicamente alla tua sfera privata;
  • Alla fine del colloquio poni delle domande al selezionatore, relative non solo ai dettagli contrattuali, ma anche ad altri aspetti altrettanto fondamentali. RAL e inquadramento sono importanti, ma ricorda che quello sarà un luogo in cui passerai 8 o più ore al giorno. Sicuro che non ti interessa sapere altro? Ad esempio, puoi chiedere qual è la cultura organizzativa, quali sono i valori aziendali, come è organizzato l’ufficio nel quale verrai inserito, come saranno le persone con cui collaborerai;
  • The last but non the least: ogni colloquio è diverso dall’altro, usa il buon senso per gestire al meglio tutte le situazioni.

E una volta sostenuto il colloquio che fare? Qualche suggerimento nel mio articolo “Cosa fare in attesa del feedback post-colloquio di lavoro? I miei consigli per Workher!”

In bocca al lupo! 😉

Giada

autostima-autoefficacia

I ❤ ME : come l’autoStima e l’autoEfficacia possono aiutarti a vivere meglio

Quanto l’autoStima e l’autoEfficacia sono importanti per il raggiungimento degli obiettivi che ci prefissiamo? Quanto sono importanti per il nostro “vivere bene”?  Due parole utilizzate spesso, di cui forse non abbiamo ben chiaro l’esatto significato e soprattutto quali siano le loro implicazioni su di noi.

Che cos’è l’autoStima? E’ quella cosa che quando ci guardiamo allo specchio pensiamo “mamma mia quanto sono carina”? 😎 Beh, detta così sembrerebbe un po’ banale, anche perchè non riguarda solo il lato estetico. In realtà l’autoStima è la coscienza del proprio valore, quel valore che attribuiamo all’immagine che abbiamo di noi stessi. Quel valore che ognuno di noi ha perché esiste, quel valore che nessuno ci può togliere.

Oltre all’autoStima “di base”, quella cioè che sviluppiamo durante l’infanzia, attraverso il rapporto con i genitori e le figure significative, esiste anche un’autoStima “di accrescimento”, che sviluppiamo durante la crescita, la maturazione, attraverso le relazioni, i successi ottenuti, l’approvazione sociale. Questo perchè l’autoStima è legata anche all’influsso indotto: le altre persone, che ci piaccia o no, esercitano un’influenza su di noi, sta a noi decidere che peso dare.

L’autoEfficacia, invece, è la convinzione circa le proprie capacità di produrre un risultato. Quante volte vi è capitato di non sentirvi all’altezza del compito, di non essere adeguati per un determinato ruolo/lavoro? In realtà non esiste una correlazione diretta fra autoStima e autoEfficacia, infatti una persona può giudicarsi incapace di svolgere una certa attività, senza però subire una perdita di autostima (esempio: non sono capace di giocare a tennis, ma mi piaccio lo stesso).

Ci sono alcune cause alla base di un elevato livello di autoEfficacia:

Esperienze affrontate con successo

Osservare persone simili a noi che, con l’impegno, raggiungono i propri obiettivi

La persuasione – una persona ci convince che abbiamo le capacità necessaria, che “ce la possiamo fare”. Forse quest’ultimo è il metodo meno efficace, anche perché dipende dal tipo di persona. Ci sono persone che fanno fatica a fidarsi dell’altro più di altre e sono quindi più difficili da convincere.

Un buon livello di autoEfficacia è indispensabile nel mondo del lavoro come all’università; stessa cosa vale per l’autoStima, anche se ha un peso leggermente inferiore.  Se una persona non sta bene con se stessa, sarà difficile che gli altri si trovino bene con lui; ugualmente, se non sei tu in primis a credere in te stesso e nelle tue capacità, sarà difficile che un altro lo faccia per te.

La mia vita da studentessa mi ha messo spesso alla prova in termini di autoStima e autoEfficacia e, sulla base della mia esperienza universitaria, vorrei condividere con voi quello che ho imparato per avere più fiducia in sè 😉 Ecco i miei consigli:

Positività sempre e comunque: provate a sorridere un po’ di più

Siate mentalmente e fisicamente presenti/attivi su quello che state facendo: siate concentrati, non date spazio alle distrazioni

Riconoscete il vostro valore: come dicevo prima ognuno di noi ce l’ha, cercate di valorizzarlo. Vi farà sentire meglio con quello che state facendo e sicuramente influenzerà positivamente il lavoro che state facendo

Fate tante domande; non siate pigri, risolvete sempre i vostri dubbi, senza paura di essere giudicati. Sbagliare è umano

Usarte sempre il buon senso: fondamentale nella vita

Adattatevi al cambiamento: non abbiate paura delle trasformazioni, siamo in un contesto in continuo cambiamento, dobbiamo abituarci. E soprattutto, c’è sempre un’opportunità da cogliere o qualcosa di nuovo da imparare quando cambia qualcosa.

Siate aperti a nuove relazioni. Isolarsi non ha mai aiutato nessuno, cerca di vedere nell’altro il lato positivo prima di quello negativo

E voi cosa ne pensate? Quali sono secondo voi gli atteggiamenti giusti da adottare per sviluppare autoStima/autoEfficacia? Aspetto i vostri consigli 😉

Benedetta 🌺

Study-Life-Balance

Dal “Work” allo “Study-Life Balance”: consigli di una studentessa per gestire bene il proprio tempo

E’ da poche settimane che ho iniziato il mio primo stage con Giada…per me è un mondo tutto nuovo! La mia poca esperienza mi suggerisce che devo ancora comprendere cosa significhi davvero lavorare, ma osservando le persone intorno a me, amici, cugini e conoscenti, penso di aver capito una cosa: le persone fanno sempre più fatica a conciliare la vita lavorativa con la vita privata, sono sempre più “sul pezzo”(e questo da un lato è positivo), ma sempre più stressati e sempre meno capaci di godersi il tempo libero. Il cosiddetto work-life-balance sembra essere un tema a cui non dedichiamo abbastanza tempo e su cui bisognerebbe riflettere.
Molti lo concepiscono come un obiettivo finale, una meta da raggiungere, ma personalmente credo sia un percorso lento e graduale, che deve accompagnare il proprio percorso di crescita, personale e lavorativo. La vita oggi poi è in continuo cambiamento, di conseguenza la difficoltà sta nel dover adattare continuamente le nostre esigenze al contesto che ci circonda, per trovare equilibrio e benessere.

Dunque, perchè non iniziare stabilendo una routine quotidiana? Cominciare a ritagliarsi qualche momento “solo nostro” durante la giornata è il primo passo necessario: ad esempio, dedicate 45 minuti ogni giorno a un po’ di attività fisica, una passeggiata al parco o una nuotata in piscina. Inoltre, non trascurate il fattore sonno! Assicuraratevi di dormire almeno 8 ore ogni giorno, vi sveglierete pieni di energia per affrontare al meglio la giornata lavorativa. Ci sono poi anche piccoli “passatempi” che consiglierei di ridurre: i social media, i tanto amati e cliccati social, dove spendiamo tantissimo tempo, a volte inconsapevolmente, senza rendercene conto, ma anche solo l’uso del computer. Ebbene si, sarebbero “nocivi” per il nostro benessere psicologico.

Uno studio di Forbes, infatti, dimostra che le persone che si astengono dal mandare mail o sms su whatsapp, quando sono a casa con la famiglia, provano un maggior senso di controllo sulle loro vite e una maggior capacità di rilassarsi.
Non tutti però ne sono veramente capaci: a volte il lavoro e i problemi familiari ci “travolgono” a tal punto da non permetterci più di “staccare la spina”, perché la mente è, come dire, troppo abituata a essere “sempre connessa”, a pensare sempre e comunque. Forse perché, nel profondo, siamo convinti che solo così otterremo il successo e gli obiettivi che ci siamo promessi di dover raggiungere; ma la realtà è che, se la mente è stanca, è anche meno attiva e di conseguenza ha un rendimento inferiore; la nostra concentrazione si riduce e tutto ciò si traduce in una peggiore performance delle attività che svolgiamo.

Spostandoci dal tema “work”, spesso il problema di “trovare un equilibrio” riguarda non solo i lavoratori di oggi, ma anche gli studenti.
Vi è mai capitato di perdere tempo prezioso da dedicare allo studio perchè non avete sentito la sveglia, o vi siete dimenticati di stampare le slides, oppure perchè quella vostra amica vi ha tenuto due ore al telefono? Ed ecco che allora il problema di pianificare bene la giornata non riguarda solo i lavoratori, ma anche noi. Forse soprattutto noi, quelli come me, studenti fuori sede all’ultimo anno di magistrale che non hanno più lezioni da seguire, ma ancora esami da sostenere, e devono quindi “auto-motivarsi”, “auto-gestirsi”. Potremmo chiamarlo “study-life-balance”, cioè trovare un proprio equilibrio studio-vita privata, riuscire a sfruttare bene il tempo ogni giorno, dal punto di vista dello studio, ma anche dal punto di vista dei propri interessi.

Dopo tanti anni di università, anche io sono riuscita a trovare il mio “balance”…Ecco gli step di una mia giornata tipo:

Sveglia ore 9:00 (colazione abbondante 😛 ) per le 9:30 spengo il cellulare e comincio a studiare, senza pausa, fino alle 12. La mattina mi sento più sveglia e propensa allo studio, quindi cerco di concentrarmi al massimo in questa parte della giornata

Ore 12 esco, faccio una passeggiata al parco con un’amica, prendo un caffe, mi distraggo un po’, rispondo a eventuali messaggi o mail, passo un po’ di tempo sui social, soprattutto su Linkedin (a mio parere, il più interessante per i neo come me)

Dopo pranzo verso le 15 riprendo a studiare fino alle 18 (ovviamente mentre studio non tengo il cellulare vicino a me, credetemi non aiuta per niente)

Alle 18 guardo la puntata della mia serie preferita 😉 , o magari qualche programma di attualità/politica, per tenermi aggiornata su quello che succede intorno a me/nel mondo (okay, ora potete riprendere il cellulare 🙂 )

Per le 19.30 esco con gli amici/boyfriend

Dalle 22 alle 23 se sono a casa faccio qualche ricerca su internet per la tesi (cruccio di tutti i laureandi), oppure leggo un libro su un tema che mi interessa

Ecco, questo potrebbe essere una schema da seguire, se vi sentite demotivati e non sapete da che parte iniziare. Io mi sono sentita così e so che non è per niente bello, ma, una volta che inizierete a stabilire degli orari, poi non sarà difficile prendere il ritmo e a fine giornata vi sentirete sicuramente meglio, soddisfatti del lavoro svolto.  Detto questo, ogni persona è diversa, perciò la cosa importante è guardarsi dentro, capire quali sono le proprie priorità, i propri interessi e i propri doveri, e poi crearsi una proprio “balance”.

Dobbiamo sempre essere consapevoli che il lavoro o lo studio sono sì importanti, ma devono essere concepiti in un’ottica di equilibrio sano con tutto il resto. Imparare a individuare quali sono veramente le nostre priorità ci aiuterà a trovare il nostro equilibrio e a stare bene. In questo modo otterremo anche i successi nel lavoro/studio. Perché le persone che stanno bene, poi, lavorano bene.

Buon Life-Balance a tutti! 🙂

Benedetta🌺

trovare-lavoro

Come trovare un nuovo lavoro: siti, strumenti & strategie. I miei consigli per Workher!


Parliamo di lavoro! Quanto può essere impegnativo oggi trovare un nuovo lavoro? Tanto, perché cercare lavoro oggi richiede abilità, impegno e perseveranza. Una complessità che tuttavia può essere ridotta se conosciamo e utilizziamo i giusti siti, strumenti e strategie.

Nel nuovo video girato in collaborazione con Workher, sono partita da un presupposto importante: non può esserci una ricerca di lavoro a prescindere dall’utilizzo del web. Il motivo è semplice ed è legato al processo di rivoluzione digitale che ha investito tutti i campi della nostra vita, anche quello del lavoro. Quindi è bene partire dal concetto che, a differenza di dieci-venti anni fa, le aziende cercano i candidati soprattutto su internet. Diventa quindi indispensabile conoscere tutto ciò che oggi può favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

SITI

Siti generalisti: come Monster, Infojobs, Trovolavoro, giusto per citarne alcuni. Qui trovate le offerte di lavoro per qualsiasi profilo professionale, pubblicate da aziende di qualsiasi settore merceologico;

Siti specializzati: per settore o profilo, come ad esempio Fashionjobs, portale dedicato alla moda/lusso/bellezza; Jobintourism, job board specializzata in offerte in ambito turistico e hôtellerie;  iProgrammatori per le professioni del mondo informatico; Crebs per opportunità in ambito tech; Lavoricreativi, portale specializzato in professioni legate alla comunicazione creativa e digitale.

Aggregatori di annunci: come Jobrapido e Indeed. Un valido aiuto per chi cerca lavoro e non ha molto tempo per visitare le pagine careeres di ogni singola azienda di interesse. In questo caso basta andare su questi portali, digitare le keywords di proprio interesse e si visualizzeranno tutti gli annunci pertinenti, pescati dalle pagine lavora-con-noi dei siti aziendali.

Linkedin: non solo strumento di personal branding e di networking, ma anche contenitore di annunci interessanti soprattutto per il middle e top management.

Digital recruiting: nuove modalità digitali che favoriscono l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, come Meritocracy, Just Knock e Employerland…se vuoi approfondire ne parlo anche QUI 😉

STRATEGIA

Online e digital sì, ma anche tanto networking! Una volta inviato il proprio curriculum con un clic, il mio consiglio è di spegnere il pc e…uscire! Partecipare a eventi e incontri affini ai nostri interessi professionali spesso può portare più risultati di una candidatura. Conoscere e farsi conoscere, mettere in campo le proprio abilità relazionali e comunicative e farci notare per queste, può trasformarsi in una reale opportunità professionale, magari non nel breve termine, ma come investimento per il futuro.

STRUMENTI

Ed infine i classici strumenti per cercare lavoro come cv e lettera di presentazione: a prescindere da qualsiasi forma innovativa di social e digital recruiting, un curriculum scritto bene è sempre un ottimo biglietto da visita. Quindi prendetevi del tempo per creare un buon curriculum vitae e se volete anche una cover letter. Attenzione però a non trasformare quest’ultima in una mera copia del cv, ma utilizzatela come uno strumento in più per sottolineare affinità particolari tra voi e l’opportunità alla quale vi state candidando e per motivare il vostro interesse verso quell’azienda e quel profilo in particolare.

Se vuoi conoscere quali libri, iniziative e strumenti possono aiutarti a trovare lavoro e migliorare la tua performance professionale, leggi l’articolo “Libri, iniziative, strumenti: il meglio per cercare lavoro e migliorare la propria performance”.

Break a leg! 😉

Giada