Tag Archive linkedin

Guida AI per il CV e colloquio: 7 trucchi e i migliori prompt per cercare lavoro

L’intelligenza artificiale è uno strumento che sta riscrivendo le regole del mercato del lavoro. Tante persone utilizzano l’AI per scrivere il cv e una lettera di presentazione in pochi secondi, ottimizzare il profilo LinkedIn e cercare lavoro.

Pochi però sanno davvero come sfruttare al massimo le potenzialità dell’Intelligenza Artificiale per il proprio lavoro. In questa guida ti svelerò alcuni trucchi per evitare l’errore che commette il 90% dei candidati: utilizzare l’AI come semplice generatore di testi.

Ecco quindi qualche dritta e i migliori prompt per utilizzare l’Intelligenza Artificiale al meglio nella tua ricerca di lavoro, dal curriculum al colloquio.


1. Fase di Analisi: “Leggere tra le righe” degli annunci

Prima di scrivere una sola parola, devi capire cosa vuole davvero l’azienda. Spesso le Job Description sono scritte in modo un po’ criptico.

La strategia: Incolla l’annuncio su ChatGPT (o Gemini o Claude) e usa questo prompt:

“Analizza questo annuncio di lavoro. Estrai le 5 soft skill e le 5 hard skill prioritarie. Identifica inoltre gli elementi chiave legati a questa figura. Rispondi con uno schema sintetico.”

Questa analisi ti farà capire bene cosa cerca il datore del lavoro e se il tuo profilo è davvero in linea con la Job Description.


2. Ottimizzazione per gli ATS (Applicant Tracking Systems)

Una volta che sei sicuro di avere le caratteristiche richieste dal ruolo, puoi utilizzare l’AI per scrivere al meglio il tuo CV per quell’annuncio specifico e superare i filtri degli ATS e dei software usati per la raccolta dei CV.

Il consiglio pratico: Incolla la descrizione dell’offerta di lavoro e il tuo profilo professionale su ChatGPT (o Gemini o Claude) e chiedi:

“Confronta il mio profilo con questa Job Description. In che maniera posso ottimizzare alcune parti del cv per mettere in luce il fit tra il mio profilo e la Job Decription? Cosa dovrei evidenziare meglio delle esperienze e competenze che possiedo per superare i filtri ATS?”

3. Modifica il tone of voice e la narrativa

L’AI ha un debole per l’iperbole. Frasi come “Leader visionario con una passione viscerale per l’eccellenza” sono il modo più veloce per farsi scartare, perché stai parlando come un algoritmo, non come un professionista. Il trucco per distinguersi? Eliminare il superfluo e tornare a usare un linguaggio umano, diretto e basato sui fatti.

Il consiglio:

  • Riduci la lista di aggettivi: Se ChatGPT ne mette tre, cancellane due.
  • Rompi la linearità dell’algoritmo. Il limite dell’Intelligenza Artificiale è che scrive storie perfette e lineari. Per distinguerti, aggiungi dettagli sfidanti: un budget tagliato all’ultimo minuto, un team dimezzato o una crisi improvvisa. Questi esempi sono info preziose per un recruiter: sono fatti che l’AI non può inventare e che dimostrano, concretamente, come risolvi i problemi reali.

4. Ottimizzazione del CV: Il metodo “Input-Output”

Non chiedere a ChatGPT (o Gemini o Claude) di inventare. Fornisci le informazioni chiave e chiedigli di riformularle.

  • Per le esperienze lavorative: Invece di scrivere “ho gestito il budget”, scrivi: “ChatGPT, trasforma questa esperienza in un risultato quantificabile: ho gestito un budget di 50k euro riducendo gli sprechi del 10% in sei mesi. Usa un tono professionale e orientato all’azione.”
  • Per il Profilo Professionale (Summary): Chiedi di creare tre varianti (una più istituzionale, una più creativa, una più focalizzata sui risultati) e poi scegli quella che senti più “tua”, correggendo le parole che non useresti mai.

5. Strategie per la Lettera di Presentazione

Basta con le lettere “standard” che iniziano con “Con la presente sono a sottoporre…”. E’ una frase inutile che occupa spazio, ma non dice nulla.

Trucco: Chiedi a ChatGPT (o Gemini o Claude) di aiutarti a trovare un gancio narrativo basato sui valori dell’azienda:

“Basandoti sul sito web dell’azienda X (o sulla loro missione aziendale), scrivimi un paragrafo iniziale per una lettera di presentazione che dimostri perché la mia visione professionale è in linea con i loro progetti attuali.”


6. Preparazione al Colloquio: La simulazione

Questa è la funzione più potente e meno utilizzata. Puoi usare l’AI per simulare un colloquio di lavoro reale.

Il Prompt per l’allenamento:

“Agisci come un esperto HR Senior dell’azienda [Nome Azienda]. Ho applicato per la posizione di [Ruolo]. Sulla base dell’annuncio e del mio CV che ti incollo qui sotto, fammi 5 domande tecniche e 3 domande comportamentali (soft skills). Fammi una domanda alla volta, aspetta la mia risposta e poi forniscimi un feedback costruttivo su come avrei potuto rispondere meglio.”

Questo esercizio ti permette di testare le tue risposte e ridurre l’ansia da colloquio.


7. Personal Branding: Ottimizzare LinkedIn

L’AI può aiutarti a scrivere il campo “Informazioni” (About) del tuo profilo LinkedIn, che spesso è la parte più difficile da redigere.

  • Consiglio Pro: Chiedigli di inserire strategicamente delle keyword SEO nel tuo sommario LinkedIn.
  • Prompt: “Ottimizza il mio sommario LinkedIn per essere trovato dai recruiter che cercano esperti in [Tua competenza]. Mantieni un tono colloquiale ma autorevole e termina con una Call to Action chiara.”


E per finire un decalogo con miei consigli extra per l’uso dell’AI nella ricerca lavoro

  1. Mai mentire: l’AI può suggerirti di aggiungere competenze che non hai per passare i filtri. Non farlo. Al colloquio la verità viene sempre a galla.
  2. Occhio al “Contesto Italia”: Modelli come ChatGPT spesso ignorano le sfumature del mercato italiano. Verifica che i termini tecnici (es. “CCNL”, “Apprendistato”, o titoli di studio) siano quelli corretti per il nostro settore e non traduzioni letterali dall’inglese.
  3. L’ultima parola è tua: L’AI propone, tu disponi. Non inviare mai un documento che non hai riletto e modificato almeno nel 30% del contenuto.
  4. Integra con i dettagli: L’AI può scrivere che hai “gestito un team”, ma solo tu puoi aggiungere che “nonostante il budget ridotto del 20%, abbiamo investito sul Piano B e raggiunto l’obiettivo”. I dettagli specifici sono la tua firma umana.
  5. Rileggi a voce alta: Se il testo ti sembra troppo pomposo modificalo. Il CV deve risuonare con il tuo modo di parlare durante un eventuale colloquio.
  6. Verifica i fatti: ChatGPT può inventare certificazioni o tecnologie che non conosci. La responsabilità finale della verità è solo tua.
  7. Attenzione alla Privacy: Non inserire mai dati ultra-sensibili o documenti aziendali riservati nei prompt (come bilanci non pubblici della tua precedente azienda). Usa descrizioni generiche per proteggere la tua riservatezza e quella dei tuoi ex datori di lavoro.
  8. Usa l’AI per lo “Scouting” aziendale: Oltre al CV, chiedi all’AI di riassumere le ultime notizie o le sfide recenti del settore dell’azienda per cui ti candidi. Presentarti al colloquio sapendo che l’azienda ha appena aperto una nuova filiale o lanciato un prodotto ti farà apparire estremamente preparato.
  9. Controlla la formattazione finale: L’AI è bravissima con i testi, ma pessima con l’impaginazione dei file. Dopo aver generato il contenuto, assicurati che il layout del tuo PDF sia pulito, professionale e privo di strani simboli o errori di spaziatura tipici del “copia-incolla” da chatbot.
  10. Usa l’AI per preparare le “domande finali” del colloquio: Il momento più sottovalutato di un colloquio è quando il recruiter chiede: “Ha qualche domanda per noi?”. Scena muta o domande banali. Chiedi all’AI di suggerirti domande da poter porre al selezionatore per mostrare il tuo interesse verso la posizione e l’azienda.

In bocca al lupo per la tua ricerca di lavoro! 🙂

Giada

Linkedin-Custom-Button

Linkedin Custom Button: un (nuovo) link cliccabile sul tuo profilo per promuovere te stesso

Linkedin ha introdotto una nuova funzionalità che ti consente di aggiungere un link cliccabile sul tuo profilo personale. Questa nuova opzione, al momento attiva solo per gli utenti premium di Linkedin, consente di aggiungere un pulsante “Call To Action” personalizzato al tuo profilo, che indirizzerà quindi i visitatori della tua pagina a un URL specifico.

COME AGGIUNGERE IL LINK AL TUO PROFILO

  • Vai sul tuo profilo personale
  • Nella tua scheda introduttiva clicca sul pulsante della matita che appare in alto a destra
  • Scorri verso il basso
  • Aggiungi il collegamento al tuo sito web
  • Aggiungi il tuo testo personalizzato

ESEMPI DI LINK DA INSERIRE

Non limitarti a sponsorizzare esclusivamente solo la pagina del tuo sito. Utilizza questa funzione per segnalare al tuo pubblico eventi, strumenti e social importanti per te e per il tuo business. Qualche esempio?

  • Il tuo canale youtube
  • La home page del tuo podcast
  • Un link per iscriversi al tuo prossimo webinar o evento
  • La pagina del tuo ecommerce
  • Il tuo prossimo live streaming
  • Il tuo download gratuito
  • La tua pagina aziendale LinkedIn

PERCHE’ E’ UNA FUNZIONALITA’ MOLTO EFFICACE PER TE E PER IL TUO BUSINESS

Come spiegato dallo stesso Linkedin “Per molti dei nostri utenti Premium Business, il loro profilo LinkedIn è fondamentale per connettersi a nuove opportunità di business. Ecco perché stiamo iniziando a implementare un nuovo pulsante personalizzato che offra la possibilità di aggiungere un invito all’azione personalizzato al proprio profilo”.

Ma perché è efficace? Innanzitutto, perché puoi cambiare il link quando vuoi, a seconda di ciò che vuoi promuovere o sponsorizzare, se un sito permanente o anche un evento singolo.

Ma anche perché puoi personalizzare il testo del collegamento, rendendo l’invito a cliccare sul link più accattivante e invogliando i tuoi followers a scoprire cosa c’è nella landing page.

PREMIUM CUSTOM BOTTON

Se vuoi dare ancora più risalto al link puoi utilizzare il bottone premium preimpostato di Linkedin che ti consente di scegliere fra le seguenti opzioni: 

  • Visita il tuo e-commerce
  • Visita il tuo sito web
  • Visualizza il tuo portafoglio
  • Visita il tuo blog
  • Richiedi una consulenza

Una volta che hai scelto il pulsante che desideri, inserisci l’URL che preferisci. Apparirà così un grande pulsante bordato come CTA tra le opzioni di azione presenti nella tua scheda introduttiva.

Un (buon) modo per attirare più traffico diretto a partire dalla tua presenza su LinkedIn, con una gamma più ampia di opzioni per promuovere il tuo business 😉

Giada

fiorentemente

Come rispondere in inglese a un recruiter che non sei interessato alla posizione

Capita sempre più spesso di ricevere su Linkedin messaggi da parte di recruiter stranieri che ci propongono opportunità di lavoro. A volte sono ruoli global interessanti che ci vengono proposti proprio quando siamo in ricerca attiva di lavoro e possono rappresentare delle buone opportunità di carriera. A quel punto basta rispondere al recruiter che siamo disponibili per una call o una videointerview.

Cosa fare invece se non stiamo cercando un cambiamento lavorativo o se l’opportunità non ci interessa? Come rispondere in inglese a un recruiter per dirgli che non siamo interessati, senza apparire maleducati e perdere la chance di essere ricontattati in futuro? Ecco 4 consigli + tanti esempi di risposta in inglese che puoi dare al recruiter 😉

4 consigli per rispondere al recruiter

Rispondi sempre – Anche se non sei interessato, invia sempre la tua risposta anche se questa dovesse essere negativa.

Dì la verità – Se il recruiter dovesse chiederti le ragioni che ti spingono a non valutare l’offerta, rispondi sempre con sincertà. Non cerchi un cambiamento lavorativo perchè sei contento della tua attuale azienda? Pensi che la posizione non sia adatta a te? Se rispondi con sincerità potrai aiutare il recruiter a orientare meglio la ricerca di candidati.

Metti a disposizione il network – Conosci qualcuno che a contrario di te potrebbe essere interessato all’opportunità? Chiedi al recruiter se puoi condividere le sue info di contatto e l’offerta con conoscenti. Potresti aiutare un collega o amici a trovare lavoro!

Mantieni il contatto – Come si dice…sempre meglio lasciare sempre una porta aperta! E’ vero ora non sei interessato, ma in futuro chissà. Salvati i dati di contatto del recruiter, ringrazialo e digli che ti riservi di ricontattarlo in futuro.

Esempi di risposta che puoi dare in inglese in base alla tua motivazione

Ecco alcuni esempi di risposta in inglese che puoi dare al recruiter, suddivisi in base alla motivazione, per giustificare il tuo no.

✔ Se stai bene nella tua azienda o se sei contento del tuo ruolo attuale

  1. “Thank you for considering me for the [position] at [company], but I am happy with my current employer.”
  2. “Thanks for reaching out, but I am not looking for a change in my career at the time.”
  3. “After carefully considering this position, I decided to stay where I am at”

✔ Se non sei disponibile al trasferimento

  1. “While I find the position attractive, I will not be willing to relocate at this point.”
  2. “I am very interested in the [position name] opportunity. However, I am not looking to relocate at this time.”
  3. “Given my current circumstances, relocation isn’t an option for me.”

✔ Se non sei disposto a viaggiare

  1. “At the time, I am not interested in increasing the amount of travel required for this position.”
  2. “Thank you for sending me the details for this job, but travel isn’t something that interests me.”

✔ Se la posizione non soddisfa le tue aspettative retributive

“While I think the position is a great fit, the salary level is not meeting my expectations.”

✔ Se pensi di essere sovradimensionato in termini di esperienza

  1. “I have more experience than the job requires, and it feels like there will be no possibility for me to progress.”
  2. “With my skills, I feel like I am overqualified for this job.”

✔ Se non sei interessato a viaggiare

“Thank you for sending me the details for this job, but travel isn’t something that interests me.”

Linkedin template con risposte negative in inglese

Sono tanti i recruiter che inviano messaggi Inmail su Linkedin per sottoporre offerte di lavoro a potenziali candidati. Se dovessi ricevere un messaggio con un’opportunità che non ti interessa, puoi rispondere su Linkedin utilizzando uno di questi template generici. Sono bozze di risposta generiche che puoi all’occorrenza personalizzare con le motivazioni scritte in alto 😉

Hi [Name of Recruiter],

Thank you so much for reaching out to me. Unfortunately, I’m not interested in this position at this time. However, if I find that I’m looking for another opportunity in the future, I’ll for sure get in touch.

Thanks again!

[Your Name]

Hi [Name of Recruiter],

Thank you for considering me for the [Name of Role]. While the role is intriguing, I’m not interested in making a move. However, if that changes in the future, I will most definitely be in touch.

Thank you again,

[Your Name]

I appreciate you taking the time to reach out to me regarding the [Name of Position] position. I’m not ready to make a career move right now. However, I would like to keep communication open for future opportunities.

While this position sounds interesting, I no longer wish to move forward. I feel it’s not the right fit for me at this time. However, I would love to be considered for future opportunities if and when they become available.

I truly appreciate that you found time to see if I’d be interested, and to save more of your time, I want to say upfront, I am not looking for changes in my career at this time. May I save your mail to contact you if something changes?

I am not interested in making a move at this time. If I know someone who would be a good fit, I’ll happily send them along to you.

Thank you for thinking of me for this interesting position. However, I am very happy in my current job and do not have any plans to leave or relocate. I will gladly keep eyes and ears open for a candidate that might satisfy the requirements and skill set outlined in the position description.

Good luck and…be polite! 😉

Giada

Brenna Mills “How to Respond to Recruiters When You’re Not Interested”; Andrii Sichkarenko “How to Tell a Recruiter You Are Not Interested in a Position”; Mitch Corlett “How to Decline Recruiter Outreach”.

Linkedin Cover Story

Come creare la tua Linkedin Cover Story sul tuo profilo personale

La LinkedIn Cover Story è la nuova funzionalità di Linkedin che ti consente di aggiunge un video di presentazione di 30 secondi al tuo profilo personale per raccontare la tua storia attraverso la tua voce.

Con la LinkedIn Cover Story puoi mettere in risalto aspetti di te stesso che non possono essere espressi attraverso un testo scritto, come la tua personalità e il tuo stile comunicativo. Puoi quindi presentarti al tuo pubblico in un video clip coinvolgente di 30 secondi.

Che tu sia un piccolo imprenditore, un professionista, un freelance o un job seeker, puoi mettere in evidenza nella tua storia di copertina di Linkedin i tuoi prodotti, servizi, competenze e caratteristiche.

Alcuni consigli prima di inziare

✔ Innazitutto registra il tuo video orientando il tuo smartphone in verticale

✔ Posizionati davanti una sorgente luminosa come una finestra per ricevere luce e assicurati di aver scelto un ambiente senza rumori

✔ Preparati prima uno script per decidere cosa dire in 30 secondi…ti servirà per ottimizzare al meglio il mezzo minuto che hai a disposizione 😉

✔ Sfrutta al meglio il tempo di registrazione. Dividi lo script in 3 parti. Nella prima parte dici chi sei e cosa fai, nella seconda parte parli dei tuoi servizi o prodotti o delle tue competenze, nella terza parte inviti a una call to action (CTA)

Come creare la tua Linkedin Cover Story

Creare una story di copertina è semplicissimo:

🟣 Prendi il tuo smartphone e apri l’app di Linkedin

🟪 Clicca sul tuo profilo personale e sull’immagine di copertina

🟣 Scegli l’opzione “aggiungi video del profilo”

🟪 A questo punto puoi o cliccare sul pulsante rosso e iniziare live una registrazione, oppure puoi caricare un video precedentemente registrato e salvato sul tuo cellulare

🟣 Una volta selezionato il video puoi aggiungere una gif, una menzione, l’ora o un testo

🟪 L’ultimo step ti permette di decidere l’inquadratura che avrà l’anteprima del video e che corrisponde ai primi 3 secondi. Questi istanti iniziali verranno riprodotti automaticamente con l’audio disattivato quando qualcuno visiterà il tuo profilo.

Guarda il mio video per vedere passo passo tutti gli step della creazione della Linkedin Cover Story 😉

Non ti resta che creare la tua cover story!

Giada

modalità creator

Modalità Creator: la nuova funzionalità di Linkedin per i creatori di contenuti

La modalità Creator è una nuova funzionalità presente sulla dashboard dei profili personali di LinkedIn, che può aiutare coloro che creano regolarmente contenuti sulla piattaforma a dare maggiore visibilità ai contenuti stessi ed aumentare così la propria autorevolezza.

Guarda il video per scoprire come attivare la Modalità Creator sul tuo profilo 👆

Una nuova funzionalità pensata per i content creator

Linkedin è sempre stato un ottimo luogo per fare rete, per creare connessioni e collegamenti, ma più recentemente si è distinto per la ricchezza di contenuti che vengono pubblicati ogni giorno.

A partire dal 2020 è stato registrato infatti un aumento del 55% delle conversazioni che hanno avuto luogo sulla piattaforma. Dall’inizio della pandemia più persone hanno utilizzato Linkedin per creare contenuti da condividere e attorno a cui costruire conversazioni.

Da questo presupposto è nata l’idea di implementare una funzionalità utile per quei profili che creano contenuti di qualità e vogliono sfruttare il social per presentarsi come esperti nel proprio settore, creando così una community di lettori e utenti interessanti a determinati argomenti.

Le 5 novità della Modalità Creator di Linkedin

Quali sono le cinque differenze chiave che vedrai nel tuo profilo una volta attivata la Modalità Creator:

✔ Potrai aggiungere fino a 5 hashtag che identificano meglio le tematiche dei contenuti che produci e che saranno visualizzati al di sotto del tuo headline.

✔ Il pulsante “Connetti” sarà sostituito dal pulsante “Segui”, per invitare chi è interessato ai tuoi contenuti a seguirti e ad entrare nella tua community. Si privilegia così una community di followers a una rete di collegamenti.

✔ Il tuo numero di followers verrà visualizzato in alto, per dare credibilità e autorevolezza al tuo profilo in qualità di creatore di contenuti.

✔ Cambierà l’ordine delle sezioni del tuo profilo. Nell’ottica di dare maggior risalto ai contenuti che produci, la sezione featured/in evidenza e la sezione attività/activity saranno visibili in prima battuta. Se attivi quindi la Modalità Creator, la sezione Informazioni/About, da sempre in cima al tuo profilo, apparirà quindi sotto le sezioni In evidenza e Attività.

✔ Infine attivando la Modalità Creator, avrai anche la possibilità di aggiungere un video di presentazione, un biglietto da visita in formato video, al posto di un’immagine statica sul tuo profilo, per comunicare rapidamente ai visitatori del tuo profilo chi sei e cosa fai.

Giada

Linkedin Stories

Linkedin Stories: come usare le Storie su Linkedin per fare digital recruiting

E’ ufficiale: le Linkedin Stories arriveranno presto!

Dopo Snapchat, Facebook e Instagram, anche Linkedin ha deciso di inaugurare una nuova feature, che permette agli utenti e alle aziende iscritte di condividere video temporanei, immortalando momenti di lavoro quotidiani. Brevi video disponibili per 24 ore, un formato di comunicazione che spopola sul web e coinvolge soprattutto le nuove generazioni.

Non c’è dubbio che le Stories incoraggino le conversazioni e stimolino l’ingaggio, tanto che un recente studio ha evidenziato che i maggiori influencers dal 2016 stanno postando un terzo in meno sui loro feed.

Al momento la nuova funzione non è ancora attiva in Italia, ma è già possibile modificare la modalità di visualizzazione delle Stories all’interno delle impostazioni del proprio account. Possiamo infatti scegliere quali informazioni del nostro profilo possono essere visualizzate dal creatore di un Storia, dopo averne visionato il contenuto.

Di default, il creatore di una Stories vedrà nella sua pagina di analytics il nostro nome e il nostro professional headline, ma se vogliamo possiamo modificare questa opzione, scegliendo una di queste due alternative:

  • Private profile characteristics (info generiche)
  • Private mode (anonimo)

COME FUNZIONERANNO LE LINKEDIN STORIES

Linkedin sta attualmente testando le Stories e questa nuova funzionalità dovrebbe essere resa disponibile agli utenti nei prossimi aggiornamenti dell’app. Al momento infatti è attiva solo in Brasile e in Olanda. Sono però già disponibili alcuni dettagli sul funzionamento delle Stories nelle FAQ di Linkedin. Ecco in anteprima come funzionerà questa nuova feature! 😉

👉 Possono creare Stories sia profili individuali sia gli amministratori di pagine su Linkedin, utilizzando la propria app mobile. Al momento infatti la creazione di Stories è limitata alla versione mobile.

👉 Gli utenti di LinkedIn possono visualizzare le Stories usando la app mobile. Possono essere visualizzate le Stories sia dei profili con cui si è collegati sia delle pagine che si seguono. I creatori delle Storie (profili o pagine) appaiono con una cornice circolare nella parte superiore della homepage dell’app (un pò come succede con Instagram 😉)

Linkedin Stories

👉 La lunghezza massima dei video che si possono caricare su Linkedin è di 20 secondi.

👉 Le Storie sono visibili per 24 ore, anche se gli utenti possono salvare i frames per vederli successivamente.

👉 Gli utenti possono condividere le Stories con altri membri attraverso messaggi privati. I fruitori possono inoltre inviare messaggi al creatore della Story direttamente dal singolo frame, a patto che quest’ultimo sia un collegamento di primo grado. Al momento inoltre non è possibile inviare messaggi a una pagina Linkedin attraverso la sua Story.

👉 Il creatore delle Stories può vedere i profili che hanno visualizzato il contenuto. Sono visualizzati il nome e l’headline di coloro che visualizzano la Story, a meno che quest’ultimi non abbiano cambiato le opzioni di visualizzazione nelle proprie impostazioni.

👉 La Storia non può essere modificata una volta pubblicata.

Linkedin Stories

Le potenzialità di questa nuova feature sono tante, così come i pericoli: il timore che possa essere usata per ragioni non professionali, per contenuti sterili o ridondanti, in modo eccessivo è dietro l’angolo. Come sempre dipende dall’uso che se ne fa.

5 MODI DI UTILIZZARE LE STORIE SU LINKEDIN PER LA TUA STRATEGIA DI DIGITAL RECRUITING

Proviamo quindi ad ipotizzare dei modi efficaci e utili per integrare questa nuova funzionalità all’interno della nostra strategia di attraction e di digital recruiting su Linkedin:

PILLOLE PROFESSIONALI

Piccoli suggerimenti dal taglio HR utili da condividere in un formato di comunicazione veloce, easy e attrattivo. Possono essere i consigli di un professionista HR, del Responsabile delle Risorse Umane, di un brand ambassador o un innovation leader dell’azienda. L’importante è che siano “snackable content“, cioè contenuti video, testi, immagini ‘facili da digerire’ e leggeri. E chiaramente interessanti per un candidato o un follower dell’azienda.

FAQ AZIENDE/CANDIDATO

La classica sezione “Domande e Risposte”, questa volta però in un formato più divertente e interattivo. Utile per dare risposte ai candidati ad esempio sul processo di selezione, sui percorsi di carriera, sulle figure ricercate, sull’azienda in generale.

LIVE MOMENTS

La condivisione di clips di momenti particolari, come eventi HR, premiazioni, riconoscimenti, vita in ufficio. Per fare employer branding, valorizzare l’azienda, pubblicizzare il proprio status di top employer. Per accorciare le distanze con i candidati e followers, attrarli, ingaggiarli e renderli partecipi di quello che accade.

LIVE PREVIEW

Che sia la pianificazione di un recruiting day o di un career day, l’apertura di una nuova posizione, l’inizio di una campagna di reclutamento social, l’avvio di un contest, in tutti questi casi la creazione di una Stories può essere un buon modo per aumentare la curiosità, attrarre i candidati, pilotare le aspettative, far partire un countdown. Un modo leggero e divertente per condividere una novità con un format che non richiede di essere per forza dei video maker!

LIVE JOB OPPORTUNITY

Perchè non usare questo mezzo per raccontare un’opportunità di lavoro? Integrare la job description al racconto in video delle caratteristiche più importanti di una posizione, potrebbe non solo attrarre più candidature ma anche restituire ai viewers della Story alcune informazioni sul DNA, stile di comunicazione e cultura dell’azienda.

V-BLOG STORY

Trasformare il nostro Blog su Linkedin in un V-Blog Story. Puoi iniziare a trasformare e adattare alcuni post di testo, se ad esempio nel tuo blog hai delle guide in cui spieghi in vari passaggi i processi di selezione/HR. Un esempio? E’ il caso di Harvard Business Review che adatta il contenuto di post in stile “guida-step-by-step” al formato Story.

Non ci resta quindi che rimanere in attesa che diventi attiva questa nuova funzionalità anche in Italia e nel frattempo possiamo inziare a pensare a come integrarla nella nostra strategia professionale! 😉

Giada

linkedin

Linkedin: cosa fare per creare un buon profilo personale – I miei consigli per Workher!


Nel nuovo video girato in collaborazione con Workher, luogo di incontro tra donne e lavoro, ho parlato di Linkedin, il social network professionale più importante in Italia, strumento per cercare lavoro, fare rete e personal branding. Sono sempre di più le aziende e i recruiter che si avvalgono di questa piattaforma per trovare nuovi collaboratori, non solo attraverso la pubblicazione di annunci di lavoro nella sezione Jobs dedicata, ma soprattutto attraverso la ricerca diretta e la visualizzazione dei profili personali degli utenti della rete.

A presto!

Giada

linkedin annunci

Linkedin e il nuovo modello di pagamento pay-per-click per gli annunci di lavoro

Se mi chiedessero dove trascorro più tempo al giorno risponderei senza dubbio…Linkedin! Così come non riesco ad immaginare come qualche anno fa si potesse guidare senza navigatore, così mi sembra impossibile che 7-8 anni fa si potesse fare recruiting senza il supporto di Linkedin. Insostituibile per le attività di scouting ed head hunting, fondamentale per la pubblicazione di annunci di lavoro in altre country, utilissimo per ricevere candidature, non solo più per profili alti ma anche neo.

LINKEDIN & GLI ANNUNCI DI LAVORO

Linkedin ha profondamente cambiato il modo di fare selezione e di essere selezionato, introducendo i concetti di network professionale, personal branding e profilo professionale pubblico. Una bella stoccata alle job board storiche che viaggiavano da anni sui binari del curriculum (privato), annuncio di lavoro (logica del post-&-pray), database (a pagamento), obbligandole a ripensare al proprio business e servizi al cliente.

Ed è da pochissime settimane che Linkedin ha introdotto un nuovo modello di pricing per la pubblicazione degli annunci di lavoro, una vera e propria rivoluzione nel mercato delle job board, almeno per l’Italia.

Ma facciamo un passo indietro. Fino a qualche settimana fa, chi volesse acquistare un annuncio su Linkedin poteva farlo pagando un importo definito, a fronte della pubblicazione della durata di 30 giorni. Il portale dava la possibilità poi di acquistare anche pacchetti da 5 o 10 annunci più convenienti (un capitolo a parte la possibilità di acquistare slot). La transazione avveniva nel momento in cui si procedeva alla pubblicazione dell’annuncio e, una volta online, era possibile modificare tutte le info inserite, dal job title, alla località, al contenuto della posizione. Quindi era ben chiaro a priori quale fosse il budget richiesto, unico vincolo la durata mensile.

MODELLO DI PAGAMENTO PAY-PER-CLICK

Il nuovo modello di pagamento PPC (pay-per-click) ha invece cambiato questo approccio, ecco le novità:

  • Se vuoi pubblicare un annuncio, decidi tu qual è il budget giornaliero che vuoi spendere e paghi in base al numero di visualizzazioni da parte dei candidati. Il pagamento avviene una tantum dopo 30 giorni di pubblicazione oppure quando chiudi l’offerta di lavoro, per pagare l’eventuale saldo dovuto;
  • Se le visualizzazioni superano tuttavia il budget giornaliero che hai inserito, puoi pagare fino a 1,3 volte il budget giornaliero. Ad esempio, se investi 7 euro al giorno e il tuo annuncio riceve più visualizzazioni rispetto a quelle garantite dalla copertura del tuo budget, la somma massima che ti può essere addebitata alla fine del mese è di 7 x 1,3 x 30 giorni = 273 euro;
  • Il CPC (costo per click) può variare sulla base di molteplici elementi e può tenere conto della località, del job title e della tendenza e andamento di offerte di lavoro simili;
  • Linkedin ti suggerisce l’investimento ideale per la tua campagna di recruiting, con una previsione del numero di candidature correlate, e non accetta budget giornalieri inferiori rispetto alla soglia minima calcolata;
  • Puoi mettere offline il tuo annuncio in qualsiasi momento, se non lo fai resterà online 6 mesi fino a quando non verrà messo offline dal sistema;
  • Più l’investimento giornaliero è alto, più l’annuncio sarà pubblicizzato tra i candidati del network che presentano le stesse caratteristiche;
  • Quando viene superato il budget giornaliero, sono sospese le attività automatiche di marketing attivo (newsfeeds e email) per un giorno, mentre l’annuncio è sempre ricercabile e pronto a ricevere candidature in qualsiasi momento;
  • Un volta pubblicato l’annuncio non è più possibile modificare il job title e la località;
  • Non sono conteggiate nel numero di visualizzazioni quelle effettuate dal titolare dell’offerta di lavoro e dai dipendenti che lavorano nell’azienda.

QUALI CONSEGUENZE?

Sicuramente un cambiamento di approccio radicale! Positivo o negativo? Ancora presto per dirlo, anche se qualche riflessione si può già fare.

La logica PPC si basa sul numero di visualizzazioni e non sul numero di application ed è facile quindi arrivare a grossi numeri visionando solo l’annuncio. Per le aziende medio piccole può rappresentare un vantaggio e un modo per contenere i costi, ma vale lo stesso discorso per i grandi brand attrattivi?

Non si possono più acquistare pacchetti di annunci e per le aziende che hanno budget risicati può rappresentare un deterrente non sapere esattamente cosa ci si troverà in fattura.

Non si ha piena autonomia nella modifica dell’annuncio, penso ad esempio alle aziende che ricercano lo stesso profilo in più località.

Se ci si dimentica l’annuncio online dopo 30 giorni, c’è un reminder?

Positivo la possibilità in alcuni casi di risparmiare un po’ di soldini e i servizi di marketing attivo correlati.

Ma  è ancora presto per farsi un’idea definitiva e i risultati veri sono ancora tutti da scoprire!

E voi che ne pensate? Qual è la vostra esperienza con questo nuovo modello di pricing per gli annunci di lavoro? La logica PPC metterà in crisi il modello di pricing tradizionale?

Giada

social network lavoro

Linkedin, Facebook e Twitter: trovare lavoro grazie ai social network

Cosa vuol dire nel concreto utilizzare i social network per trovare lavoro e come strumenti di promozione del proprio profilo professionale?

I SOCIAL NETWORK PER TROVARE LAVORO

La risposta è abbastanza intuitiva se parliamo di Linkedin, social network nato proprio con lo scopo di favorire la creazione di una rete di contatti professionali. Ma Facebook, il social network personale per eccellenza, e Twitter, con i suoi soli 140 caratteri, come possono aiutarci a fare personal branding sul lavoro? Per rispondere a questa domanda, vi propongo tre video di Adecco che spiegano in modo semplice e chiaro come utilizzare i social per scopi professionali.

FACEBOOK

  • profilo facilmente identificabile, rintracciabile, aggiornato
  • inserisci le esperienze accademiche più’ significative
  • scegli un’immagine appropriata (unica per la tua presenza web) e un’immagine di copertina adeguata
  • imposta i criteri di privacy e crea liste per colleghi, conoscenti, familiari, amici, per i quali sono disponibili vecchi post, notifiche, mi piace, immagini
  • rifiuta di dare il consenso per immagini imbarazzanti in cui sei stato “taggato”
  • monitora i gruppi e le applicazioni cui sei iscritto
  • non urtare la sensibilità’ altrui quando parli di sport, religione e politica
  • non parlare male del tuo precedente lavoro
  • posta contenuti interessanti e partecipa ai gruppi di discussione per creare contatti utili per cercare lavoro
  • segui le pagine delle aziende che ti interessano, resta aggiornato, partecipa ai contest e invia il cv nel tab recruitment

LINKEDIN

  • crea una rete di contatti utili e identifica opportunità’ di lavoro interessanti
  • crea un profilo dettagliato e completo dell’esperienza, con immagini, link e progetti che hai seguito
  • scrivi un riepilogo di te per presentarti, parlare delle tue passioni e motivazioni
  • usa parole chiave per identificare le tue passioni ed ambiti di riferimento
  • inserisci un’immagine in primo piano
  • digita la professione nel motore di ricerca per vedere gli annunci
  • salva le offerte e candidature inviate
  • filtra le ricerche per categorie, offerte di lavoro, università’ , aziende, persone, gruppi
  • partecipa ai gruppi di discussione che riguardano la tua professione
  • pubblica articoli e contenuti in linea con il tuo lavoro attuale
  • fai rete collegandoti a persone che conosci e non conosci ancora, inviando una riga di presentazione personalizzata per motivare la tua richiesta
  • collegati alle pagine aziendali e guarda le offerte di lavoro

Se vuoi qualche consiglio in più per creare il tuo profilo su Linkedin leggi l’articolo “Linkedin: cosa fare per creare un buon profilo personale – I miei consigli per Workher!”

TWITTER

  • usa la bio per dare info specifiche sul lavoro desiderato e sulla formazione
  • inserisci il link del tuo sito/blog/profilo linkedin
  • sii sintetico
  • scegli un nome utente , anche pseudonimo, per dare indicazioni sulla tua attività’ e competenze
  • inserisci una foto in cui sei in primo piano
  • diventa un follower delle persone che ti possono aiutare a trovare lavoro
  • guarda i tweet che parlano di lavoro, inserendo nel motore di ricerca hashtag mirati e parole chiave
  • prepara il twesume – cv in 140 caratteri (percorso formativo, il lavoro che cerchi e dove, link al tuo curriculum o profilo linkedin)
  • cattura l’attenzione con tweet inerenti la tua professione
  • attiva le notifiche per smartphone per sapere chi ti segue
  • interagisci con gli altri tramite tweet e retweet e crea delle liste per raccogliere i profili che parlano di lavoro
  • utilizza servizi gratuiti per accorciare i link
  • costruisci reti di contatti

IL TEST DELLA NONNA

E se ancora non è chiaro cosa vuol dire crearsi un’ottima reputazione online attraverso i social, attingo ancora una volta ai consigli dati da Adecco – realtà che si è rivelata negli ultimi anni all’avanguardia per contenuti, progetti ed innovazione tecnologia nel campo del recruiting…ottima squadra di professionisti!

E vi propongo il test della nonna 😛 Pensiamo che a guardare il nostro profilo facebook sia nostra nonna, c’è qualcosa che potrebbe infastidirla? Potrebbe scoprire dei lati di noi come nipoti che potrebbero farla vergognare?

Ecco, lo stesso principio vale per il selezionatore che cerca conferme della nostra professionalità sui social, aggiungendo l’aggravante che è una persona totalmente estranea e che noi siamo degli estranei per lui. Quindi occhio a cosa condividiamo! 😉

Giada B.

Barbie e le donne imprenditrici: un’icona pop che invita le donne a non mettere limiti alle proprie ambizioni

Lo riconosco. Ho sempre avuto un cromosoma X molto sviluppato. Come ogni femmina doc che si rispetti, amo vestiti, borse, scarpe, trucchi, gioielli, il rosa schocking e un po’ di sano eccesso di trash. E come la maggior parte delle bambina cresciute alla fine degli anni ’80 nutro un amore sconsiderato per la bambola di tutte le bambole: Barbie! La fantasia dei bambini è eccezionale, ma la mia doveva avere una potenzialità notevole se ripenso alle incredibili storie inventate sul pavimento della mia cameretta, e a tutti quegli intrallazzi ed ambientazioni costruite ad hoc, per mettere in scena la vita dinamica della mia beniamina: Barbie che con il camper porta i bambini al mare, Barbie che invita le sue amiche a prendere un the a casa, Barbie che guida la macchina per andare a fare shopping, Barbie che cura gli animali, Barbie che si innamora di Ken e lo sposa. La scena si risolveva in una manciata di minuti, ciò che invece richiedeva sforzo e capacità decisionale era il lavoro preparatorio, dall’allestimento del set, alla scelta dell’abito, delle scarpe e dell’acconciatura. Ore e ore a fantasticare e a vivere la vita della mia pupilla.

Se c’è proprio una cosa che non sopporto è la dietrologia che si è fatta dietro questo giocattolo: c’è chi ha visto in Barbie una bambola diseducativa per via delle sue forme irreali, emblema della perfezione posticcia, della bellezza plastificata, della bionda vacuità, modello sbagliato per le bambine in crescita. Ha delle misure perfette da top model? Vero. Ha capelli biondi lunghi e setosi? Vero. Ha un guardaroba illimitato? Vero. E allora? Ma da quando i giocattoli devono rappresentare per forza il mondo reale? Per fare i conti con i problemi, le debolezze, le imperfezioni personali c’è tutta la vita davanti. Almeno i bambini lasciamoli fantasticare e sognare un mondo bello, colorato, vivace. Lasciamoli creare personaggi, storie, ruoli, finali sempre diversi in piena libertà.

Barbie rappresenta la perfezione, una perfezione che non si può eguagliare perché appunto non reale. Lasciamo stare per una volta il fisico e le forme. Guardiamo a cosa c’è dietro. Barbie è un’icona alla quale si può tendere, alla quale ci si può ispirare, dalla quale si può trarre qualcosa di buono. E’ un simbolo di eleganza e di femminilità, è un personaggio che è riuscito ad adeguarsi ai tempi e ai cambiamenti e da oggi diventa anche un esempio di intraprendenza e coraggio. La Mattel ha infatti promosso una nuova immagina della bambola più famosa al mondo. Già presente sui social network più noti, da pochi mesi Barbie è sbarcata anche su Linkedin, il social dedicato al mondo del lavoro. Dal suo esordio nel 1959, Barbie si è proposta sul mercato prendendo le vesti di più di 150 professioni diverse, arrivando quindi ad incarnare l’immagine della donna in carriera per eccellenza. Un curriculum che racconta attraverso la metamorfosi di Barbara Millicent Roberts, al secolo Barbie, le molteplici potenzialità delle donne nel mondo del lavoro.

Ed oggi Barbie fa nuovamente capolino nel mondo del lavoro con la nuova professione di “Incubatrice di Sogni” e veste i nuovi panni di consulente, aiutando le ragazze di tutto il mondo ad esercitare la loro immaginazione, provare diverse carriere ed esplorare il mondo che le circonda. Nonostante abbia vissuto più di 150 carriere la sua vera vocazione è quella di incoraggiare le generazioni di ragazze a non mettere limiti alle loro ambizioni.

Al di là dell’evidente escamotage pubblicitario, trovo molto bello il messaggio trasmesso. Osare, seguire i propri sogni, avere il coraggio di esprimere la propria personalità sono tutti comandamenti che dovremmo sperimentare un po’ di più. E per spronare le giovani donne a sfidare la norma, Barbie dedica uno spazio a entrepreneurs di successo, donne imprenditrici che hanno trasformato il loro sogno in un’occasione professionale. Importante è iniziare fin da piccole a pensare in grande, e, per l’occasione, è stato ha creato un simpatico tool nel quale è spiegato attraverso il gioco cosa vuol dire avviare un business di successo.

La Barbie non venderà più come prima ma cosa c’è di più smart del messaggio che porta e di più pop dell’icona che rappresenta?! Non biasimatemi perciò se prendo in prestito il suo motto e lo faccio diventare il mio. Quindi, care fanciulle ricordiamoci sempre che:

 

If you Can Dream It, You Can Be it!
Se Puoi Sognarlo, Puoi Diventarlo!

Giada B.