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donna lavoro gravidanza

Siamo tutti noi un pò Elisabetta Franchi? Riflessioni sulla maternità e mondo del lavoro

Mi ha fatto riflettere la quantità di post di indignazione sul discorso di Elisabetta Franchi. Io credo che tutti noi, chi più chi meno, abbiamo almeno una volta alimentato o contribuito direttamente o indirettamente a questa mentalità.

Inizio io.

Un paio di anni fa sono stata contattata da un’azienda che cercava personale. La responsabile mi aveva anticipato i requisiti e mi aveva detto “mi raccomando non donne di trent’anni che ci manca solo che restino incinta e me le devo sobbarcare io”. La cosa che mi aveva colpito, al di là del contenuto, era il modo sprezzante con cui me lo avesse detto. Ci avevo pensato due giorni e poi decisi di non prendere il mandato. Ma me lo potevo permettere, perché ero freelance e potevo scegliere con chi lavorare.

In tante altre occasioni invece, da dipendente, mi sono attenuta ai requisiti che mi erano stati dati, tra cui tante volte quello di cercare un uomo e non una donna. E non perché ci fosse la necessità di bilanciare il team, o perché stessi cercando un bodyguard o perché il ruolo richiedesse una certa forza fisica, ma semplicemente perché “meglio un uomo che non ha il problema dei figli e non prende troppi permessi”.

Un’altra volta, dopo aver trovato e assunto una brava candidata, a seguito di un iter di selezione non banale, la responsabile e la direttrice del personale si arrabbiarono perché questa ragazza non aveva riferito durante i colloqui che di lì a poco si sarebbe sposata. Qual era il problema? Il “pericolo” che potesse andare in maternità subito. Fui ripresa anch’io, perchè probabilmente mi ero orientata sulla persona sbagliata. Me lo ricordo ancora, questa ragazza mortificata, perché tacciata di non essere stata trasparente, appena entrata in azienda dovette giustificarsi assicurando che si sarebbe solo sposata e che non avrebbe avuto intenzione di fare un figlio nei successivi 2 anni.

E poi ricordo tanti commenti da parte di Responsabile HR o Manager nei confronti di collaboratrici che andavano in maternità anticipata. “La maternità non è una malattia, le fa comodo stare a casa da subito, io sono venuta a lavorare fino all’8 mese ecc…”. Ma le maternità sono tutte uguali? Forse no. Ci sono donne fortunate che hanno gravidanze serene. Ma non per forza il percorso di una deve essere uguale a quello di un’altra. Che ne sappiamo di quello che succede alle altre donne? Magari hanno avuti aborti in passato, o hanno nausee che le impediscono di lavorare o hanno gravidanze a rischio.

Non so se sia un caso, ma la maggior parte delle volte questi commenti e richieste sono arrivate proprio da donne. Dovremmo essere più comprensive e sensibili e invece c’è a volte una totale mancanza di empatia e compartecipazione.

Non è solo una questione legata a PMI a gestione familiare o stampo padronale, nè alla figura del solo imprenditore. È qualcosa che coinvolge sì il vertice aziendale, ma anche in primis noi HR e tutti coloro che gestiscono collaboratori e che quindi partecipano a processi di selezione e alla gestione del personale. Ad esempio, di tutti i casi che ho riportato nessuno è legato a un imprenditore, ma tutti a responsabili di qualche funzione, e alcuni esempi riguardano multinazionali ben strutturate e promotrici (paradossalmente) di politiche a tutela della diversity e della parità di genere.

Ecco, io non credo che dobbiamo scomodare Elisabetta Franchi per fare una riflessione profonda e sincera sulle nostre aziende e sul modo in cui tutti noi ci approcciamo al problema. A volte anche solo un commento può essere il frutto di una mentalità discriminatoria. Non è un problema di singoli soggetti ma sistemico e culturale, di cui tutti noi siamo responsabili. E’ che a volte è più facile puntare il dito su fatti grossi che generano scalpore ed è più difficile farsi un esame di coscienza. Ma è solo iniziando dal piccolo e da noi che si possono cambiare le cose.

Giada

fiorentemente

Come rispondere in inglese a un recruiter che non sei interessato alla posizione

Capita sempre più spesso di ricevere su Linkedin messaggi da parte di recruiter stranieri che ci propongono opportunità di lavoro. A volte sono ruoli global interessanti che ci vengono proposti proprio quando siamo in ricerca attiva di lavoro e possono rappresentare delle buone opportunità di carriera. A quel punto basta rispondere al recruiter che siamo disponibili per una call o una videointerview.

Cosa fare invece se non stiamo cercando un cambiamento lavorativo o se l’opportunità non ci interessa? Come rispondere in inglese a un recruiter per dirgli che non siamo interessati, senza apparire maleducati e perdere la chance di essere ricontattati in futuro? Ecco 4 consigli + tanti esempi di risposta in inglese che puoi dare al recruiter 😉

4 consigli per rispondere al recruiter

Rispondi sempre – Anche se non sei interessato, invia sempre la tua risposta anche se questa dovesse essere negativa.

Dì la verità – Se il recruiter dovesse chiederti le ragioni che ti spingono a non valutare l’offerta, rispondi sempre con sincertà. Non cerchi un cambiamento lavorativo perchè sei contento della tua attuale azienda? Pensi che la posizione non sia adatta a te? Se rispondi con sincerità potrai aiutare il recruiter a orientare meglio la ricerca di candidati.

Metti a disposizione il network – Conosci qualcuno che a contrario di te potrebbe essere interessato all’opportunità? Chiedi al recruiter se puoi condividere le sue info di contatto e l’offerta con conoscenti. Potresti aiutare un collega o amici a trovare lavoro!

Mantieni il contatto – Come si dice…sempre meglio lasciare sempre una porta aperta! E’ vero ora non sei interessato, ma in futuro chissà. Salvati i dati di contatto del recruiter, ringrazialo e digli che ti riservi di ricontattarlo in futuro.

Esempi di risposta che puoi dare in inglese in base alla tua motivazione

Ecco alcuni esempi di risposta in inglese che puoi dare al recruiter, suddivisi in base alla motivazione, per giustificare il tuo no.

✔ Se stai bene nella tua azienda o se sei contento del tuo ruolo attuale

  1. “Thank you for considering me for the [position] at [company], but I am happy with my current employer.”
  2. “Thanks for reaching out, but I am not looking for a change in my career at the time.”
  3. “After carefully considering this position, I decided to stay where I am at”

✔ Se non sei disponibile al trasferimento

  1. “While I find the position attractive, I will not be willing to relocate at this point.”
  2. “I am very interested in the [position name] opportunity. However, I am not looking to relocate at this time.”
  3. “Given my current circumstances, relocation isn’t an option for me.”

✔ Se non sei disposto a viaggiare

  1. “At the time, I am not interested in increasing the amount of travel required for this position.”
  2. “Thank you for sending me the details for this job, but travel isn’t something that interests me.”

✔ Se la posizione non soddisfa le tue aspettative retributive

“While I think the position is a great fit, the salary level is not meeting my expectations.”

✔ Se pensi di essere sovradimensionato in termini di esperienza

  1. “I have more experience than the job requires, and it feels like there will be no possibility for me to progress.”
  2. “With my skills, I feel like I am overqualified for this job.”

✔ Se non sei interessato a viaggiare

“Thank you for sending me the details for this job, but travel isn’t something that interests me.”

Linkedin template con risposte negative in inglese

Sono tanti i recruiter che inviano messaggi Inmail su Linkedin per sottoporre offerte di lavoro a potenziali candidati. Se dovessi ricevere un messaggio con un’opportunità che non ti interessa, puoi rispondere su Linkedin utilizzando uno di questi template generici. Sono bozze di risposta generiche che puoi all’occorrenza personalizzare con le motivazioni scritte in alto 😉

Hi [Name of Recruiter],

Thank you so much for reaching out to me. Unfortunately, I’m not interested in this position at this time. However, if I find that I’m looking for another opportunity in the future, I’ll for sure get in touch.

Thanks again!

[Your Name]

Hi [Name of Recruiter],

Thank you for considering me for the [Name of Role]. While the role is intriguing, I’m not interested in making a move. However, if that changes in the future, I will most definitely be in touch.

Thank you again,

[Your Name]

I appreciate you taking the time to reach out to me regarding the [Name of Position] position. I’m not ready to make a career move right now. However, I would like to keep communication open for future opportunities.

While this position sounds interesting, I no longer wish to move forward. I feel it’s not the right fit for me at this time. However, I would love to be considered for future opportunities if and when they become available.

I truly appreciate that you found time to see if I’d be interested, and to save more of your time, I want to say upfront, I am not looking for changes in my career at this time. May I save your mail to contact you if something changes?

I am not interested in making a move at this time. If I know someone who would be a good fit, I’ll happily send them along to you.

Thank you for thinking of me for this interesting position. However, I am very happy in my current job and do not have any plans to leave or relocate. I will gladly keep eyes and ears open for a candidate that might satisfy the requirements and skill set outlined in the position description.

Good luck and…be polite! 😉

Giada

Brenna Mills “How to Respond to Recruiters When You’re Not Interested”; Andrii Sichkarenko “How to Tell a Recruiter You Are Not Interested in a Position”; Mitch Corlett “How to Decline Recruiter Outreach”.

Teambuilding ufficio pasqua 2

Idee per attività di Teambuilding da fare in ufficio a Pasqua

Tra pochi giorni è Pasqua! Hai mai pensato di sfruttare le festività del calendario per creare dei momenti divertenti di teambuilding in ufficio? So già a cosa stai pensando: “non abbiamo soldi da investire in questo”, “non abbiamo tempo per queste attività”, “sono attività inutili”.

La buona notizia è che non serve un budget, basta avere un pò di creatività 👩‍🎨👨‍🎨

Sono attività semplici che non richiedono troppo tempo e organizzazione, ma possono servire per “alleggerire” un pò il clima in ufficio, creare gioco di squadra, conoscersi meglio e potenziare le relazioni fra colleghi.

Ecco qui alcuni esempi da cui trarre ispirazione! 😉

TRIVIA QUIZ

Trivia è una delle migliori attività per favorire lo spirito di squadra. Per creare questo game, raccogli o crea domande a tema festivo. Quindi, dividi l’ufficio in squadre e sfida ciascuna squadra a rispondere alle domande. I giocatori possono prenotarsi per dare il più velocemente possibile la risposta corretta, oppure puoi fornire loro dei moduli da compilare a cui assegnare punti in base alla correttezza delle risposte.

Ecco alcune domande trivia quiz di Pasqua con cui iniziare:

*Soluzioni: A1; B2; C3; D3; E3; F2; G3; H2; I4; L1; M1; N3


PUZZLE DI PASQUA

Invece di cercare le uova, i partecipanti possono cercare le parole di Pasqua 🧐

Crea un puzzle con parole da ricercare, dividi il team in squadre e aggiudica il punto a chi riesce a trovare prima tutte le parole!


EASTER BINGO

Il Bingo è un’ottima attività di teambuilding in ufficio per favorire la conoscenza fra colleghi e team. Per proporre questo gioco raccogli informazioni e curiosità relative al tema pasquale dei tuoi colleghi e crea delle carte. Dividi i partecipanti in squadre, distribuisci le carte e assegna il punto a chi saprà associare correttamente la maggior quantità di carte ai rispettivi nomi.

Per rendere il gioco più sfidante puoi dare la possibilità a ciascuna squadra di porre al massimo due domande, in cui però non si possono citare le parole scritte nelle carte 😉

Teambuilding ufficio Pasqua

LABIRINTO PASQUALE

Crea un labirinto a tema pasquale e chiedi a ciascuna squadra di trovare l’uscita nel più breve tempo possibile! Più contorto sarà il labirinto, più spirito di gara ci sarà fra le squadre!

Labirinto pasqua

Puoi organizzare in ufficio anche una caccia alle uova, vere o di carta, creando degli indizi da dare alle squadre. Oppure puoi creare una competizione di decorazione di uova, distribuendo a ciascuna squadra carte di giornali, colori, cancelleria, oggetti vari, con l’obiettivo di creare le uova più originali.

Come vedi le idee a costo 0 sono tante per creare delle divertenti attività di teambuilding in ufficio. Basta solo avere un pizzico di fantasia!

E chiaramente a fine competizione uovo di cioccolato alla squadra vincitrice e ovetti di pasqua per tutti 😉

Giada

fiorentemente

Quale lavoro si adatta meglio alla tua personalità? Scoprilo con un Test!

Ti sei mai trovato nella situazione di avere un lavoro e non sentirlo nelle tue corde? Di sentirti un pesce fuor d’acqua in un ambiente lavorativo che ha delle regole che non senti tue? Di avere la sensazione che la tua motivazione verso il lavoro non si sposi con il tipo di partecipazione richiesto dalla tua azienda?

Non aver chiaro quale sia tua leva motivazione e che tipo di posizione e contesto lavorativo si adattino meglio ai tuoi desiderata può farti perdere energia e compiere scelte sbagliate.

Ciascuno di noi è più portato per alcuni tipi di professione e contesti professionali. Scopri quale lavoro si adatta meglio alla tua personalità attraverso un semplice test! 👇👇👇



Ora che hai un’idea migliore di quale lavoro si adatti di più a te e al tuo stile di vita, scopri i miei consigli per trovare il lavoro perfetto! Clicca qui!

Good lack! 😉

Giada

fiorentemente

5 consigli per trovare il lavoro ideale in base alla propria personalità

Non aver chiaro quale sia tua leva motivazione e che tipo di posizione e contesto lavorativo si adattino meglio ai tuoi desiderata può farti perdere energia e compiere scelte sbagliate.

Ecco 5 consigli (+ un test di personalità 😉 ) che ti possono aiutare a mettere a fuoco quello che vorresti dal lavoro e a compiere la scelta giusta.

Esamina la tua attuale posizione

Pensa al tuo ruolo attuale e cerca di capire come ti fa sentire prima di valutare un eventuale cambio. Un indicatore ideale per poter valutare l’idoneità al lavoro è il livello di energia: prova a pensare a una tipica settimana lavorativa e soffermati su quando e con quale frequenza il tuo lavoro ti porta a sentirti “svuotato di energia”. Ti senti privo di energia già all’inizio della settimana lavorativa? Questo può potenzialmente significare una mancanza di stimolazione intellettuale o motivazione per il tuo lavoro attuale. Nello stesso tempo pensa agli aspetti del tuo lavoro che ritieni gratificanti. La combinazione di queste due riflessioni può aiutarti a capire quali aspetti salvare e quali cambiare per orientare la bussola per la tua prossima ricerca di un lavoro.

Accetta il rischio

La direzione in cui punta la tua bussola potrebbe anche portarti a scegliere una strada nuova, mai battuta. Se il tuo lavoro di oggi ti ha fatto sentire apatico, la prospettiva di correre un rischio può essere un toccasana e regalarti una sferzata di energia rinvigorente. Sfrutta questo slancio per esplorare nuove mondi lavorativi, senza farti prendere da paure e stress.

Ricerca il significato

Tutti noi cerchiamo un significato nel lavoro. Identica quali sono le tue leve motivazionali e cerca il contesto giusto che ti permetta di soddisfarle.

Dean Spitzer ha individuato otto diverse leve motivanti:

Potere – in questa sfera risiedono le ambizioni legate allo status e alla possibilità di fare carriera

Riconoscimento – è di chi è legato al bisogno di essere apprezzato e ottenere la fiducia degli altri

Competenza – è importante per coloro che amano imparare dagli errori e sviluppare i propri punti di forza.

Significato – è essenziale per chi vuole dare un contributo significativo al team, avendo un ruolo centrale, traendo dal lavoro un senso di valore personale

Attività – è ricercata da coloro che sono motivati dalla varietà del lavoro e dall’interesse per le attività che svolgono

Affiliazioni – è l’aspetto cui guardano coloro che sono motivati dalla relazione, amicizia e spirito di squadra

Coinvolgimento – è essenziale per chi ha necessità di partecipare alle decisioni che influiscono sul proprio lavoro

Realizzazione – è ricercata da coloro che sentono il bisogno di essere messi alla prova con obiettivi concreti da conseguire


Come capire qual è la tua leva motivante? Prova a completare questa affermazione: Mi sento gratificato e appagato quando nella realtà lavorativa in cui lavoro c’è (leva motivante), senza la quale non riuscirei a lavorare bene.

Non c’è una leva motivazionale giusta o sbagliata, ciascuno di noi ha la propria per sentirsi realizzato e gratificato. L’importante è avere consapevolezza del significato che si attribuisce al lavoro e cercare un contesto lavorativo che non sia in opposizione con la propria leva.

Rifletti sui tuoi punti di forza e di debolezza

Mettere a fuoco la tua personalità può aiutarti a identificare meglio i tuoi punti di forza e di debolezza. Questa riflessione non solo ti permette di mettere a fuoco le tue capacità tecniche, ma anche di comprendere come interagisci o ti comporti con gli altri e come combinare bene questi aspetti di te con potenziali opzioni del lavoro ideale.

Mentre i tuoi punti di forza ti aiuteranno a riconoscere i percorsi di carriera in cui potresti eccellere, riconoscere i tuoi punti deboli può aiutare a scoprire aree che necessitano di miglioramenti. Puoi quindi sviluppare un piano d’azione per affrontare al meglio queste lacune nelle tue capacità.

Ad esempio, se stai cercando di intraprendere un percorso come business writer freelance, ma non hai le competenze trasversali necessarie per creare connessioni e opportunità commerciali, puoi scegliere di seguire un breve corso in networking.

Conoscere bene la tua personalità ti consente di definire i tuoi limiti e sapere come spingerli oltre!

Esamina l’evoluzione delle tue priorità

Prima di accettare un’offerta di lavoro, è essenziale assicurarsi che fattori come la cultura aziendale e l’ambiente di lavoro siano ben allineati alla propria personalità, abilità, stile di lavoro e priorità.

Ogni persona ha desideri, personalità e obiettivi diversi. Alcuni hanno famiglia e cercano un lavoro che dia stabilità. Altri sono neolaureati e il loro obiettivo numero uno è trovare un lavoro che possa aiutarli a far crescere le loro competenze e fornire un percorso di crescita.

Man mano che i tuoi desideri e obiettivi cambiano nel corso della tua vita, cambierà anche l’ambiente di lavoro che si allinea con questi desideri e obiettivi. Potresti notarlo quando inizi un nuovo lavoro. Oppure potrebbe emergere dopo essere stato in un’azienda per 10 anni.

Quello che eri e che volevi 10 anni fa non è detto che sia lo stesso di quello che vuoi oggi. Non è detto quindi che i contesti lavorativi in cui ti trovavi a tuo agio ieri siano coerenti e in linea con i tuoi obiettivi attuali. Le persone si evolvono insieme alle loro priorità.

E per finire, effettua il test

E ora effettua il test per capire quale lavoro si adatta di più a te e al tuo stile di vita! Clicca qui sotto 👇

Good lack! 😉

Giada

Linkedin Career Break

Linkedin Career Break: una soluzione per gestire un buco nel curriculum

Tutti noi ci troviamo prima o poi a fare i conti con i cosiddetti buchi o vuoti del curriculum, dei periodi più o meno lunghi di inattività lavorativa. Interruzioni temporanee di carriera che non si sa come inserire nel curriculum e raccontare in sede di colloquio.

Una soluzione a tutto questo arriva da Linkedin. Da pochissimo infatti Linkedin ha introdotto una nuova funzionalità che consente agli utenti di pubblicare un career break, una pausa lavorativa, nella sezione delle esperienze del profilo personale.

Attraverso un Linkedin Career Break non solo è possibile aggiungere una pausa lavorativa, ma anche spiegarla, descriverla, contestualizzarla. Gli utenti hanno la possibilità di parlare delle abilità e competenze che hanno acquisito durante queste pause, aggiungendo una serie di informazioni sul tipo di skills che hanno sviluppato.

Guarda il video per imparare ad aggiungere un career break al tuo profilo Linkedin! 👇👇👇

Riscrivere la narrazione sulle interruzioni di carriera

La sfida non è semplice. Ma è un punto d’inizio per incominciare a sradicare l’idea che un’interruzione di carriera rappresenti un punto debole nel percorso professionale.

Se è vero che spesso la vita è il miglior insegnante, allora queste pause dal lavoro possono comunque servire per apprendere competenze importanti, che possono essere impiegate anche in un ambiente professionale.

E’ necessario riscrivere la narrazione sulle interruzioni di carriera, soprattutto dopo che due anni di pandemia globale hanno lasciato a casa molte persone.

Anche se potrebbe volerci del tempo per “destigmatizzare” a livello generale le interruzioni di carriera, il Linkedin Career Break rappresenta un primo passo per ripensare alle pause lavorative non come ad incidenti di percorso, ma come occasioni di sviluppo di nuove competenze e abilità.

Career Break, dal tabù’ alla valorizzazione

Anche chi si occupa di selezione può contribuire a trasformare un tabù in un momento di valorizzazione:

✔ Innanzitutto valutando la persona nella sua interezza. Non guardare solo all’esperienza più recente di un candidato, che si tratti di un’interruzione di carriera o del suo ultimo lavoro, ma alla compessità delle competenze che ha sviluppato nel corso delle sue esperienze vissute, siano esse personali o professionali.

✔ Fare un’analisi delle competenze necessarie per ricoprire al meglio il ruolo e valutare il candidato sulla base delle skills ricercate, competenze che possono essere state sviluppate per motivi professionali o personali.

✔ Ricordarsi che le abilità non conoscono confini. Anche un’interruzione di carriera è un momento in cui le persone possono imparare e sviluppare nuove competenze.

✔ Dare al candidato in sede di colloquio l’opportunità di condividere ciò che ha imparato, e che potrebbe essere utile per il ruolo, indipendentemente dal fatto che tale skill sia stata appresa al di fuori del lavoro. Cosa ha imparato durante la sua pausa lavorativa? Perchè pensa che queste competenze possano esserle utili per questo ruolo? Come le userebbe?

Il Linkedin Career Break getta le basi per un nuovo approccio al tema delle pause lavorative, rendendo più facile e aperto il dialogo tra candidati e recruiter sulle competenze e le esperienze che i professionisti maturano lontano dal luogo di lavoro tradizionale. Tocca a noi ora fare la nostra parte 😉

Giada

Linkedin Cover Story

Come creare la tua Linkedin Cover Story sul tuo profilo personale

La LinkedIn Cover Story è la nuova funzionalità di Linkedin che ti consente di aggiunge un video di presentazione di 30 secondi al tuo profilo personale per raccontare la tua storia attraverso la tua voce.

Con la LinkedIn Cover Story puoi mettere in risalto aspetti di te stesso che non possono essere espressi attraverso un testo scritto, come la tua personalità e il tuo stile comunicativo. Puoi quindi presentarti al tuo pubblico in un video clip coinvolgente di 30 secondi.

Che tu sia un piccolo imprenditore, un professionista, un freelance o un job seeker, puoi mettere in evidenza nella tua storia di copertina di Linkedin i tuoi prodotti, servizi, competenze e caratteristiche.

Alcuni consigli prima di inziare

✔ Innazitutto registra il tuo video orientando il tuo smartphone in verticale

✔ Posizionati davanti una sorgente luminosa come una finestra per ricevere luce e assicurati di aver scelto un ambiente senza rumori

✔ Preparati prima uno script per decidere cosa dire in 30 secondi…ti servirà per ottimizzare al meglio il mezzo minuto che hai a disposizione 😉

✔ Sfrutta al meglio il tempo di registrazione. Dividi lo script in 3 parti. Nella prima parte dici chi sei e cosa fai, nella seconda parte parli dei tuoi servizi o prodotti o delle tue competenze, nella terza parte inviti a una call to action (CTA)

Come creare la tua Linkedin Cover Story

Creare una story di copertina è semplicissimo:

🟣 Prendi il tuo smartphone e apri l’app di Linkedin

🟪 Clicca sul tuo profilo personale e sull’immagine di copertina

🟣 Scegli l’opzione “aggiungi video del profilo”

🟪 A questo punto puoi o cliccare sul pulsante rosso e iniziare live una registrazione, oppure puoi caricare un video precedentemente registrato e salvato sul tuo cellulare

🟣 Una volta selezionato il video puoi aggiungere una gif, una menzione, l’ora o un testo

🟪 L’ultimo step ti permette di decidere l’inquadratura che avrà l’anteprima del video e che corrisponde ai primi 3 secondi. Questi istanti iniziali verranno riprodotti automaticamente con l’audio disattivato quando qualcuno visiterà il tuo profilo.

Guarda il mio video per vedere passo passo tutti gli step della creazione della Linkedin Cover Story 😉

Non ti resta che creare la tua cover story!

Giada

modalità creator

Modalità Creator: la nuova funzionalità di Linkedin per i creatori di contenuti

La modalità Creator è una nuova funzionalità presente sulla dashboard dei profili personali di LinkedIn, che può aiutare coloro che creano regolarmente contenuti sulla piattaforma a dare maggiore visibilità ai contenuti stessi ed aumentare così la propria autorevolezza.

Guarda il video per scoprire come attivare la Modalità Creator sul tuo profilo 👆

Una nuova funzionalità pensata per i content creator

Linkedin è sempre stato un ottimo luogo per fare rete, per creare connessioni e collegamenti, ma più recentemente si è distinto per la ricchezza di contenuti che vengono pubblicati ogni giorno.

A partire dal 2020 è stato registrato infatti un aumento del 55% delle conversazioni che hanno avuto luogo sulla piattaforma. Dall’inizio della pandemia più persone hanno utilizzato Linkedin per creare contenuti da condividere e attorno a cui costruire conversazioni.

Da questo presupposto è nata l’idea di implementare una funzionalità utile per quei profili che creano contenuti di qualità e vogliono sfruttare il social per presentarsi come esperti nel proprio settore, creando così una community di lettori e utenti interessanti a determinati argomenti.

Le 5 novità della Modalità Creator di Linkedin

Quali sono le cinque differenze chiave che vedrai nel tuo profilo una volta attivata la Modalità Creator:

✔ Potrai aggiungere fino a 5 hashtag che identificano meglio le tematiche dei contenuti che produci e che saranno visualizzati al di sotto del tuo headline.

✔ Il pulsante “Connetti” sarà sostituito dal pulsante “Segui”, per invitare chi è interessato ai tuoi contenuti a seguirti e ad entrare nella tua community. Si privilegia così una community di followers a una rete di collegamenti.

✔ Il tuo numero di followers verrà visualizzato in alto, per dare credibilità e autorevolezza al tuo profilo in qualità di creatore di contenuti.

✔ Cambierà l’ordine delle sezioni del tuo profilo. Nell’ottica di dare maggior risalto ai contenuti che produci, la sezione featured/in evidenza e la sezione attività/activity saranno visibili in prima battuta. Se attivi quindi la Modalità Creator, la sezione Informazioni/About, da sempre in cima al tuo profilo, apparirà quindi sotto le sezioni In evidenza e Attività.

✔ Infine attivando la Modalità Creator, avrai anche la possibilità di aggiungere un video di presentazione, un biglietto da visita in formato video, al posto di un’immagine statica sul tuo profilo, per comunicare rapidamente ai visitatori del tuo profilo chi sei e cosa fai.

Giada

reorganization

Tra la Great Resignation e la Great Restauration vince la Great Reorganization

E’ probabile che dietro al fenomeno della Great Resignation, ossia delle “Grandi Dimissioni”, ci sia anche il tentativo di reagire al fenomeno della Great Restauration, la “Grande Restaurazione” con cui alcune aziende stanno tentando di ripristinare gli schemi lavorativi pre-pandemia.

Ma quanti dipendenti resterebbero felicemente nelle proprie aziende se qualcosa cambiasse? Quanti resterebbero se c