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Dal Recruiting 2.0 al Digital Recruiting – Il nuovo trend della selezione del personale

Il modo di fare recruiting è cambiato fortemente negli ultimi decenni sotto la spinta dell’innovazione tecnologica e ha registrato dei trend importanti, dal Recruiting 2.0 al Digital Recruiting passando per il Social Recruiting.

RECRUITING 2.0

Quando ho iniziato a lavorare nell’HR, nel (lontano) 2009, si parlava già da tempo di Recruiting 2.0. Il termine indicava una nuova modalità di selezione del personale che non si avvaleva più dei mezzi tradizionali, come la stampa, radio, agenzie locali, ma sfruttava le potenzialità del Web, per estendere i confini territoriali e temporali della ricerca.

L’avvento degli annunci di lavoro online e la possibilità di candidarsi con un click hanno rappresentato un grande cambiamento nella ricerca di lavoro. La trasformazione era già iniziata da un po’, ma il primo decennio del XXI secolo ha visto il consolidarsi in Italia di questo connubio fra Recruiting & Web. Erano gli anni dell’ascesa ed affermazione delle grandi Job Board come Monster, Infojobs, Trovolavoro, Miojob, Carrerbuilder. Erano gli anni dei grandi contratti quadro da parte delle aziende e delle banche dati di curriculum vitae, come canale alternativo agli annunci online.

IL SOCIAL RECRUITING

La crisi economica, la riduzione delle opportunità e dei budget aziendali, l’avvento dei Millenials, i progressi tecnologici hanno contribuito ad inaugurare una seconda fase della selezione del personale, quella del Social Recruiting.

Le grandi Job Board hanno resistito, chi più chi meno, alla crisi  e alla minore disponibilità d’acquisto da parte delle aziende. Hanno cercato di adeguarsi alle nuove richieste del mercato proponendo, in aggiunta o in sostituzione dei servizi di ricerca (annuncio e banca dati), strumenti nuovi. Strumenti che potessero anche coinvolgere la nuova generazione dei Millenials, nata tra il 1980 e 1995.

Le aziende, dall’altra parte, prive della disponibilità economica del passato, hanno scoperto nuovi canali di comunicazione, di employer branding e, successivamente, di selezione, come Facebook, Twitter e Linkedin.

Linkedin ha sicuramente rappresentato una grande innovazione. La possibilità di avere un proprio profilo professionale sempre visibile e accessibile a tutti ha indubbiamente accelerato il processo di “decadenza” delle banche dati di cv, ormai obsolete e non aggiornate. Il social network professionale ha contribuito poi a dare una grande spinta alla ricerca diretta e alle strategie di personal branding.

DIGITAL RECRUITING

Quindi, Recruiting 2.0, Social Recruiting…e oggi? Da un paio di anni anche in Italia si inizia a parlare di un nuovo trend che sta interessando tutta la funzione HR e in particolare la selezione del personale. Digital HR e, in particolare, Digital Recruiting rappresentano l’evoluzione dei trend passati, poiché i professionisti delle risorse umane utilizzano l’intero universo digitale per svolgere le proprie attività. Accanto all’annuncio online, ai social network professionali e personali, si stanno diffondendo nuove forme e modalità di recruiting, sostenute dall’innovazione tecnologica, da app e nuove start up.

ESEMPI DI DIGITAL RECRUITING

E’ il caso ad esempio di Just Knock, giovane realtà che ha introdotto il concetto del talento al posto del background professionale. Ci si propone all’azienda che ci interessa non inviando il cv , ma un’idea o un progetto online, attraverso un interessante iter di preparazione e candidatura. Sicuramente può essere un ottimo strumento per valutare profili creativi 😉

Meritocracy invece offre la possibilità ai candidati di incontrare virtualmente le aziende, attraverso un tour digitale all’interno dei loro spazi di lavoro. Consente poi alle aziende di presentare la propria realtà al meglio, per svolgere un’efficace azione di attraction

Pulse, piattaforma integrata di Linkedin per la pubblicazione di contenuti, nata come blog, è invece spesso usata in modo alternativo per pubblicizzare offerte di lavoro.

Si può trovare lavoro giocando su Facebook? Con Employerland sì! Ciascun iscritto al social network può simulare la vita lavorativa, interagire con le aziende e rispondere alle domande sulle società per guadagnare punti ed aggiudicarsi un colloquio di lavoro per un’opportunità reale.

Poi c’è la storia di Google e Max Rosett, scoperto ed assunto dall’azienda grazie ad una sfida online. Max si stava documentando sul web per un progetto informatico, quando la pagina sulla quale stava navigando è stata inghiottita da uno sfondo nero, dal quale è sbucato un testo. «Stai parlando la nostra lingua. Sei pronto a una sfida?». Poi tre opzioni «Voglio giocare», «No grazie» e «Non mostrare più questo messaggio». Com’è andata a finire? Beh, Max ha accettato la sfida, ha superato tutte le prove di programmazione in 48 ore, è stato contattato dall’azienda e, dopo vari colloqui, assunto al quartier generale di Google!

DIGITAL JOBSEEKER

E chiaramente quello del Digital Recruiting sta diventando un linguaggio universale, utilizzato sia da chi cerca candidati sia da chi cerca lavoro. E’ il caso di Nina Mufleh che, sognando da sempre di lavorare in Airbnb, ha realizzato un sito – cv. Nel cv online Nina ha presentato alla società un’analisi del mercato del turismo, dando a Airbnb degli spunti su cui lavorare, oltre a idee strategiche dei mercati in cui espandersi. Risultato? Assunta.

Famoso anche (l’ex) neolaureato in New Media and Communication Damiano Tescaro. Desideroso di contribuire alla realizzazione della versione italiana del videogioco World of Warcraft, si è proposto all’azienda dei suoi sogni, attraverso un efficace videocurriculum, dimostrando e mettendo ben in luce i propri punti di forza.

Questa nuova dimensione digital, così ricca di possibilità, canali e strumenti, mette di fronte sia i recruiter sia i candidati a nuove sfide, richiedendo ad entrambi non solo un’ottima dimestichezza con l’utilizzo delle nuove tecnologie, ma anche tanta intraprendenza e creatività.

Da dove iniziare? Iscriviti al Corso di formazione online “Digital & Social Recruiting – la selezione del personale attraverso i digital tools e i social network”!

 Giada B.

cercare lavoro

Libri, iniziative, strumenti: il meglio per cercare lavoro e migliorare la propria performance

Primo articolo del 2016 e, si sa, con il nuovo anno arrivano anche i buoni propositi. Il primo è condividere, perché, chi più chi meno, siamo tutti figli della sharing community. Voglio iniziare il nuovo anno condividendo con voi il meglio che mi è capitato fra le mani nel 2015, in fatto di libri, iniziative e strumenti per cercare lavoro, migliorare la propria performance professionale e fare personal branding.

LIBRI

…SE VUOI TROVARE LAVORO CON I SOCIAL

Iniziamo con quello che reputo il migliore libro in commercio per capire come si cerca lavoro oggi. Apprezzo tanto chi riesce a prendere le distanze da contenuti teorici, aleatori e scontati (ho una sfilza di libri di formazione che potrei citare!) e badare alla sostanza. E’ quello che fa Riccardo Maggiolo nel libro “Job Search 2.0. Trovare lavoro in 7 mosse nell’era di Facebook e Twitter”, spaziando dai canali di ricerca al curriculum, dai social network alla reputazione online.

Paradossale che sia partorito dalla penna di un giornalista e formatore piuttosto che di un esperto di recruiting! Lo consiglio a tutti coloro che muovono i primi passi nel mondo del lavoro, ma anche a chi si ritrova a cercare lavoro alle soglie dei 40/50 anni, dopo tanti anni trascorsi nella stessa azienda. Tra l’altro Maggiolo è anche uno dei fondatori di Job Club, gruppi di persone che si riuniscono, a cadenze regolari, per darsi una mano nel cercare lavoro, sfruttando la rete di contatti e il passaparola. L’iscrizione è totalmente gratuita!

…SE DEVI GESTIRE LE RISORSE UMANE

Forse sono più utili a chi si occupa di Risorse Umane, ma dipende dagli argomenti. Parlo della catena di libri edita da Giunti OS dei Pocket Book, miniguide su temi relativi la gestione delle risorse umane (Intelligenza Emotiva, Valutazioni, Talent Management ecc..) scritti da personaggi di rilievo d’oltralpe nell’ambito delle RU e tradotti in italiano. Li trovo pratici nel loro formato pocket, da tenere in borsa e leggere durante la pausa o in viaggio, ed estremamente fruibili per imparare tecniche, strumenti e approcci per il people management.

SE STAI CERCANDO LAVORO ALL’ESTERO

L’ho letto mentre scrivevo gli articoli che usciranno prossimamente su Monster.it sulla ricerca di lavoro all’estero. Sicuramente in circolazione ci sono tanti libri sull’argomento e forse anche più pratici e utili di “Trova lavoro subito! I segreti per ottenere all’estero il posto che hai sempre sognato” di Alberto Forchielli, ma vi consiglio di leggerlo per due buoni motivi: la prefazione/introduzione e il capitolo sulle 10 domande. La prima è uno schiaffo morale, una doccia fredda per tutti coloro che amano l’Italia, perché Forchielli ci restituisce una fotografia del nostro Paese così struggente, ma così vera, che provoca nel lettore amarezza, rabbia e voglia di riscatto; la seconda invece è una raccolta di 10 domande che tutti coloro che pensano all’eventualità di trasferirsi all’estero per cercare lavoro dovrebbero farsi, per non improvvisare ed improvvisarsi.

STRUMENTI

…SE VUOI ESSERE PIU’ PRODUTTIVO

Per i maniaci del controllo sul lavoro o per chi ha un calendario annuale fitto di appuntamenti ed impegni, suggerisco di seguire Francesca Marano, sperimentatrice di tecniche di produttività per lavorare meno e meglio. Leggete i suoi articoli e iscrivetevi alla newsletter di Solopreneur: avrete gratuitamente la possibilità di scaricare in pdf il wall planner 70×100, un calendario annuale da stampare e mettere nel vostro ufficio per avere in un unico colpo d’occhio tutti i 12 mesi.

…SE SEI INTERESSATA ALLE PROFESSIONI DEL WEB

Insegnare alle donne le professioni del futuro, questo lo slogan di WorkWideWomen. Donne che mettono al servizio di altre donne le loro conoscenze professionali attraverso una piattaforma online. I corsi sono a pagamento e vertono soprattutto sul digital e sulle nuove professioni legate al web. I prezzi sono assolutamente accessibili e la modalità e-learning consente una migliore gestione del proprio tempo e delle proprie necessità.

…SE VUOI FARE NETWORKING

Altra realtà a tinte rosa che ha avuto un ottimo riscontro nel 2015 è Workher, piattaforma di networking tutta al femminile, i cui è possibile fare rete, chiedere una consulenza a una professionista ( ci sono anch’io! 🙂 ) o a una mentor, informarsi e capire quali sono le proprie aspirazioni ed inclinazioni professionali accedendo a EST, l’esclusivo test creato in collaborazione con l’Università Cattolica di Milano, con cui è possibile scoprire in modo immediato il proprio punto di partenza e dove si vuole andare professionalmente, le abilità su cui investire e le conoscenze da implementare grazie agli strumenti e ai contenuti offerti.

… SE SEI ALLA RICERCA DI INFLUENCER

Li reputo un po’ i guru delle Risorse Umane 2.0. Forse più conosciuti a Milano da chi fa questo mestiere che altrove, ma con un pubblico sempre più vasto, grazie alla loro presenza digitale, pubblicazioni, iniziative. Mi riferisco a Silvia Zanella, Luigi Centenaro, Francesca Parviero e Domitilla Ferrari.

Monitoro periodicamente le loro pagine social, perché ricche di spunti e belle iniziative: Silvia, forse la professionista che mi piace di più per il suo taglio sempre molto concreto e mai banale, è Global Social Media & Online Marketing Director in ‎Adecco e profonda conoscitrice dei nuovi strumenti e tecniche di recruiting e personal branding.

Luigi è personal branding strategist e ideatore del  Personal Branding Canvas (si scarica gratuitamente online), un metodo pratico per fare personal branding attraverso un percorso che ti fa scoprire perché e per chi puoi rappresentare un valore aggiunto.

Francesca, prima Official LinkedIn EMEA Talent Partner italiana (co-autrice del recente libro “Linkedin per Aziende e professionisti”), esperta di strategie di Social HR, è insieme a Domitilla la professionista più eclettica del gruppo.

Domitilla, Digital Marketing & Communication Strategist, è autrice di “Due gradi e mezzo di separazione. Come il networking facilita la circolazione delle idee (e fa girare l’economia)” e si occupa di networking e dei nuovi canali e strumenti di comunicazione,  anche lato professional.

INIZIATIVE

…SE SEI UN FREELANCE

Per chi è freelance o per chi vuole imparare da loro, per chi vuole far galoppare la propria creatività o per chi è alla ricerca di nuove idee. Il FreelanceCamp è tutto questo, un’occasione di incontro, informazione, formazione, sharing e networking tra professionisti freelance. Guardate quante cose si possono imparare in un weekend! 

…SE SEI UN PROFILO JUNIOR

Ok, sarò di parte perché sono una delle docenti, ma in questa lista di the best of ci metto anche il Monster University Tour e tutte quelle iniziative simili promosse da altre società come Linkedin, Adecco, Manpower a favore della formazione ed informazione dedicata a studenti e neolaureati delle Università Italiane, in ambito strumenti e tecniche di ricerca attiva di lavoro. Ho incontrato tanti ragazzi quest’anno e ho notato in gran parte di loro una forte preparazione tecnica, ma anche un’incapacità di gestire la relazione e presentarsi. Grande problema in un contesto lavorativo in cui le aziende pesano tanto le competenze trasversali quanto quelle tecniche. Quindi se vi capita, partecipate, è gratuito!

E i vostri the best of in ambito selezione, formazione e personal branding quali sono?

A presto!

Giada B.

lavoro

Infografica: Cambiare lavoro…dipendente o freelance?

Un anno fa abbiamo lanciato un  sondaggio in cui abbiamo chiesto ai professionisti italiani di indicare i motivi per cui preferiscono lavorare in azienda o intraprendere la libera professione. Due stili di vita ed approccio al lavoro diversi, dietro cui si nascondono sia motivi di attrazione e gratificazione, ma anche tante paure e reticenze.

LAVORO COME DIPENDENTE O FREELANCE

E’ quello che è emerso dalle risposte ricevute, riportate nell’infografica qui di seguito,  in cui salta all’occhio uno sbilanciamento tra i fattori materiali e concreti e quelli più legati alla sfera relazionale e valoriale.

La sicurezza in termini retributivi, di carriera e di stabilità professionale è la principale leva che motiva i dipendenti d’azienda. Mentre, dato che fa riflettere, il secondo motivo che spinge i professionisti italiani a valutare la libera professione è la possibilità di non avere più a che fare con capi e superiori.

Dato emblematico di come le relazioni in azienda, e ancora di più quelle tra capo e collaboratore, ricoprano un ruolo decisivo nella motivazione e performance del lavoratore.

RISULTATI DEL SONDAGGIO

lavoro

Grazie a tutti coloro che hanno partecipato al sondaggio! 😉

Giada B.

curriculum

Il lato oscuro del CV? Che la forza del curriculum sia con te!

A poche settimane dall’uscita del nuovo capitolo della saga di Star Wars, vi propongo un mio articolo pubblicato su Monster.it, in cui spiego come combattere il “lato oscuro” del CV. Che la forza del curriculum sia con voi! 😉

Chi ha già acquisito un po’ di dimestichezza con la creazione di un curriculum sa che errori grammaticali, cv eccessivamente lunghi ed informazioni di contatto mancanti o inesatte possono compromettere la candidatura. Sono gli errori più frequentemente commessi da chi è per la prima volta alla ricerca di un lavoro e non ha ancora esperienza nella stesura di un buon cv.

IL LATO OSCURO DEL CURRICULUM

Ma spesso, anche chi non è un job seeker alle prime armi inserisce le informazioni nella modalità sbagliata, riducendo la carica di attrattività e di forza del proprio curriculum. Sono errori più “sottili” dei primi che abbiamo citato, ma che possono ugualmente giocare un ruolo determinante nella ricerca di un lavoro. Scopriamo e illuminiamo alcuni “lati oscuri” del cv:

  • Data di nascita

Nelle informazioni generali, dopo il nostro nome e cognome, scriviamo la data di nascita. Più volte di quanto si possa credere, i recruiter ricevono cv in cui è riportata l’età anagrafica e non il giorno, mese e anno di nascita del candidato. In questa maniera il selezionatore difficilmente può calcolare gli anni della risorsa, non sapendo quando quel cv è stato scritto.

Non è un dettaglio da poco, perché alcune aziende aprono delle posizioni che prevedono dei contratti proponibili per legge o per policy interna solo a persone che rientrano in un determinato range di età. Scrivere l’età anziché la data di nascita può quindi farci perdere preziose occasioni!

  • Job title

Non è altro che il titolo che definisce il ruolo che ricopriamo in un’azienda. Un titolo spesso ostico da decifrare, che impedisce al recruiter di identificare la funzione che il candidato ricopre o ricopriva nelle precedenti esperienze.

Le cause sono due e possono essere attribuite o a una restituzione fedele del linguaggio legato al contesto aziendale nel quale si è lavorato o…alla vanità umana! Nel primo caso, il candidato scrive nel cv esattamente il job title che l’azienda gli ha attribuito e che spesso è legato a quella specifica realtà. Tuttavia, non per tutti è scontato che ROM stia per Retail Operation Manager o che First Impression Manager identifichi il portiere d’albergo.

Nel secondo caso, siamo noi stessi ad attribuirci dei job title sofisticati, perché crediamo possano essere più appealing. Dobbiamo pensare invece chel’obiettivo è far comprendere qual è il nostro ruolo a chi legge. Traduciamo i titoli in forme comprensibili che identifichino con immediatezza il ruolo. Al bando quindi job title astrusi e la parola d’ordine è semplificare!

  • Scrivere, scrivere, scrivere

E’ possibile ridurre quello che facciamo 8 ore al giorno 365 giorni l’anno in una frase o poche parole? Certo che no! Eppure è quello che succede spesso: cv scarni, poveri, dove la sintesi è stata sostituita dall’assenza di contenuti. Potremmo definirlo il cv-parodox: si pensa che il problema sia sintetizzare in poco spazio quello che si è fatto, tante attività, progetti, ruoli ricoperti.

In realtà, spesso il problema è riuscire a riempire quel poco spazio a disposizione che si ha. Non bisogna aver paura di scrivere e spiegare.

Il cv deve raccontarci e deve essere scritto affinché il selezionatore capisca cosa sappiamo fare.

Entriamo nel dettaglio delle attività di nostra competenza, spieghiamo a chi riportiamo e com’è organizzato il nostro team, citiamo progetti speciali ai quali abbiamo partecipato, programmi e software utilizzati. Mettiamo in poche parole in evidenza i nostri punti di forza.

  • Stile del testo

Anche l’occhio vuole la sua parte, soprattutto lì dove la forma può valorizzare o, al contrario, penalizzare il contenuto. Una strategia per far risaltare il nostro curriculum fra tante candidature è dare movimento allo stile del testo.

Un testo che ha uno stile tutto uguale risulterà piatto o addirittura irritante e richiederà più tempo a chi legge per individuare le informazioni chiave. Un curriculum scritto tutto con uno stile normale sarà impersonale. Uno scritto interamente in grassetto, in corsivo o sottolineato sarà poco piacevole da leggere.

Invece, un curriculum che alterna diversi stili agevolerà la lettura, facendo risaltare le parti salienti. Fate una prova: ponete il vostro curriculum a una distanza di 50 cm, cosa cattura subito la vostra attenzione? Sicuramente le parole in grassetto, in corsivo, sottolineate o di colore diverso.

Questi escamotage stilistici devono essere utilizzati con criterio, per enfatizzare ad esempio parole chiave che identificano la nostra professionalità, job title, le aziende per le quali abbiamo lavorato, le competenza nelle quali eccelliamo, esperienze all’estero, titoli di studio conseguiti, certificazioni ed applicativi conosciuti.

CHE LA FORZA DEL CURRICULUM SIA CON TE!

Non esiste una ricetta magica per scrivere il curriculum perfetto, ma una regola che vale sempre è provare a mettersi nei panni di chi legge il nostro cv: quali sono le informazioni importanti che il recruiter deve sapere di me? Cos’è scontato per me ma non lo è per chi non mi conosce? Qual è la forma migliore per facilitare la lettura del mio curriculum? Come posso attirare l’attenzione del recruiter sui miei punti di forza? Come faccio a destare la curiosità di chi legge, restituendo un’immagine professionale?

Vuoi qualche dritta in più? Leggi l’articolo “Tutto quello che devi sapere per scrivere un curriculum vitae efficace”.

Buona scrittura!

 Giada B.

social network lavoro

Linkedin, Facebook e Twitter: trovare lavoro grazie ai social network

Cosa vuol dire nel concreto utilizzare i social network per trovare lavoro e come strumenti di promozione del proprio profilo professionale?

I SOCIAL NETWORK PER TROVARE LAVORO

La risposta è abbastanza intuitiva se parliamo di Linkedin, social network nato proprio con lo scopo di favorire la creazione di una rete di contatti professionali. Ma Facebook, il social network personale per eccellenza, e Twitter, con i suoi soli 140 caratteri, come possono aiutarci a fare personal branding sul lavoro? Per rispondere a questa domanda, vi propongo tre video di Adecco che spiegano in modo semplice e chiaro come utilizzare i social per scopi professionali.

FACEBOOK

  • profilo facilmente identificabile, rintracciabile, aggiornato
  • inserisci le esperienze accademiche più’ significative
  • scegli un’immagine appropriata (unica per la tua presenza web) e un’immagine di copertina adeguata
  • imposta i criteri di privacy e crea liste per colleghi, conoscenti, familiari, amici, per i quali sono disponibili vecchi post, notifiche, mi piace, immagini
  • rifiuta di dare il consenso per immagini imbarazzanti in cui sei stato “taggato”
  • monitora i gruppi e le applicazioni cui sei iscritto
  • non urtare la sensibilità’ altrui quando parli di sport, religione e politica
  • non parlare male del tuo precedente lavoro
  • posta contenuti interessanti e partecipa ai gruppi di discussione per creare contatti utili per cercare lavoro
  • segui le pagine delle aziende che ti interessano, resta aggiornato, partecipa ai contest e invia il cv nel tab recruitment

LINKEDIN

  • crea una rete di contatti utili e identifica opportunità’ di lavoro interessanti
  • crea un profilo dettagliato e completo dell’esperienza, con immagini, link e progetti che hai seguito
  • scrivi un riepilogo di te per presentarti, parlare delle tue passioni e motivazioni
  • usa parole chiave per identificare le tue passioni ed ambiti di riferimento
  • inserisci un’immagine in primo piano
  • digita la professione nel motore di ricerca per vedere gli annunci
  • salva le offerte e candidature inviate
  • filtra le ricerche per categorie, offerte di lavoro, università’ , aziende, persone, gruppi
  • partecipa ai gruppi di discussione che riguardano la tua professione
  • pubblica articoli e contenuti in linea con il tuo lavoro attuale
  • fai rete collegandoti a persone che conosci e non conosci ancora, inviando una riga di presentazione personalizzata per motivare la tua richiesta
  • collegati alle pagine aziendali e guarda le offerte di lavoro

Se vuoi qualche consiglio in più per creare il tuo profilo su Linkedin leggi l’articolo “Linkedin: cosa fare per creare un buon profilo personale – I miei consigli per Workher!”

TWITTER

  • usa la bio per dare info specifiche sul lavoro desiderato e sulla formazione
  • inserisci il link del tuo sito/blog/profilo linkedin
  • sii sintetico
  • scegli un nome utente , anche pseudonimo, per dare indicazioni sulla tua attività’ e competenze
  • inserisci una foto in cui sei in primo piano
  • diventa un follower delle persone che ti possono aiutare a trovare lavoro
  • guarda i tweet che parlano di lavoro, inserendo nel motore di ricerca hashtag mirati e parole chiave
  • prepara il twesume – cv in 140 caratteri (percorso formativo, il lavoro che cerchi e dove, link al tuo curriculum o profilo linkedin)
  • cattura l’attenzione con tweet inerenti la tua professione
  • attiva le notifiche per smartphone per sapere chi ti segue
  • interagisci con gli altri tramite tweet e retweet e crea delle liste per raccogliere i profili che parlano di lavoro
  • utilizza servizi gratuiti per accorciare i link
  • costruisci reti di contatti

IL TEST DELLA NONNA

E se ancora non è chiaro cosa vuol dire crearsi un’ottima reputazione online attraverso i social, attingo ancora una volta ai consigli dati da Adecco – realtà che si è rivelata negli ultimi anni all’avanguardia per contenuti, progetti ed innovazione tecnologia nel campo del recruiting…ottima squadra di professionisti!

E vi propongo il test della nonna 😛 Pensiamo che a guardare il nostro profilo facebook sia nostra nonna, c’è qualcosa che potrebbe infastidirla? Potrebbe scoprire dei lati di noi come nipoti che potrebbero farla vergognare?

Ecco, lo stesso principio vale per il selezionatore che cerca conferme della nostra professionalità sui social, aggiungendo l’aggravante che è una persona totalmente estranea e che noi siamo degli estranei per lui. Quindi occhio a cosa condividiamo! 😉

Giada B.

CV & Personal Branding: il connubio vincente per trovare lavoro

Hai letto decine di annunci di lavoro e speso buona parte del tuo tempo a scrivere il cv perfetto. Finalmente hai trovato l’occasione giusta per candidarti: la posizione descritta rispecchia appieno il tuo profilo. In un solo click, invii la tua candidatura, fiducioso di essere chiamato presto per un colloquio. Pensi che sia finita qui  e credi di aver già tentato il tutto possibile per farti notare? E invece no, perché da una recente indagine è emerso che più del 70% dei selezionatori in Italia, una volta letto il curriculum, apre una pagina di Google digitando il nome e cognome del candidato, per cercare altre informazioni. E’ il cosiddetto ego surfing,navigare nei meandri del web per trovare qualcosa che parli di noi. E cosa succede se quello che c’è di noi sul web è negativo o poco professionale o inesistente?

Scopri come creare una buona reputazione on line con il personal branding, leggendo il mio articolo pubblicato su Monster.it!

Never give up! Queste le parole d’ordine per i neolaureati italiani

Stai leggendo questo articolo e sei un giovane che sta per terminare gli studi o si sta affacciando al mondo del lavoroAllora sei sulla pagina giusta! Quanto tempo ​si dedica alla ricerca di un’occasione, ​dell’opportunità perfetta che  possa aprirle porte giuste? Tanto, forse troppo. Tuttavia non è mai tempo sprecato e non è mai abbastanza se crediamo in quello che siamo e se il desiderio di realizzazione è forte.
 
L’invio di tante candidature alle quali spesso neanche si ottiene risposta può risultare frustrante e originare sconforto, ma questo non deve distoglierci dal nostro obiettivo finale, né farci arrendere. Innanzitutto, occorre fare un’analisi piuttosto accurata del nostro cv, prendendo coscienza di quello che è stato il nostro percorso formativo e dei punti di forza delle esperienze ​effettuate (ad esempio corsi di formazione, viaggi studio all’estero, lavoretti occasionali). Ogni scelta effettuata ha una motivazione al suo interno che può mostrare i valori ​su cui si basa la nostra personalità ​e le caratteristiche direttamente connesse alle inclinazioni naturali che ci appartengono da sempre.​.
 
Teniamo bene a mente che il cv è il nostro biglietto da visita e che in quel preciso momento ci rappresenta. 
La persona che lo riceverà, ci dedicherà al massimo un paio di minuti, quindi l’obiettivo primario è catturare subito la curiosità​ del Recruiter​. Curiamo il layout, scegliamo con attenzione la foto e cerchiamo di fornire le informazioni fondamentali in maniera concisa e ordinata, in massimo due facciate. La cosa migliore è dare la precedenza ai dati anagrafici, seguiti dalle esperienze lavorative più recenti e poi da quelle formative, concludendo con qualche informazione ​sui nostri interessi​.​
 
Se sono presenti esperienze  che generano incoerenza o che collidono con la  posizione offerta dalla job description la strategia ideale è di trasformarli in un punto di forza esaltando la nostra capacità di autocritica, versatilità e dinamicità. Un consiglio è di raggrupparli sotto la voce ‘Ulteriori Esperienze Professionali’ o ‘Ulteriori Informazioni’. Sarà poi compito ​vostro in fase di colloquio​evidenziare il perchè di determinate scelte, motivandole coerentemente e umilmente. 
 
Non è mai troppo tardi per capire cosa ci piacerebbe veramente fare, quindi non pentitevi di aver intrapreso una strada sbagliata o di aver effettuato qualche esperienza incoerente con la posizione alla quale aspirate. Modificate ad hoc il cv per ogni opportunità e mettete in luce le skills che vi permettono di ​essere il ​potenziale ​candidato ideale, evidenziando gli elementi che risultano più affini ai requisiti del job profile. 
 
Se la ricerca di lavoro si protrae senza risultati, niente panico. Cercate di implementare le vostre competenze e conoscenze attraverso corsi di formazione, senza stare con le mani in mano. Continuate a candidarvi e ad effettuare colloqui​,​anche se la posizione per la quale siete ​stati selezionati non è quella ​che desideravate. Ogni colloquio è un’esperienza dalla quale si possono trarre ottimi insegnamenti e che ci permette di acquisire sempre più sicurezza, rendendoci consapevoli di quali realtà possono sposarsi con le nostre aspirazioni e valori e quali no. 
Nel frattempo, siate proattivi nella ricerca a 360 gradi, effettuate uno screening giornaliero degli annunci, tenete sotto controllo linkedin e i vari siti specializzati in job searching, aggiornate i vostri profili in modo da essere visibili ai recruiter. 
 

Quando la chiamata tanto attesa arriverà, iniziate a prepararvi subito per il colloquio. Consultate il sito internet aziendale e servitevi dei motori di ricerca per ricavare qualsiasi tipo di informazione che possa essere attinente (fatturato aziendale, competitors, numero di dipendenti, valori aziendali ecc). Questo servirà a stimolare la vostra curiosità e a fornire qualche spunto per porre delle domande interessanti in fase di colloquio. Curate l’abbigliamento, che deve essere ​​sobrio e formale. Arrivate puntuali e se doveste avere un imprevisto avvisate telefonicamente. Mantenete la calma, respirate e siate sicuri di chi siete e di quanto valete. Preparate mentalmente una breve descrizione del vostro percorso e mettete in risalto gli elementi che vi contraddistinguono e che evidenziano le vostre soft skills, tenendo bene a mente la job description dell’annuncio. Sorridete e siate educati, sinceri e coerenti. Non fatevi intimorire dalle domande, ma fornite piuttosto una risposta ponderata. Non dimenticate che una superficiale conoscenza dell’inglese è una discriminante di valore; quindi riprendete in mano i libri, leggete articoli, ascoltate musica, guardate film in lingua day by day. I miglioramenti saranno sorprendenti e direttamente percepibili.

Infine, ricordate che un obiettivo impostato correttamente è già raggiunto per metà! 😉

Floriana Stracuzza